Il timido ubriaco…

Stasera, sono arrivato a messa mezz’ora prima, così, ho avuto modo di leggere per bene tutto il foglietto… (in verità, mi piace leggere sempre l’introduzione al Vangelo…).

Questa domenica, il Vangelo sembra essere duro con gli uomini… tanto che Nicola Gori scrive “Cristo è esigente, ma i suoi consigli sono per il nostro bene. Il suo messaggio è rivolto a tutti gli uomini e le donne, affinchè raggiungano la felicità senza fine. In quest’ottica, ogni sacrificio temporale acquista un valore eterno e infinito.“.

Mano occhioMa… cosa ci chiedeva Gesù nel Vangelo di oggi? Il Vangelo di Marco descrive Cristo che rimprovera aspramente chi… da scandalo (“Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una molla da asino e lo buttassero in mare.“). Di che scandalo parla? Beh, si riferisce a tutti i peccati che si commettono nella vita… prosegue infatti dicendo “Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.“. (La “Geena” è, come conferma il De Mauro, un luogo identificabile nell’inferno).

A liberarci dal dubbio della pesantezza delle parole del Vangelo arriva però il santo eremita Isacco di Antiochia che scrive “Non pensare che la causa dei peccati sia nella mano o nell’occhio, ma piuttosto nel tuo spirito che vede qualcosa e la brama; contro di esso devi combattere. E’ la bramosia cattiva che ti è d’impiccio, tagliala via da te: è questo che ti è comandato.“.

Dio non ci chiede dunque di tagliarci fisicamente i nostri arti… ma di, controllare il nostro spirito, affinchè non sia mai “oggetto di scandalo”.

E’ attraverso il sacrificio che ci avviciniamo al messaggio cristiano…

Sempre dal Vangelo di Marco abbiamo “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli.” ed anche “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.“.

Non dobbiamo dunque aver paura di ritrovarci soli in questo cammino di sacrifici. Riceveremo senza dubbio “cento volte tanto”.

Cambiando discorso… arriviamo al perchè del titolo.

“Il timido ubriaco” è una canzone di quel pazzo di Max Gazzè che nel 2000 si presentò a Sanremo con questa canzone, arrivando quinto. Youtube, come al solito, aiuta a ricordare…

E’ un tipetto strano Max Gazzè… basta guardarlo nel video sopra per rendersene conto… capelli ricci, disordinati… una semplice camicia rossa, inguardabile. Se paragonato ai cantanti odierni, sembrerebbe ridicolo. Tutti acconciati e lucidati da sembrare quasi dei pomelli d’ottone…

E’ strano anche perchè… nelle sue canzoni cerca sempre di calibrare ogni parola… cerca sempre termini particolari per esprimere ciò che vuole… sta attento ai particolari, un pò come piace fare a me quando scrivo.

Il video di questa canzone però… non mostrava altro che… Max Gazzè intento ad accendere una serie indefinita di fiammiferi… metafora della vita, delle esperienze, delle occasioni, del tempo che si brucia. Con ironia e senza pretese.

Perchè sento tutto ciò un pò mio? Perchè… in questo periodo, secondo me, tante persone stanno giocando con il mio “buon cuore”. Ne approfittano della mia sincerità ed incapacità di tagliare drasticamente per… prendere comodamente le decisioni.

Non sopporto questa cosa, non mi piace che la gente si approfitti di me, e, consapevole di… non saper cambiare, spero sempre che questo “urlo interno” arrivi alle loro orecchie e le renda meno “comodiste”.

Sono tutti li… a decantare le mie qualità e a darmi un “contentino” di una serie infinita di “ti voglio bene” che mi sembrano solo parole. Chi si vuol bene veramente, costi quel che costi, non si fa soffrire.

[…] Piango
paludi di parole fatte fango…
Mi muovo come anguilla nella sabbia
che rabbia!
…Rido
Facendo del mio riso vile nido
Cercandomi parole dentro al cuore
d’amore…
[…]

Max Gazzè – Il timido ubriaco

Semplicemente…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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