Indimenticabile.

Quando, da piccolo, facevo Judo nella palestra vicino casa mia, c’era un ragazzo sui trenta-trentacinque anni che puzzava sempre di mandarino.

Io ero molto piccolo e quando era lui a farmi allenare, tornavo sempre a casa senza appetito.

Emanuele

Arf, arf, arf! Buono bello, buono!

Nulla è più fazioso di Emilio Fede che parla di politica interna.

Ma come cavolo si fa ad ascoltare… ogni articolo arriva a difendere l’indifendibile*. Dai problemi di Obama con la Fox alla stampa inglese e lo scandalo nel loro parlamento.

Incredibile. Ma sul viso si passa la cipria o il sudore raccolto dalle natiche del suo padrone?

Emanuele

Glielo dite che ha sbagliato giorno?

Cioè… quando fai una cosa, falla bene o niente, no?!

La febbre famosa è quella del sabato sera* e allora perché diamine m’è venuta questa febbre di martedì pomeriggio?!

Ho già annullato una riunione scout a cui tenevo molto (la prima con le nuove tirocinanti…), ieri ho eliminato l’idea di iniziare la palestra e da pranzo, fino ad adesso, sono stato a letto! 😐

Ho visto l’ultima puntata di The Big Bang Theory… ma cacchio mi da fastidio stare fermo!

Ho mal di testa e non posso neanche concentrarmi per studiare! E’ una perdita di tempo ‘sta febbre… che poi fosse un 38 o un 39, avrebbe anche senso d’esistere! 😀

Emanuele

Eh, avevo troppa nostalgia.

Da quando ho la pandina, la Vespa è stata molto a riposo. Questo weekend in piena nostalgia, l’ho usata per tutto: uscite mattutine, pomeridiane e serali…!

A questo, aggiungete l’aver dimenticato una notte la finestra aperta ed ecco il risultato: mi sento debole e mi brucia la gola (no, ancora niente febbre: 36 e 9).

Così stasera niente palestra… e mi dispiace un sacco perché avevo una gran voglia di rimettermi in movimento. Mi toccherà aspettare Mercoledì, intanto adesso vedo di riprendermi che c’è da studiare e non è proprio il caso di passare altri pomeriggi a letto! 🙂

Emanuele

Calcio balilla.

Un paio di sere fa siamo andati a giocare in una sala giochi. Non è un posto cui siamo soliti andare ma, ogni tanto, una partita a biliardo o a ping pong non fa male.

Tra i giochi ci siam fissati tantissimo col biliardino e più giocavo, più mi immergevo nel passato.

Credo di aver imparato a giocare seriamente a biliardino quando, alcuni anni fa, feci il servizio civile in un oratorio salesiano di un quartiere disagiato di Palermo.

Tra quei ragazzi, si nascondevano autentici professionisti secondo me: ragazzi di 16-17 anni che sapevano giocare quasi ad occhi chiusi, “sentendo” la palla direttamente dal polso.

In quei posti, o ti adegui al loro modo di pensare-vivere e cerchi di prenderli attraverso ciò che amano fare, o sarai sempre visto come un educatore-bacchettone che viene li a calare dall’alto qualcosa che non accetteranno mai.

I primi tempi del servizio civile, per sfida, a turno provavano a farsi vedere in sella alla bicicletta (io arrivavo li in bicicletta e la lasciavo senza catena) pensando che avrei iniziato a rincorrerli. Quando capirono che non mi cambiava nulla, non la toccarono più.

Così… era necessario integrarsi e il biliardino o il tavolo da ping pong – quando fuori pioveva – era il loro sostituto al pomeriggio nel campetto di calcio (in cemento, che se cadevi la sbucciatura ti bruciava per giorni immagino…).

Come qualsiasi pedagogista confermerà, l’educazione parte dall’esempio: nessuno risulta credibile finché non mostra con le proprie gesta che quanto dice non siano solo parole. Per questo, all’oratorio, gli educatori erano più che altro persone che cercavano di mostrare come convivere con altri ragazzi e magari vivere anche i giochi e le attività proposte in maniera sana… anche attorno ad un tavolo di calcio balilla.

Era divertentissimo sfidare alcuni di loro, ricordo che i più grandicelli venivano nel tardo pomeriggio (dopo che avevano finito di lavorare magari al mercato rionale coi genitori) ed era routine sfidare qualcuno di noi.

C’era una ragazza, di cui per ora non ricordo il nome (poverina, calva) che sapeva giocare quasi meglio di molti ragazzi.

E’ li che imparai certe giocate velocissime. Passaggi e retropassaggi utili semplicemente a scavalcare la linea o, addirittura, segnare dal portiere (a quanto pare, anche se non è scientificamente provato, la posizione delle braccia tende a privilegiare – durante la difesa – delle posizioni ben precise che lasciano alcuni spazi sempre aperti).

Loro erano autentici mostri, io imparai quel che basta. 🙂

E’ stato bello, non toccavo un biliardino probabilmente da quel periodo (6 anni fa) e in effetti ogni giocata era un riscoprire certi movimenti di cui non ho più la stessa sicurezza di un tempo.

E’ stupendo come una semplice partita con alcuni amici possa trasformarsi in flashback così belli. 🙂

Emanuele