La famiglia al completo.

Non vedevo la confusione di questi giorni a casa mia dall’estate scorsa. Oggi è arrivata anche l’altra mia sorella e così… siamo al completo! :joy:

Scherzando insieme a lei, ripensavo a quanto tempo sia passato dal periodo in cui eravamo ancora tutti sotto lo stesso tetto. Lei dopo la laurea volò subito al nord, coccolata da ottime proposte lavorative.

Oggi giornata massacrante. In facoltà fino alle 18, poi agli scout per la Messa in cena domini (inizia il triduo pasquale), poi corsa a casa in Vespa, cambio chiavi e volo all’aeroporto con i miei.

Adesso mi metto a leggere un po’… però è bello vedere le stanze accese, le porte aprirsi, il bagno occuparsi, il telefono squillare più spesso.

Torneranno tutti e tre al nord subito dopo Pasqua, così in questi giorni vedrò di godermeli il più possibile! 🙂

Emanuele

Storia delle uova di Pasqua.

Ieri sera, durante la riunione di Comunità Capi, abbiamo realizzato delle uova decorate che ci siamo scambiati come piccolo segno d’augurio durante il momento di preghiera finale.

Tra le cose lette, è stato interessante conoscere la storia delle uova decorate.

L’uso di regalare uova è antichissimo. Sicuramente è legato al fatto che la Pasqua coincide con l’inizio della primavera, originariamente celebrata con riti per la fecondità ed il rinnovamento della natura. L’uovo simboleggia, infatti, la vita che si rinnova.

Le uova, infatti, forse per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero, quasi della sacralità.

Già al tempo del paganesimo in alcune credenze, il Cielo e la Terra erano ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova erano il simbolo del ritorno alla vita.

Gli uccelli infatti si preparavano il nido e lo utilizzavano per le uova: a quel punto tutti sapevano che l’inverno e il freddo erano ormai passati.

Le uova, associate alla primavera per secoli, con l’avvento del Cristianesimo divennero simbolo della rinascita non della natura ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo: come un pulcino esce dall’uovo, oggetto a prima vista inerte, Cristo uscì vivo dalla sua tomba.

Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole.

Quelle colorate di rosso scuro sono invece simbolo del sangue del Cristo.

L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va molto indietro nel tempo e già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra (XII sec. d.C.) risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite d’oro e decorate da donare come regalo di Pasqua.

Uovo decorato da Emanuele

L’uovo che vedete qui a sinistra è quello che ho decorato io. Non sono sicuramente un disegnatore e fare qualcosa in poco tempo, senza pensarci troppo, direttamente sul guscio, non è stata una passeggiata.

Comunque… ho disegnato davanti un pulcino che sbuca fuori dall’uovo e dietro un bel sole. Il pulcino perché, come lui, ogni giornata che iniziamo sarà una nuova giornata e in quanto tale dobbiamo viverla a pieno, spendendo le nostre energie indipendentemente dal buono o cattivo tempo. Il pulcino d’altronde quando rompe il guscio, non conosce minimamente il mondo che lo circonda, eppure non si lascia intimorire e decide di andare avanti e scoprirlo con quel poco che sa. Non è forte o dotto. Sfrutta a pieno le sue capacità, i suoi talenti, e non pensa che potrà cadere. Se gli capita, semplicemente, pensa solo a rialzarsi.

Il sole dietro (che non si vede nella foto) invece, l’ho disegnato perché in questo periodo, quando inizio le mie giornate guardo sempre fuori dalla finestra e quel sole e quel cielo azzurro sono un motivo più che sufficiente per farmi vivere tutto col sorriso! E quando dico questa cosa, non pensate che sia una stupidaggine… è realmente così! :joy:

Il mio uovo l’ho donato ad un membro della mia comunità capi.

Voi, perché non fate qualche sorpresa ai vostri cari? Un uovo e un pennarello non costano nulla e, si sa, nei regali ciò che conta è il gesto. Magari donandolo spiegate anche perché state regalando un uovo…

Io l’anno scorso e due anni fa ho regalato le uova di Pasqua di cioccolato… e in questi giorni vorrei trovare nuovamente il tempo per farne qualcuno! :joy:

Emanuele

PS: mi dispiace per la foto ma è fatta col cellulare! 🙂

L’ombellico del mondo!

Torniamo a parlare di lui, l’Amore.

E’ passato un bel po’ di tempo da quando ho scritto l’ultimo post circa la mia situazione sentimentale.

Decisi che dovevo dare un taglio netto e mi buttai immediatamente nella vita che mi aspettava perché ne ero più che consapevole: la vita aspettava solo me. Dipendeva da me vivere o morire.

Ero stanco. Ero stanco da tanto tempo. Ero stanco perché l’amore mi aveva deluso, mi aveva fatto scoprire degli aspetti tipici di ciò che questa società (si, lo dico con fermezza e supponenza) insegna sia “amore”. Avete presente “uomini e donne” su Canale 5?

Quello è l’amore che la società tende a farci conoscere. E’ un tipo di amore che è distante anni luce da ciò che ho visto a casa mia e da ciò che ho imparato col tempo a voler chiamare Amore.

Ecco, anche all’ultimo mi sentii preso in giro, deluso non per via di una “promessa infranta” (in fin dei conti ero il primo a non voler più promettere niente a nessuno), quanto per via di un sentimento banalizzato, ridotto al “nero/bianco dall’oggi al domani”.

Mi fermai. Capii che dovevo guardare dritto invece di “guardar di lato”.

Sapete, in questi mesi son rimasto solo ed ho imparato davvero ad apprezzare tutto ciò che ho realizzato, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.

I miei successi, le mie scelte coraggiose, i miei impegni che non dovevano mancare nella mia agenda. Sono tutti traguardi che mi riempiono d’orgoglio per un semplice motivo: non c’era nessuno affianco a me a spronarmi, a dirmi qualche parola quando la sera ero stanco o la mattina che, grazie ad un solare buon giorno, mi iniettava energia. Ero io, erano le mie forze. Era (ed è) tutt’ora bellissimo. Mi sveglio allegro e orgoglioso di ciò che sono.

Sono apparse varie persone nel tempo, varie ragazze. Si… non ne ho mai parlato da queste parti non perché volessi nascondere qualcosa (non saprei da chi o da che cosa!) ma esclusivamente perché… io non c’ero “con la testa” e perché non sono per nulla il tipo che va in giro a vantarsi dei cuori rubati. Ho grande rispetto dei sentimenti, lo stesso rispetto che pretendo.

Ho avuto paura. Si, l’amore, proprio quello, non riusciva più ad interessarmi come un tempo. Sono stato a riflettere su questa cosa molto spesso. In questi mesi sono apparse varie persone… ma nessuna riusciva realmente ad interessarmi più di tanto. Non avevo voglia di conoscerle, di approfondire i rapporti, di scoprire. Nulla.

Sapevo che quando sarebbe arrivata quella giusta avrei sentito le farfalle nello stomaco, però boh… mi sentivo più duro e questa durezza non mi piaceva, non è “parte di me”.

Mi sono interrogato ed ho cercato le motivazioni di questo mio atteggiamento che oserei definire refrattario. Delusione e scottatura? Probabile. Molto probabile.

Però non volevo rimanere così in superficie, quella era una risposta troppo semplice ed ho iniziato a mettere in discussione tante cose della mia vita, a partire dai miei genitori e la loro storia d’amore (quale esempio più vicino cercare altrimenti?).

Ho cercato di analizzare la loro storia, per capirne un po’ di più anche della mia. Quest’anno, la partenza di mio fratello e mia sorella, sembra capitata, come si suol dire, a fagiolo. Non che fossero d’intralcio, però è scomparso quello che si potrebbe definire “rumore di fondo” in una comunicazione instaurata tra tre persone. Non era uno scherzo quando dissi che io e l’amore ci guardavamo a distanza.

E questa distanza, io l’ho iniziata a gettare, in maniera molto chiara e decisa con quelle ragazze che più o meno velatamente si son mostrate interessate a me durante quest’anno.

Cinque. Ne ho contate cinque. Che poi a voler guardare i numeri, mi sembra anche assurdo. Probabilmente avrò qualcosa di bello dentro, perché fuori non prenderei granché di me (non che non mi accetti, non stia bene col mio corpo o cose di questo tipo… però, fossi nei loro panni, sceglierei sicuramente altro! :-D).

Eppure, con ognuna di loro fu sempre tutto chiaro fin dall’inizio. “Sto bene così, vivo felice nella mia vita, è bello coltivare le amicizie, bla bla bla”. Chiaro, netto, deciso. Senza fraintendimenti, giochi nascosti o altro.

Avevo sempre in mente mia sorella più piccola, che una mattina dell’estate scorsa, andando a mare, mi diede una bellissima risposta. Le chiesi informazioni su un ragazzo che palesemente le veniva dietro e faceva anche 20km per venirla a trovare. “Ma tu, che intenzioni hai?” le chiesi, un po’ geloso, un po’ curioso. “Lui lo sa, i patti sono chiari, siamo solo amici”. Rispose così… e dimostrò tanto coraggio e tanta decisione. Io avevo già chiari certi atteggiamenti ma quella diventò un po’ anche la mia risposta.

Puntualmente però mi ponevo una semplice domanda: “sarei disposto a rinunciare alla mia libertà e serenità per lanciarmi in una nuova storia?”.

Non scherzavo quando dicevo di averne un maledetto bisogno e così non scherzavo neanche quando in questi mesi vi ho iniziato a dire di sentirmi finalmente sereno e allegro. Di sentirmi “cambiato“. Mi piace esser sincero, è una delle mie qualità che apprezzo maggiormente e che faccio sempre di tutto per tenermi stretto. Son poche, almeno facciamole valere…

Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! Che è questo? Boh! Non lo so!

Tratto dal film “La tigre e la neve” di Roberto Benigni.

Queste parole le ho in testa dal giorno in cui pubblicai il video del film su queste pagine.

Non ho davvero voglia di accontentarmi. Farsi obbedire dalla parola “amore” è una cosa dura. E’ impegnativo, non dipende solo da noi e comporta varie rinunce. Decisi che non avrei più pronunciato quella parola per un po’ di tempo. Il tempo necessario per farla tornare a splendere.

Ecco, le cose nella vita, sono stra-convinto che accadano sempre di colpo, come i quadri che cadono. E così… un paio di mattine fa, qualcosa è cambiata in me. C’è una ragazza. In realtà la conosco (non trovo un verbo di valore inferiore) da un paio d’anni ma non abbiamo mai parlato realmente. Stranamente da qualche giorno voglio conoscerla.

Ecco la novità. Non è nulla di concreto, nulla di chissà-che-cosa, semplicemente, una mattina mi son svegliato pensando “ma perché non provare a conoscerla? Sembra interessante!”. E così ho deciso di togliere un paletto.

Non sono un mago in queste cose ma ho ben chiara una cosa: mi diverte impegnarmi nel superare i miei limiti. Sono timido? Ho trovato come mostrarmi diverso agli altri. Allo stesso modo, mesi fa mi ero ripromesso un cambiamento. 🙂 Ci riuscirò, troverò il modo e sarò l’artefice del mio destino.

E intanto non voglio ammalarmi mica. In fin dei conti so appena il suo nome, non so neanche se sia single o meno! 😀 Così… continuo a divertirmi, a ridere e scherzare e fanculo a quel pericolo!

Però questa novità mi rende doppiamente felice perché, per la prima volta dopo tanti mesi, ho nuovamente voglia di innamorarmi. Di trovare una persona speciale per cui stancarmi. :joy:

Sarà lei, non sarà lei? Poco importa. E’ un nuovo gradino che ho superato dentro me!

Durante l’inverno pensavo sempre che sarebbe servito molto più tempo… e invece, una mattina di primavera, ti svegli, ti stropicci gli occhi e ancor prima di capire che ore siano, pensi “buongiorno a te…!”.

Torno a guardar fuori dalla finestra… 🙄

Emanuele

Che sporcaccioni!

Volendo approfondire un po’…

Una volta fecondate le uova (internamente, con un fugace accoppiamento durante il quale il maschio incastra il suo gonopodio nell’apertura urigenitale della femmina), la gestazione dura circa 30 giorni.

Wikipedia – Poecilia reticula

In pratica due pesciolini hanno fatto sesso nel mio acquario! Mentre dormivo magari! A luci spente!

E bravi i porcellini! Speriamo almeno non l’abbiano fatto davanti a tutti gli altri e si siano nascosti in qualche pianta! 😀

Emanuele

La soglia di un mondo incantato.

Camcaminì, camcaminì spazzacamin,
allegro e felice, pensieri non ho.
Cam caminì cam caminì spazzacamin,
la sorte è con voi se la mano vi do!

Mary Poppins – Cam caminì, Cam caminì, Spazzacamin

Oggi son tornato dall’università fischiettando questa canzone… :joy:

Adesso pranzo e mi fiondo nel pomeriggio. Questa settimana ogni giorno attività scout (e la gente le chiama “vacanze pasquali”… :-|).

Emanuele

Terremoto in Abruzzo e AGESCI.

Mi ritrovo davanti al computer dopo una giornata massacrante. Mille impegni che però non mi han distratto da ciò che stanno vivendo migliaia di persone nel centro Italia.

Parlandone con una amica mi chiedevo perché, questa volta, questa tragedia mi stia sembrando più toccante di tutte le altre che, giornalmente (ahimé) si sentono alla tv.

Penso sia l’amor di patria perché un uomo, vicino o lontano, vale sempre allo stesso modo.

Stasera alla riunione scout di zona, è stato spiegato come si stia muovendo anche l’AGESCI che, per chi non lo sapesse, fa parte del protocollo EPC (Emergenza Protezione Civile). Sarebbe stupido se non fosse così: tra tende, vita nei boschi, arte dell’adattarsi e quant’altro sicuramente gli scout rappresentano una mano utile.

Al momento son partiti i Capi (o comunque i maggiorenni) delle zone limitrofe. Quelli delle regioni più distanti partiranno nei prossimi giorni, con un coordinamento che a livello di zona fa riferimento al proprio Responsabile EPC che inoltrerà le richieste di partecipazione attiva ai responsabili regionali. Questo per organizzare meglio le pattuglie che decideranno di aderire alla richiesta di soccorso nelle varie settimane.

SCOUT: NON PARTITE DA SOLI. Non servono eroi che prendono un treno e tentano di salvare il mondo con una pala in mano. O almeno, non servono in questa maniera. Il lavoro che va fatto (e ce ne sarà per mesi), è un lavoro strutturato e programmato. Ci sarà bisogno di assistenza nei campi di accoglienza (dall’intrattenimento dei bambini alla gestione della mensa giusto per dirne un paio).

Riguardo agli scout minorenni o comunque i Rover e le Scolte anche maggiorenni, al momento si è preferito evitarne il coinvolgimento. Non perché non possiate essere utili (io stesso, ancora rover, andai a dare una mano nel campo d’accoglienza del terremoto a Santa Venerina) ma perché al momento, per agevolare le prime operazioni, è preferibile che arrivino persone con un pizzico di esperienza in più nel gestire i rapporti con le autorità.

Di lavoro ce ne sarà per mesi. Non si vince un premio ad arrivar primi.

Ai superstiti di questa immane tragedia vanno il mio abbraccio e le mie preghiere. A tutti gli altri un “buon lavoro” che per uno scout pronto a servire è già chiaro cosa significhi.

Emanuele

Bella, come una finestra che mi illumina il cuscino.

In questi giorni mi son fissato con Bella di Jovanotti. La ascolto e la canto guardando i pesciolini… e non so se preoccuparmi o meno. 🙂

Sarà la primavera? Una canzone di 12 anni fa… eppure la sento così… bella e fresca!

Ci sono decine di parole allegre che è bello sentire, ripetere, rileggere. Fate mai attenzione a ciò che ascoltate?

Bella come un tondo, grande come il mondo! :joy:

Come la fortuna… come la realtà che incontra la mia fantasia…

Emanuele

PS: sono appena tornato dalla palestra. Adesso doccia, cena e riunione scout! 🙂