Il tuo giorno.

Lei prendeva filosoficamente nota delle date man mano che scorrevano con il passare dell’anno […] il suo compleanno e ogni altra giornata scolpita da un episodio al quale lei aveva preso parte. A un tratto un pomeriggio, mentre rimirava la propria bellezza allo specchio, le venne fatto di pensare che c’era un’altra data, più importante per lei di tutte le altre, ovvero quella della sua morte, in cui tutto l’incanto sarebbe svanito, un giorno che si annidava nascosto fra tutti gli altri giorni dell’anno, senza farsi notare quando ogni anno lei vi passava sopra, ma pur sempre lì in attesa. Quando sarebbe arrivato?

Thomas Hardy, Tess dei d’Urbervilles

Questo piccolo omaggio allo scrittore inglese Hardy faceva da incipit alla quinta parte del libro.

Dal giorno in cui ho letto quelle parole, ogni tanto, mi fermo a pensarci anch’io: quale sarà? Vi sarò già capitato “sopra” varie volte… proprio come uno di quei giochi di società in cui per svariati giri salti la casella sfortunata, finché, un bel giorno ti ci fermi sopra e vai dritto in prigione senza passare dal via.

In realtà, ed è questa la cosa che mi fa impazzire, non “deve ancora venire” ma è – addirittura – “già passato”. Quel giorno è già sul calendario ed è così per tutti.

Emanuele

3 commenti » Scrivi un commento

    • Io, per il tuo giorno, ci sarò sicuro. Da vero amico non posso né voglio perdermelo.
      Ciao,
      Emanuele
      PS: una promessa è una promessa eh.

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