Qualche giorno fa, rovistando nella stanza di mio fratello ho trovato un vecchio paio di occhiali di carnevale…
M’è subito tornata in mente lei. 😐
Emanuele
PS: nella foto ovviamente sono in una intensissima fase di studio… 🙄
Parlando con una ragazza dei cambiamenti e delle possibilità di cambiare, mi son reso conto che un piccolo passo utile a far la differenza è l’attenzione alle parole che usiamo.
Tutto, anche inconsapevolmente, ci plasma… persino i nostri modi di dire; così se qualcosa in noi non va bene, dire “ci proverò” non risolve molto.
Ci provo! Può sembrar banale ma proiettarsi nel cambiamento è fondamentale… e mi tornano in mente le parole di un capo del mio ultimo campo di formazione scout (un professore di filosofia) che non ci invitava a riprender lo zaino con un “partiamo” ma con un acutissimo “siamo partiti”*. Il partire è già parte del nostro passato, siamo già in movimento… siamo già proiettati nel futuro. E’ questione di atteggiamento.
Piccole sfumature che ci rendono capaci di vivere ancora più pienamente tutto ciò che affrontiamo… perché quel “ci proverò” mantiene una distanza, gravemente indefinita, col momento in cui realmente inizieremo a lavorare.
Ci provo. Ora, adesso. Perché sto già vivendo.
Come ho scritto per il mio compleanno… “sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo!”.
Ora. 🙂
Emanuele
Amico: bellissimo pattinare!
Io: si ma non parliamo troppo animatamente che rischiamo di rompere il ghiaccio…

Ogni Pasquetta è diversa e non solo per la carne. E’ diversa per quello che ti lascia dentro.
Questa qui mi ha lasciato una strana malinconia che probabilmente saprò spiegarvi meglio tra qualche giorno, intanto però riguardo alcune foto e ripenso a miliardi di momenti belli, cui spero di aver contribuito anch’io.
Da domani, come dico un po’ a tutti, inizia un periodo di clausura e il programma è semplicissimo: il mio collega arriverà la mattina e andrà via verso le 23 e 30, ogni giorno.
Della serie: se devi far pipì falla adesso perché poi non potrai più farla. Prendi le tue cose e sali subito in macchina!
Vado a letto che ogni minuto di sonno guadagnato è un minuto di energie in più accumulato. 🙂
Ah, comunque è stata una bellissima giornata… forse si evince poco dalle mie parole!
Emanuele
PS: la foto non è mia ma è stata scattata oggi da un mio amico che sta imparando a giocare con fuoco, diaframma, ISO e cosette così! 🙂
ROMA – E’ morto oggi a Roma all’età di 92 anni Santi Licheri, il giudice forse più famoso del piccolo schermo, storico protagonista del programma di Mediaset Forum, condotto da Rita Dalla Chiesa. La notizia è stata confermata dalla stessa conduttrice.
Nato a Ghilarzo, in provincia di Oristano, il 13 aprile 1918, Santi Licheri è approdato a Forum fin dalla prima edizione (1985), dopo una brillante carriera di procuratore della Repubblica, giudice e magistrato che lo ha portato fino al grado di presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione.
Dal primo giorno ha affrontato le controversie tipiche della trasmissione con garbo ed equilibrio, restandone un punto di riferimento fino alla penultima stagione.
Fonte: Repubblica
La morte arriva così, senza avvisi di garanzia, senza mandato, senza retata.
Ti becca sul più bello, o come in una scena di Big Fish, ti becca persino seduto al cesso.
E’ il Mistero della morte e della Vita Nuova. E’ qualcosa che qualsiasi scienza, qualsiasi legge, qualsiasi studio non potrà mai né vincere né difendere.
Oggi, per Pasqua, se n’è andato un volto che apprezzavo tanto, non tanto per la fisionomia quanto per la signorilità, che è qualcosa che – di questi tempi – si vede di rado in giro e ancor meno in televisione.
Emanuele

Fate che chiunque venga a voi se ne vada
sentendosi meglio e più felice.
Tutti devono vedere la bontà del vostro viso,
nei vostri occhi, nel vostro sorriso.
La gioia traspare dagli occhi,
si manifesta quando parliamo e camminiamo.
Non puo’ essere racchiusa dentro di noi. Trabocca.
La gioia è molto contagiosa.
Mi sembrano le parole migliori per augurarvi una Santa Pasqua.
Ah, mi piace da impazzire quel verbo: traboccare.
Emanuele
Domani è Pasqua, domani sarà un giorno strano ma ugualmente bello.
Non sarò a pranzo con la mia famiglia, non vedrò la cucina di casa mia in fermento e piatti da sistemare con cura su una tovaglia pulita.
Andrò a pranzo da mia zia e passeremo la Pasqua insieme ad alcune persone che, normalmente, si ritrovano sole. Persone anziane, persone meno fortunate o, probabilmente, diversamente fortunate da noi.
Non le conosco ancora ma sono decisamente incuriosito dal pranzo che vivrò. Sarà certamente allegro, pieno di risate sincere e momenti di felicità che varranno per tutti molto più della sorpresa che da piccolo potevo trovare dentro l’uovo.
A proposito di uova… quest’anno – ahimè – devo saltare il mio appuntamento. Negli ultimi due anni mi ero dato alla creazione delle uova di Pasqua ma stavolta non ho completamente tempo (e non è una cosa di cui vantarsi).
La mia quaresima è stata dettata (fisicamente, non spiritualmente) da altro e il mio cammino di avvicinamento al giorno della Risurrezione è stato scandito dal tenere alto l’impegno verso i miei attuali obbiettivi. Ognuno ha la propria croce, piccola o grande, che deve portare per quanto più tempo possibile a testa alta. Questa è in questo momento la mia e, rispetto a tanto altro vissuto in passato, mi sembra quasi uno stuzzicadenti poggiato, in equilibrio, sul mignolo.
Stavo solo calcolando cifre e numeri,
mettendo i tuoi problemi da parte.
Problemi di scienza; scienza e progresso
non parlano forte come il mio cuore…
Sarà una bella giornata distante dai libri… avrò altro da ricevere. 🙂
Emanuele
Preparate il ciobar (125ml di latte, un minuto al microonde).
Prendete un buon libro.
Infilatevi sotto le coperte.
Leggete finché non avete insopportabilmente sonno, mentre vi coccolate attraverso brevi dosi di cioccolosità.
Addormentatevi.
Emanuele
PS: l’indomani vi basterà ricordarvi d’esservi addormentati così per iniziare bene la giornata! 🙂