Free file hosting.

Non sapete dove uppare le vostre foto? I vostri file?
Provate a dare uno sguardo a questo post
Esistono servizi che offono possibilità di upload di file di oltre 100mb… fino a servizi illimitati! 🙂

Io personalmente, sarò *tradizionalista* ma preferisco tenere comunque sempre in “locale” (nei miei spazi web) ciò che devo condividere…

Citroen C3 …sbagnata.

Stasera sono andato a farmi un giro con la C3 di Salvuccio. Anzi, prima siamo andati al *solito locale* a mangiare e bere (io avevo già cenato ma… quando si tratta di mangiare, non manco mai :-P). Poi io Peppe e Salvuccio siamo arrivati fino ad Isola… pioveva ed erano le due di notte, così il lungomare era totalmente desolato. Panchine rovesciate e palme a terra… è impressionante come una località balneare riesca a trasformarsi tra l’estate e l’inverno…
Comunque, domani mattina non avrò università. Ho scoperto stasera che l’orario per questo modulo è diverso… e così, niente università il venerdi per il prossimo mese e mezzo: meglio così. 🙂
Sogni d’oro…
Emanuele

Tophost down – Hosting alternativo.

Oggi TopHost è stato nuovamente down (per circa 6 ore dalle 7 di mattina), a quanto pare però questa volta la colpa è di seeweb (che gli fornisce connettività) che a causa di un guasto al sistema di climatizzazione del datacenter ha sofferto blocchi delle macchine.
Mentre era tutto down però, ho fatto qualche ricerca sulle offerte di hosting nazionali e ho trovato la Extreme Communications che con 28 euro l’anno (7 cents al giorno praticamente) offre un piano completo: spazio, banda, caselle di posta pop3 illimitate (ovviamente entro i limiti del loro datacenter :-D) e 5 database MySql (anch’essi di dimensione *virtualmente* illimitata).
Ho chiesto ad un amico che ha un piano di housing con loro (35 euro al mese) e m’ha assicurato di esserne soddisfatto. Ottima professionalità e ottima qualità dei servizi offerti.
Sinceramente, sto riflettendo se è il caso o meno di rinnovare con TopHost o meno, che con tutta la buona volontà e sincerità (è da ammirare) che ci mettono ultimamente hanno lasciato abbastanza a desiderare.
Tra l’altro avendo spazio “illimitato” le possibilità di sviluppo penso che sarebbero molto migliori e potrei abbandonare tutti i siti “satellite” che utilizzo per tenere file grossi e cose simili.
Ho ancora alcuni mesi per pensarci e valutare, non ho pregiudizi contro nessuno quindi se TopHost sarà in grado di riscattarsi ai miei occhi… ben venga.

P|xeL

L’utilità dei DNS.

Su internet, tutto viaggia su IP, precisamente (attualmente) su IPv4, un protocollo basato su un indirizzo a 32 bit tipo 123.456.789.012. Per mere ragioni utilitaristiche, si crearono i DNS, cioè, si creò un corrispettivo “testuale” che corrispondesse ad un preciso indirizzo IP.
Per capirci, ricordarsi http://www.google.it/ è più semplice di ricordarsi http://209.85.135.147/ (209.85.135.147 non è altro che l’indirizzo IP associato a www.google.it: quando digitate sul vostro browser www.google.it, prima verrà “risolto” [tradotto] il DNS e poi verrete portati alla pagina web associata a quell’indirizzo IP).
Adesso mi chiedo… che senso ha creare DNS tipo: http://www.0100101110101101.org/ oppure http://www.kijiji.it/?!? Sono facili da ricordare?!
Mi sembra che certi nomi siano solo puri “giochi di fantasia” di *fanatici* che altro. Tra l’altro http://www.kijiji.it/ è un portale di proprietà di eBay.it: quale furbissimo esperto di marketing ha consigliato un nome così facilmente memorizzabile?!

Della serie “Ehi, ho trovato un nuovo sito! Vai su vu vu vu punto cappa i i lunga i i lunga i punto it!!”. …Che confusione!! E non provo minimamente ad immaginare come sia difficile descrivere il primo sito ad un amico…

P|xeL (perplesso) corre a nanna…

1984 è sempre più attuale…

Stavo leggendo questo articolo su Punto-Informatico che in breve racconta questo:

Teresa Milburn, 37 anni, è stata uccisa da una banda armata di immigrati africani durante un inseguimento nei pressi di Bradford, nel Yorkshire. Gli assassini sono fuggiti immediatamente verso Londra, sperando di farla franca. Lungo il percorso sono stati identificati con speciali telecamere che analizzano il traffico stradale, estrapolando automaticamente i numeri di targa delle auto in movimento: connesso ad un database centralizzato, il sistema permette agli inquirenti di conoscere esattamente la posizione di macchine sospette e criminali in fuga.

Risultato: i cinque sospetti sono stati rintracciati mentre facevano rientro nelle loro abitazioni. La polizia metropolitana di Londra, al momento del loro rientro, si trovava già nei dintorni delle loro abitazioni. Niente posti di blocco, niente inseguimenti: il Grande Fratello ha localizzato i criminali e ne ha permesso la cattura.

Se da un lato si può pensare che le nuove tecnologie applicate alla vita di tutti i giorni iniziano a dare una grossa mano all’ordine ed alla sicurezza pubblica, dall’altro vien da pensare quanto tutto ciò sia bello. Siamo schedati, controllati, tracciati.
Dov’è andata a finire la libertà? Esiste un limite a tutto ciò? Ci ritroveremo davvero come George Orwell immaginava nel suo “1984” (scritto tra l’altro nel 1948…)? Stiamo creando una società *vincolata*? Dove non si può più uscire di casa (e/o rimanervi dentro) senza che comunque si sappia dove siamo? E… un giorno, ci ritroveremo ad essere obbligati a prendere qualche decisione perchè direttamente (o, ancora peggio secondo me, indirettamente) questi sistemi ci “indicheranno che fare”?
Studio ingegneria informatica e sinceramente mi piace la tecnologia e tutte le funzioni e applicazioni bellissime che può avere, però quando ci si scontra con l’etica e la libertà… secondo me, ogni cosa deve avere il suo limite. Non sono ancora riuscito a farmi una mia “opinione personale” ben decisa a riguardo… e non so quale sia la strada migliore. Ogni tanto sento dire “beh, finchè non fai nulla di male, di che ti spaventi?” però… poi penso anche che, senza rendercene conto ci ritroveremmo a comportarci in modo diverso giusto perchè siamo controllati.
Spero tanto di non ritrovarmi un giorno come l’autore… a scrivere le mie riflessioni di nascosto… perchè “the big brother” ti osserva.

Emanuele

Le riunioni a sorpresa…

Sono appena tornato dalla riunione di staff. Abbiamo fatto davvero tardi, tra torte, ridicolizzazioni di “distretto di polizia 5” (in questo telefilm hanno infilato praticamente tutto: amore, azione, fantascienza, triller, horror… è ridicolo. :-D). Comunque… abbiamo organizzato tutto per sabato e per il pernottamento con l’alta squadriglia.
Il campo invernale se tutto va bene sarà a Ganci… ci sarà un freddo allucinante visto che c’è già la neve adesso!
Certo, se mi avessero avvertito prima, avrei anche cenato… invece maledetto MSN: erano già la, hanno acceso il pc e m’hanno visto online… così, con una serie di “arricampati” m’hanno costretto ad andarci. La prossima volta mi metto invisibile! 😛

Invece… una cosa m’ha colpito abbastanza ieri pomeriggio salendo le scale di casa mia…: viviamo davvero in un periodo dove siamo tutti terrorizzati.
Stavo salendo le scale un pò di fretta, anche perchè ero nervoso (…) e arrivato quasi a secondo piano, raggiungo una signora anziana che stava salendo… questa, mi vede arrivare di corsa e un pò serioso (ero nervoso) e… si terrorizza. Va per fare un altro passo e rischia di inciampare… io tento di aiutarla (istintivamente!) e questa si riprende e accellera fino ad arrivare al pianerottolo… e… che fa?!?! Suona alla prima porta che incontra!!! Poi… vede che io continuo a salire (non faccio rapine nel mio palazzo :-P) e allora riprende a salire anche lei le scale. Assurdo.
Questa cosa m’ha fatto riflettere abbastanza, ed è una cosa che comunque ho notato anche altre volte (ad esempio quando, camminando da solo per strada una ragazza se vede che la strada è solitaria, cambia marciapiede o abbassa comunque lo sguardo): incutiamo terrore.
O meglio… la gente si spaventa tanto di chi non conosce… fino a fare azioni simili. Ed è inutile se cerchi di essere educato ed aiutarla e magari ti metti con il volto più tranquillo per rassicurarla: non ci si fida degli altri.
E’ una cosa triste ma… attuale. Viviamo come tante isole che ogni tanto lasciano la riva per raggiungere un’altra isola. E durante il tragitto… abbiamo paura.
Io, cercherò di essere più “cordiale” nei modi di fare… ma ovviamente penso che questa cosa dipenda anche dal fatto che una donna che si vede arrivare un ragazzo di fronte, non si sentirà mai al sicuro. Tranne se ovviamente si tratta di una di quelle donne-armadio che sollevano tranquillamente un settimanile per spolverare di sotto… 🙂

Mah mah… brrrr… che mondo strano (purtroppo)!

Emanuele