Forgiati.

Falcone e Borsellino

Ernest Hemingway diceva che ogni generazione è segnata da un evento, e che questo evento forma l’immaginario e i racconti di quella generazione, e cioè il modo di vedere e leggere il mondo. Per la sua generazione, spiegava, quell’evento era stato la prima guerra mondiale. Per chi è nato in Sicilia negli anni settanta, o negli ottanta come me, quell’evento è l’esplosione delle bombe che hanno ucciso Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini che scortavano i due giudici.
 
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Mi torna in mente una frase, legata indissolubilmente all’arrivo dell’estate nella mia infanzia: “Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe“. Era incisa su uno striscione, molto spesso quello di apertura del corteo in memoria delle stragi. L’ho tenuto in mano più volte nel tempo e mentre scrivo, riesco a ricordare lo spessore di quella tela. E’ un po’ come aver memoria della pelle di qualcuno e non poterla cancellare.

Emanuele

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Anche io avrei sottolineato quella frase nell’articolo, tornando al discorso delle frasi del kindle. Resta in testa, anche se l’articolo vira sulla direzione opposta nel prendere le distanze da un certo modo di intendere l’antimafia, indissolubile nella nostra natura, ma allo stesso tempo deleteria nelle sue manifestazioni più opportunistiche.

    • Si, anche a me era piaciuto quell’articolo per questa ragione. C’è un modo “positivo” di parlare di mafia e antimafia e uno che corre in direzione opposta.
      Ciao,
      Emanuele
      PS: che brutta cosa il monitoring globale delle sottolineature sui Kindle!

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