Riprendiamoci i nostri dati.

Eliminando qualsiasi dubbio da complottismo paranoico lo scandalo #CambridgeAnalytica dimostra che Facebook (e i suoi servizi) sono utilizzati per il controllo delle masse.

Lo ripeto: sono utilizzati per il controllo delle masse.

Manipolare le elezioni americane, influenzare la Brexit, sono tutti eventi che non possiamo – ulteriormente – ignorare.

Il controllo delle masse si esplicita in fenomeni di controllo di questo tipo (e non nella banale idea che qualcuno controlli il piatto di pasta che avete fotografato). Siamo di fronte ad una tecnologia capace di alterare la storia a suo piacimento.

Sono un grande estimatore della tecnologia. Quando iniziai i miei studi, durante una delle prime lezioni, un professore ci fece notare che il nostro corso di laurea, in fin dei conti, era relativo alla gestione delle informazioni. Ingegneria informatica si occupa di organizzare e rendere fruibili le informazioni. Un bit o una notizia, sono informazioni da gestire. Amo questo mondo digitale che mi accompagna ormai da più di vent’anni.

Credo però, sia responsabile riconoscere che piega stiano prendendo queste tecnologie. Credo sia importante aprire gli occhi. Il prossimo scandalo potrebbe riguardare il nostro paese e io non ho voglia di essere manipolato. Non ho voglia di consegnare a mia figlia uno Stato il cui governo non è eletto democraticamente ma silenziosamente manovrato da pochi.

Il famoso “ma io non ho nulla da nascondere” si rivela in tutta la sua stupidità. Nessuno di noi ha ragionevoli motivi per nascondere l’insalata mangiata a pranzo. Il valore dell’informazione non sta nell’insalata, ma in tutto quel contorno che se ne può rilevare. La somma dei contorni moltiplicata per un popolo intero mostra un quadro preciso, definisce confini, evidenzia preferenze.

People power

Io non ho nulla da nascondere, ma non voglio essere cotone per questa maglia. Non ho nulla da nascondere ma non voglio che quel che mangio venga psico-analizzato digitalmente e sfruttato per rendere vana la mia preferenza durante le prossime elezioni. La mia è una consapevole scelta politica. Non voglio lamentarmi se i politici eletti non mi sembrano all’altezza e il giorno dopo tornare a girovagare su Facebook o postare foto su Instagram facendo finta di non sapere. Voglio preservare e custodire il mio voto.

Non sono un cyber-punk, non sono un cypher-punk. Banalmente non voglio consegnare a mia figlia un mondo in cui il suo voto non vale più nulla perché la macchina-influenza-massa è ormai rodata e ben funzionante.

La privacy è necessaria per una società aperta nell’era digitale. Dobbiamo difenderla se vogliamo avere libertà.

Emanuele

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