Disconnect.

Un film didattico. Evitando opportunamente le scene più forti [1] andrebbe fatto vedere nelle scuole. La storia è un’ottima base per un dibattito circa i pericoli, classici e sempre più frequenti, che si possono incontrare in rete: cyber-bullismo [2] e … Leggi ancora →

Cimici dappertutto.

«Troppo spesso il dibattito pubblico riguardo i rischi su internet si concentra su aspetti come il furto di identità e le frodi sulle carte di credito», ha detto Ben Wizner, direttore dell’ACLU’s Speech, Privacy & Technology Project. «Per molta gente, … Leggi ancora →

Forgiati.

Ernest Hemingway diceva che ogni generazione è segnata da un evento, e che questo evento forma l’immaginario e i racconti di quella generazione, e cioè il modo di vedere e leggere il mondo. Per la sua generazione, spiegava, quell’evento era … Leggi ancora →

Stamane ho fatto una cosa rivoluzionaria. Nel tragitto casa/ufficio in motorino mi sono fermato a tutte le strisce pedonali, frenando ad una decina di metri di distanza e arrestandomi completamente a un paio di metri. Perché e un po’ di numeri.

 

– “Perché”: perché lo dice il codice della strada. Ho rallentato presso ogni attraversamento e nel farlo mi sono reso conto che non ci sono attraversamenti “senza nessuno”, c’è sempre qualcuno che non si muove perché non vuole essere falciato. Rallentare tantissimo a dieci metri e fermarsi a due ribalta una dinamica che diamo per assodata: il pedone non deve prendere il tempo delle vetture, gli va concesso il tempo di decidere se attraversare o meno. Quando succede, attraversano.

 

– “Un po’ di numeri”:
» da casa all’ufficio ci sono 47 attraversamenti pedonali
» ho cronometrato una mattina qualunque e impiego 13 minuti, stamane 18 minuti e 49 secondi
» il 100% dei pedoni ti ringrazia
» il 100% degli automobilisti e motociclisti suona il clacson

 

Riflessione: gli ultimi due punti qui sopra dicono tutto quello che c’è da dire sulla questione.

(Via: Simone Tolomelli su Facebook)

Emanuele