Palermo… ma vaffan…COOL!

Oggi, alle 15 era una bella giornata.

Pensavo… “wow, abbiamo già finito le votazioni… dobbiamo solamente contare”.

Bene, era molto più bello quando la gente veniva a votare.

Abbiamo finito di fare lo spoglio delle schede con relative verbalizzazioni a mezzanotte. Senza cena, senza pause, senza sigarette per chi fuma.

Solo conteggi. Dalle 15 e 2 minuti. 9 ore di sana follia.

Ma la cosa più triste, in fin dei conti… non sono neanche i conti.

La cosa più triste erano i volti, le facce di… quei maledetti candidati e/o rappresentanti di lista.

Parliamo per prima cosa dello stile. Si dice che i giovani d’oggi siano tutti omologati ad uno stile. Bene… anche l’uomo politico ha un suo stile inconfondibile: da qualcuno i giovani avran preso d’esempio questa strana abitudine.

E così…

Uomo di sinistra: jeans, mocassini e polo con giacca smanicata sopra. Orologio Casio, con cronometro e luce blu per vedere l’orario di notte.
Donna di sinistra: “figlia degli anni 60”, gonna larga (a coprir la pancia e le gravidanze), scarpe aperte. Un leggero filo di trucco e qualche collanina… se non fa caldo. Magliettina comprata da Oviesse o al mercatino: il gusto è comunque sobrio.

Uomo di destra: dunque… qui vanno fatte due distinzioni ulteriori. Si perché a voler parlar bene a “destra” ho visto “cani e porci”.
Arriva il ben vestito. Scarpe nere così lucide che ho capito da dove venga riflessa la luce che illumina il cielo serale; giacca e, se non fa troppo caldo, cravatta. Ovviamente tutto stirato ed un po’ di gel in testa (così si riflette ancora meglio la luce…).
Arriva, però, anche il “dipendente DAL ben vestito”.
Parliamo però prima della “donna moglie del dipendente dal ben vestito”. A dir la verità al posto di “donna” volevo usare la parola “espositore” in quanto il trucco usato è senza dubbio maggiore di quello presente in un espositore al supermercato. Lei è solitamente casalinga. Se proprio le va bene (e il marito permette), è a caso: badante, segretaria dal medico, parrucchiera o… parlando in maniera un pizzico più alla moda, shampista. Continuiamo. Tacchi alti (perchè oggi è un giorno importante) e possibilmente gonna sopra il ginocchio (così il marito apprezza anche se poi fa il geloso). La qualità dei tessuti nella donna di destra è direttamente proporzionale al “peso” del portafoglio del marito. In ogni caso la borsetta Gucci la sfoggiano entrambe. La seconda ovviamente ha la G in alluminio al posto dell’argento.
E adesso arriviamo al tanto atteso uomo politico dipendente di *centro*destra. Scarpe Prada (provenienza mercatino: si fanno ottimi affari!). Pantalone scuro… sopravvissuto persino al lavoro in campagna. Camicia e… no, niente cravatta. Probabilmente la userebbe come cintura. Camicia e “pancia autoportante” ma, dove si può, una cintura in pelle ci sta bene. Il caldo lui lo sente però. Dunque gli ultimi bottoni della camicia rimangono aperti (più ne apri più sali di grado… stile stellette militari). Pelo in vista… ed in assenza va benissimo anche una collana d’oro giallo (chi glielo spiega che l’oro giallo si portava 15 anni fa?). Come il ben vestito, anche lui sfoggia un orologio da 1500 grammi.

Finito di parlare del vestiario… voglio concentrarmi sui candidati che ho tristemente visto oggi… e che sono la fonte principale della mia ispirazione in questo momento.

Adesso però torno un pizzico più serio… perché esiste un tempo per ridere ma anche uno per essere delusi. Si… sono deluso perché, e non faccio nomi, ho visto un *fruttivendolo* (le mani sono solitamente un fattore identificante il tipo di lavoro svolto…) candidato a *rullo di tamburi* CONSIGLIERE COMUNALE tra le liste di un partito a favore di Cammarata! Si… non un “semplice” candidato alla circoscrizione (leggasi quartiere…) ma direttamente come consigliere nella giunta del sindaco!

Questa è la storia di Mario (nome fittizio), un umile fruttivendolo, che tenta la fortuna. Un giorno si sveglia, viene contattato (…) e si rende conto di aver buttato una vita. Lui è nato per fare il consigliere comunale! Altro che arance e mandarini… “minchia chi fissa ca sugnu! Ma cum’è cun c’aiu pinsato prima!”. Avrà detto proprio così…. ed avrà dimenticato la sua vecchia vita. Una cosa però non ha dimenticato: il siciliano. E se l’è portato con se. E così oggi parlava solo in siciliano… e il suo *spessore culturale* traspariva fuori da “amunì ca c’offro un caffè al presidente [del seggio]” e dalle esileranti battute che uscivano durante lo spoglio “Costa quel che costa!” (riferendosi a Massimo Costa, candidato a sindaco) oppure alla sua cantilena “Palmiggiano… Reggiano!” (quando arrivava un voto al candidato a consigliere comunale con cognome Palmiggiano). Un vero supereroe della barzelletta.

Che poi… io adesso ci sto nuovamente scherzando, ma pensateci un attimo seriamente. Quest’uomo era un possibile consigliere comunale. Un uomo che oltre ad esser ben pagato dovrebbe lavorare per il bene della città! Se è vero che chi è preparato comincia dal basso… questo, avendo vissuto una vita come fruttivendolo, sicuramente farà carriera. Sembra la legge del contrappasso di Seneca e Dante!

Avrebbe davvero potuto dare consigli utili? Oppure sarebbe stato un nuovo fantoccio nelle mani dei più alti che sfruttano queste persone per il loro tornaconto?

Si chiamano candidati questi? Palermo ha fatto ridere. 50 posti, 1030 candidature. Praticamente un candidato ogni 600 abitanti scarsi. I posti però sono quelli… non sono mica mille…

Il lavoro è stato massacrante. Quei nomi sono stati ricopiati in duplice copia su vari registri. Posso lasciarvi immaginare il lavoro immane. Ho saputo che, da veri palermitani in stile Ficarra e Picone, sono arrivate anche lamentele al Comune per via dell’immane lavoro, fuori dalla norma, a cui gli scrutatori sono (siamo) stati sottoposti.

Io continuo a chiedermi però come la gente possa essere così cieca. Ho scherzato sul “tipo di uomo” ma quel che ho visto in questi due giorni è stato questo. Tutti i rappresentanti di lista (ok, il 90% per esser corretti e sinceri) di destra erano gente del popolo molto rozza e volgare. Gente che poi, con un presidente avvocato e magistrato, non è stata comunque in grado di contestare neanche una scheda. Fantocci. Non so definirli in modo diverso. Eppure stavano li… col fiato sul collo ad ogni scheda (a differenza del tizio di sinistra che, sebbene soffriva il caldo e la possibile sconfitta, s’è messo di lato ad aiutare per alcuni controlli). E adesso ditemi che sono di parte… ma credetemi, avrei tanto voluto avervi tutti li con me. Avreste vissuto le mie stesse sensazioni.

E’ una tristezza che Palermo venga rappresentata nuovamente da certe persone…

Sono triste perché se chiedi in giro, quelli che dicono “io voto Cammarata” sono sempre meno di quelli che becchi per Orlando… eppure, ha vinto nuovamente.

E a questo punto però… io non penso che i palermitani siano stupidi. Piuttosto, tristemente, penso che oltre metà della città sia collusa con uno stile mafioso di far le cose. Una cultura dell’illegalità.

Sono già state trovate e segnalate dai giornali varie anomalie. Non voglio commentarle… tristemente anch’esse lasciano il tempo che trovano. Si dirà che la sinistra, dopo aver fatto le segnalazioni ha anche organizzato il complotto.

Si perché in Sicilia, quello che all’estero è uno scandalo, diventa semplicemente un complotto.

E dunque… complimenti a Cammarata, adesso però so da dove hai preso la parola cool.

Basta. Torno in me… la cosa più bella di questa serata in definitiva è stata una cotoletta fredda mangiata in una pseudo-cena di mezzanotte ed una scorpacciata di fragole (quelle si che mi piacciono…).

Vado a letto adesso… ho voluto scrivere di getto, a caldo. Era più bello, più vissuto e più appassionante.

Sono distrutto… appena salirò sul letto farò un fosso sicuramente.

Spero di svegliarmi domani rendendomi conto di aver solamente fatto un brutto sogno.

A quel punto però… ho scritto un bel post che non leggerete mai.

Emanuele

8 commenti » Scrivi un commento

  1. Purtroppo è vero quando si dice che ad ogni Popolo spetta il Sindaco che si merita. Evidentemente noi meritiamo Cammarata. E con questo non voglio dire che chi ha votato Orlando risulta più intelligente o più furbo.
    Il problema di quest’anno è stato che non si è andato a votare il “migliore”, ma il “meno peggio”.
    Molta gente sa che “megghiu u tintu accanusciutu ca u tinto a canusciri”/”Meglio il furbo conosciuto che il furbo che ancora si deve conoscere”.
    La cosa però che mi dispiace è che si sono persi di vista dei dati oggettivi che, se fossero stati, invece, presi in considerazione dagli elettori, ci avrebbero sicuramente regalato altri risultati alle elezioni.

  2. La gente preferisce la sopravvivenza al “viver bene”. Si accontenta di ricevere qualche regalino ogni tanto invece di cambiare le cose realmente.
    Mi sembra stupida, poco lungimirante e totalmente priva di senso.
    Alla gente sta bene che ci sia qualcuno che compra il loro voto. Gli stanno bene i pacchi di pasta così come i 125 posti come conducenti Amat a persone che non hanno neanche la patente.
    E’ deludente questa Palermo. Ma forse va anche accettata… è un mondo che va avanti in un modo privo di logica.

    Emanuele

  3. Pingback: Elezioni comunali: il lato comico. su …time is what you make of it…

  4. io speravo in un voto di protesta.. come qualche hanno fa è accaduto in Puglia.. ma niente.. ma che si deve fare? possibile che tutti si lamentino e poi quando vengono chiamati a DECIDERE non usano il cervello? 😥
    ..sono Delusa..

  5. Giusy, purtroppo, come ho scritto nel post… quello che all’estero è scandalo, in Italia e specialmente in Sicilia, diventa “semplicemente” un complotto. E quindi è solamente qualcosa da raccontare al bar… invece di divenire il punto di partenza di un mega scandalo.
    E’ una vera tristezza questa Sicilia-politica.
    Ciao,

    Emanuele

    PS: non so se in Puglia le cose vadano diversamente… 😐

  6. :ill: beh in Puglia, non dico che siano rose e fiori.. assolutamente…
    ma quanto meno, dopo la scandalosa (a mio avviso) gestione dell’ex governatore della Puglia (Fitto) la gente ha avuto il CORAGGIO di protestare votando non solo un esponente di estrema sinistra (NIKY VENDOLA)per lo + omosessuale(che nell’opinione pubblica specie nel meridione è scandaloso)
    ..beh se ci penso non credo che una cosa del genere possa mai accadere in Sicilia.. tutto qui!
    🙁

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