Elezioni comunali: il lato comico.

Ieri mi sono soffermato sull’aspetto socio-politico delle elezioni ma… in questi due giorni ho raccolto anche tantissime perle.

Il palermitano, ovviamente, vuole lamentarsi… sempre. Lo sto facendo io adesso e lo faceva sia chi arrivava che chi completava la votazione.

Il primo impatto era fantastico. Se avessi preso un voto per ogni persona che ha detto “mi… ma è un lenzuolo” (riferendosi alla scheda per votare) sarei sicuramente diventato sindaco stracciando gli avversari. Ironia a parte, almeno il 70% di chi entrava s’è lamentato per la grandezza delle schede.

Poi ovviamente si finiva nel panico… la gente entrava nella cabina e dimenticava chi votare. E così… “posso andare a guardare un attimo? Ho dimenticato…”“ok, vada ma lasci tutto dentro!”.

C’erano però gli anziani. Quelli che, marito e moglie, votavano a turno per potersi scambiare “la lente”.

Poi anche la classica scena da candid-camera: nipote venticinquenne più nonnina. Votano in due cabine accanto. La nonnina tra tutti quei cerchi si perde e inizia a dubitare di poterne uscire viva.

Non esce però. Alza la voce e chiede aiuto… “ma dov’è che devo segnare!!”. Il nipote, dall’altra cabina, cerca di soccorrerla… “più a destra… dopo il gabbiano…” (?!?!?). La nonna farfuglia sempre più preoccupata della sua vita “ma dove… qui ci sono alberi ma non ci sono gabbiani!”. Allora arriva il tocco di genio del nipote… non esce, non la chiama fuori ma… si abbassa e si accovaccia per poter comunicare da una cabina all’altra da sotto…

Ovviamente noi scrutatori eravamo morti dal ridere. Il segretario però l’ha invitato a smetterla così che non abbiamo fatto in tempo a scattare una foto…

Lo stress del voto non si fermava li però. La gente era convinta che fosse una tremenda brutta figura non richiudere la scheda seguendo precisamente l’ordine di piegatura. Anche li arrivavano dunque persone sudatissime alla ricerca di aiuto in estremis.

Quando finalmente la scheda era nell’urna… alle persone tornava il sorriso. Roba da non crederci.

Ovviamente queste elezioni fatte di domenica con una stupenda giornata quasi-estiva hanno trasformato più volte le cabine elettorali in cabine-doccia. La gente, domenica, era in tenuta da spiaggia: infradito, pareo, magliettine copri-costume e borsa trasparente. Per alcuni attimi ho immaginato di vedere, sopra una cabina, un telo da mare… in quel momento più che scrutatore mi sono immaginato bagnino.

Per chi ama quei concorsi strani che solo gli statistici e gli appassionati seguono, la domanda più furba delle elezioni 2007 è arrivata il sabato mattina. Un signore, quasi quarantenne, si accorge di aver sbagliato ed esce fuori chiedendo “mi scusi, ha una gomma?”. Alla faccia delle matite copiative indelebili.

C’è infine un girone che vorrei ricordare. Tra i dannati delle elezioni c’è il girone degli smarriti. Tutte quelle persone che hanno cambiato residenza o che sono state spostate di seggio senza ricevere ancora comunicazione del nuovo seggio.

Vagavano. Un signore con moglie al seguito ha dichiarato di aver girato tutti i seggi di 3 scuole prima di trovare quello giusto. Un vero super-eroe del voto.

E’ a loro che dedico questo mio post. Immagino che, dopo la chiusura delle 15, saranno state ancora centinaia le anime disperse condannate a vagare per altri 5 anni…

Emanuele

Palermo… ma vaffan…COOL!

Oggi, alle 15 era una bella giornata.

Pensavo… “wow, abbiamo già finito le votazioni… dobbiamo solamente contare”.

Bene, era molto più bello quando la gente veniva a votare.

Abbiamo finito di fare lo spoglio delle schede con relative verbalizzazioni a mezzanotte. Senza cena, senza pause, senza sigarette per chi fuma.

Solo conteggi. Dalle 15 e 2 minuti. 9 ore di sana follia.

Ma la cosa più triste, in fin dei conti… non sono neanche i conti.

La cosa più triste erano i volti, le facce di… quei maledetti candidati e/o rappresentanti di lista.

Parliamo per prima cosa dello stile. Si dice che i giovani d’oggi siano tutti omologati ad uno stile. Bene… anche l’uomo politico ha un suo stile inconfondibile: da qualcuno i giovani avran preso d’esempio questa strana abitudine.

E così…

Uomo di sinistra: jeans, mocassini e polo con giacca smanicata sopra. Orologio Casio, con cronometro e luce blu per vedere l’orario di notte.
Donna di sinistra: “figlia degli anni 60”, gonna larga (a coprir la pancia e le gravidanze), scarpe aperte. Un leggero filo di trucco e qualche collanina… se non fa caldo. Magliettina comprata da Oviesse o al mercatino: il gusto è comunque sobrio.

Uomo di destra: dunque… qui vanno fatte due distinzioni ulteriori. Si perché a voler parlar bene a “destra” ho visto “cani e porci”.
Arriva il ben vestito. Scarpe nere così lucide che ho capito da dove venga riflessa la luce che illumina il cielo serale; giacca e, se non fa troppo caldo, cravatta. Ovviamente tutto stirato ed un po’ di gel in testa (così si riflette ancora meglio la luce…).
Arriva, però, anche il “dipendente DAL ben vestito”.
Parliamo però prima della “donna moglie del dipendente dal ben vestito”. A dir la verità al posto di “donna” volevo usare la parola “espositore” in quanto il trucco usato è senza dubbio maggiore di quello presente in un espositore al supermercato. Lei è solitamente casalinga. Se proprio le va bene (e il marito permette), è a caso: badante, segretaria dal medico, parrucchiera o… parlando in maniera un pizzico più alla moda, shampista. Continuiamo. Tacchi alti (perchè oggi è un giorno importante) e possibilmente gonna sopra il ginocchio (così il marito apprezza anche se poi fa il geloso). La qualità dei tessuti nella donna di destra è direttamente proporzionale al “peso” del portafoglio del marito. In ogni caso la borsetta Gucci la sfoggiano entrambe. La seconda ovviamente ha la G in alluminio al posto dell’argento.
E adesso arriviamo al tanto atteso uomo politico dipendente di *centro*destra. Scarpe Prada (provenienza mercatino: si fanno ottimi affari!). Pantalone scuro… sopravvissuto persino al lavoro in campagna. Camicia e… no, niente cravatta. Probabilmente la userebbe come cintura. Camicia e “pancia autoportante” ma, dove si può, una cintura in pelle ci sta bene. Il caldo lui lo sente però. Dunque gli ultimi bottoni della camicia rimangono aperti (più ne apri più sali di grado… stile stellette militari). Pelo in vista… ed in assenza va benissimo anche una collana d’oro giallo (chi glielo spiega che l’oro giallo si portava 15 anni fa?). Come il ben vestito, anche lui sfoggia un orologio da 1500 grammi.

Finito di parlare del vestiario… voglio concentrarmi sui candidati che ho tristemente visto oggi… e che sono la fonte principale della mia ispirazione in questo momento.

Adesso però torno un pizzico più serio… perché esiste un tempo per ridere ma anche uno per essere delusi. Si… sono deluso perché, e non faccio nomi, ho visto un *fruttivendolo* (le mani sono solitamente un fattore identificante il tipo di lavoro svolto…) candidato a *rullo di tamburi* CONSIGLIERE COMUNALE tra le liste di un partito a favore di Cammarata! Si… non un “semplice” candidato alla circoscrizione (leggasi quartiere…) ma direttamente come consigliere nella giunta del sindaco!

Questa è la storia di Mario (nome fittizio), un umile fruttivendolo, che tenta la fortuna. Un giorno si sveglia, viene contattato (…) e si rende conto di aver buttato una vita. Lui è nato per fare il consigliere comunale! Altro che arance e mandarini… “minchia chi fissa ca sugnu! Ma cum’è cun c’aiu pinsato prima!”. Avrà detto proprio così…. ed avrà dimenticato la sua vecchia vita. Una cosa però non ha dimenticato: il siciliano. E se l’è portato con se. E così oggi parlava solo in siciliano… e il suo *spessore culturale* traspariva fuori da “amunì ca c’offro un caffè al presidente [del seggio]” e dalle esileranti battute che uscivano durante lo spoglio “Costa quel che costa!” (riferendosi a Massimo Costa, candidato a sindaco) oppure alla sua cantilena “Palmiggiano… Reggiano!” (quando arrivava un voto al candidato a consigliere comunale con cognome Palmiggiano). Un vero supereroe della barzelletta.

Che poi… io adesso ci sto nuovamente scherzando, ma pensateci un attimo seriamente. Quest’uomo era un possibile consigliere comunale. Un uomo che oltre ad esser ben pagato dovrebbe lavorare per il bene della città! Se è vero che chi è preparato comincia dal basso… questo, avendo vissuto una vita come fruttivendolo, sicuramente farà carriera. Sembra la legge del contrappasso di Seneca e Dante!

Avrebbe davvero potuto dare consigli utili? Oppure sarebbe stato un nuovo fantoccio nelle mani dei più alti che sfruttano queste persone per il loro tornaconto?

Si chiamano candidati questi? Palermo ha fatto ridere. 50 posti, 1030 candidature. Praticamente un candidato ogni 600 abitanti scarsi. I posti però sono quelli… non sono mica mille…

Il lavoro è stato massacrante. Quei nomi sono stati ricopiati in duplice copia su vari registri. Posso lasciarvi immaginare il lavoro immane. Ho saputo che, da veri palermitani in stile Ficarra e Picone, sono arrivate anche lamentele al Comune per via dell’immane lavoro, fuori dalla norma, a cui gli scrutatori sono (siamo) stati sottoposti.

Io continuo a chiedermi però come la gente possa essere così cieca. Ho scherzato sul “tipo di uomo” ma quel che ho visto in questi due giorni è stato questo. Tutti i rappresentanti di lista (ok, il 90% per esser corretti e sinceri) di destra erano gente del popolo molto rozza e volgare. Gente che poi, con un presidente avvocato e magistrato, non è stata comunque in grado di contestare neanche una scheda. Fantocci. Non so definirli in modo diverso. Eppure stavano li… col fiato sul collo ad ogni scheda (a differenza del tizio di sinistra che, sebbene soffriva il caldo e la possibile sconfitta, s’è messo di lato ad aiutare per alcuni controlli). E adesso ditemi che sono di parte… ma credetemi, avrei tanto voluto avervi tutti li con me. Avreste vissuto le mie stesse sensazioni.

E’ una tristezza che Palermo venga rappresentata nuovamente da certe persone…

Sono triste perché se chiedi in giro, quelli che dicono “io voto Cammarata” sono sempre meno di quelli che becchi per Orlando… eppure, ha vinto nuovamente.

E a questo punto però… io non penso che i palermitani siano stupidi. Piuttosto, tristemente, penso che oltre metà della città sia collusa con uno stile mafioso di far le cose. Una cultura dell’illegalità.

Sono già state trovate e segnalate dai giornali varie anomalie. Non voglio commentarle… tristemente anch’esse lasciano il tempo che trovano. Si dirà che la sinistra, dopo aver fatto le segnalazioni ha anche organizzato il complotto.

Si perché in Sicilia, quello che all’estero è uno scandalo, diventa semplicemente un complotto.

E dunque… complimenti a Cammarata, adesso però so da dove hai preso la parola cool.

Basta. Torno in me… la cosa più bella di questa serata in definitiva è stata una cotoletta fredda mangiata in una pseudo-cena di mezzanotte ed una scorpacciata di fragole (quelle si che mi piacciono…).

Vado a letto adesso… ho voluto scrivere di getto, a caldo. Era più bello, più vissuto e più appassionante.

Sono distrutto… appena salirò sul letto farò un fosso sicuramente.

Spero di svegliarmi domani rendendomi conto di aver solamente fatto un brutto sogno.

A quel punto però… ho scritto un bel post che non leggerete mai.

Emanuele

Scrutinator…

Mancano poche ore e si inizia. Per alcuni milioni di euro (non ho capito bene quanti) anch’io oggi e domani starò a “raccoglier voti”.

L’avevo già fatto in passato, sebbene i milioni di euro si fossero fermati a meno di 140 euro.

Era anche passata una ragazza molto emozionata: si sa, a Palermo certe cose vengono prese molto sul serio tanto che abbiamo una media di un candidato ogni 150 abitanti.

Facciamo ridere, sia dal punto di vista dei candidati che degli elettori: siamo un paese di comici e scemi del villaggio.

Comunque… vado a bermi 5 litri di caffè, ho dormito 4 ore scarse grazie a mia sorella che fino all’una di notte m’ha chiamato per… chiedermi il numero di cellulare di mio fratello! (MA DOVE VIVE?!).

Vabbè. Buona domenica e tanti auguri a tutte le mamme. Quando vi sveglierete, alle 6 come ogni domenica mattina, pensatemi… io sarò già a servizio dei cittadini.

Emanuele

PS: nell’ultima frase c’è qualcosa di inesatto. Offro la mia paga a chi riuscirà a scovare l’inesattezza. Non ditemi che non vi svegliate alle 6 però… mi mettereste solo rabbia e invidia ora come ora. 😛

Nome: Vito. Cognome: Curriculo.

Come saprete, da qualche anno collaboro attivamente con Azzurra, il più grosso ed antico IRC Network italiano.

Solitamente le richieste di collaborazione da parte di bambini che hanno appena scoperto il mIRC e che vogliono *dominare* sul network sono così frequenti che passano inosservate.

Si va da quelli che ti offrirebbero prestazioni sessuali con la sorella a quelli che ti promettono fedeltà eterna partendo in quarta con un “possiamo diventare amici?”.

La maggior parte di queste richieste arriva proprio dai più giovani e così, spesso e volentieri, l’italiano è ancora “in fase di scoperta” (di quanto altro tempo necessiteranno!?!).

Ogni tanto però, i più *confusi*, scrivono a MondoIRC, il più antico portale IRC italiano (col quale collaboro parimenti) richiedendo di divenire IRCop su Azzurra.

Oggi mi è stata girata l’ennesima e-mail… questa volta però, l’italiano è così da Accademia della Crusca che merita di essere incorniciato.

Io ho tanto desiderio di essere un IRCop lo vorrei tanto se potevasse sarete così bravi che mi farete molto felice.

Come dare torto a mio padre quando dice che i giovani d’oggi non sanno più scrivere una lettera, con due parole in fila, in modo corretto?

Certi “casi” fanno letteralmente impressione. Sono stato piccolo anch’io… ma non ricordo di aver mai avuto problemi simili.

Probabilmente sarebbe andata meglio se avesse dovuto scrivere un sms… oppure no? 😮

Emanuele aka P|xeL

Ti ricordi gli anni ’30?!

Mentre il contatore dei commenti tocca quota 3000 (grazie! ;-)) mi è venuto in mente un flash stranissimo.

Che mondo sarà quando si dirà “ti ricordi gli anni ’30?” e non ci si riferirà al 1930 ma al 2030?

Dove saremo noi? Che tipo di vita faremo?

Come sarà la società? Quanto sarà obsoleto il “futuro” che per ora immaginiamo?

Ma soprattutto… quanti commenti conterà questo blog tra 23 anni!? :eeeh:

Emanuele

Continua la saga: la Wind mi ama.

Nonostante le ultime mosse poco piacevoli di questo gestore (rimodulazione, anche per i vecchi clienti di tante tariffe ed opzioni che le sono anche costate una condanna) la Wind continua a dimostrare un certo amore nei miei confronti.

6 offerte in neanche 2 anni: praticamente una media di un’offerta ogni 3-4 mesi.

Ieri ho ricevuto l’ennesimo sms:

Per te 12 mesi di costo mensile gratuito per chiamare un numero Wind a tua scelta! Chiama gratis il 158 entro il 31/05

Praticamente… ho ottenuto, nuovamente il Noi 2 gratis. Un risparmio, secondo i costi dell’offerta attuale, di 43 euro.

E così… ancora una volta mi chiedo perché? Spendo poco al cellulare. Per il mio compleanno ho ricevuto 2 ricariche da 25 euro, di cui una fatta direttamente sul cellulare.

Tutt’ora di quei 25 euro ne ho spesi meno di 7. Una media di 3 euro e qualcosa al mese. L’altra ricarica è ancora rinchiusa nella bustina di plastica… con questa media, la utilizzerò l’anno prossimo!

Quanto spendete voi? Continuo a credere che la Wind voglia incentivarmi ad usare di più il cellulare… ma non sa che, sono così bravo che sfrutto bene le offerte e stringo i denti (anzi, mi cucio la bocca :-P) nei momenti di carestia! 😉

Emanuele

No, io mi devo cresimare!

Uhm… mi sono accorto che, ultimamente, ci sono stati fin troppi post dal sapore politico.

Strano… solitamente evito di parlarne perché non mi piace tanto il mondo che gira intorno alla politica. Mi sarò fatto prendere la mano… speriamo non diventi un’abitudine. 😉

Giusto per raffreddare un po’ i toni, vi racconto una cosa successa domenica scorsa durante la cresima della sorella della mia pulcina.

Durante la messa, una signora che si occupava di organizzare l’offertorio chiede ad un cresimando, “tu devi fare l’offertorio?” e lui, dopo averla guardata strano per mezzo secondo, con un fare che solo un palermitano d.o.c. potrebbe… risponde “no, io mi devo cresimare!”. 😕

I corsi di cresima non sono più quelli di una volta. O meglio… i corsi di catechismo dovrebbero prevedere, probabilmente, anche le bocciature. 😐

Emanuele