1984 è sempre più attuale…

Stavo leggendo questo articolo su Punto-Informatico che in breve racconta questo:

Teresa Milburn, 37 anni, è stata uccisa da una banda armata di immigrati africani durante un inseguimento nei pressi di Bradford, nel Yorkshire. Gli assassini sono fuggiti immediatamente verso Londra, sperando di farla franca. Lungo il percorso sono stati identificati con speciali telecamere che analizzano il traffico stradale, estrapolando automaticamente i numeri di targa delle auto in movimento: connesso ad un database centralizzato, il sistema permette agli inquirenti di conoscere esattamente la posizione di macchine sospette e criminali in fuga.

Risultato: i cinque sospetti sono stati rintracciati mentre facevano rientro nelle loro abitazioni. La polizia metropolitana di Londra, al momento del loro rientro, si trovava già nei dintorni delle loro abitazioni. Niente posti di blocco, niente inseguimenti: il Grande Fratello ha localizzato i criminali e ne ha permesso la cattura.

Se da un lato si può pensare che le nuove tecnologie applicate alla vita di tutti i giorni iniziano a dare una grossa mano all’ordine ed alla sicurezza pubblica, dall’altro vien da pensare quanto tutto ciò sia bello. Siamo schedati, controllati, tracciati.
Dov’è andata a finire la libertà? Esiste un limite a tutto ciò? Ci ritroveremo davvero come George Orwell immaginava nel suo “1984” (scritto tra l’altro nel 1948…)? Stiamo creando una società *vincolata*? Dove non si può più uscire di casa (e/o rimanervi dentro) senza che comunque si sappia dove siamo? E… un giorno, ci ritroveremo ad essere obbligati a prendere qualche decisione perchè direttamente (o, ancora peggio secondo me, indirettamente) questi sistemi ci “indicheranno che fare”?
Studio ingegneria informatica e sinceramente mi piace la tecnologia e tutte le funzioni e applicazioni bellissime che può avere, però quando ci si scontra con l’etica e la libertà… secondo me, ogni cosa deve avere il suo limite. Non sono ancora riuscito a farmi una mia “opinione personale” ben decisa a riguardo… e non so quale sia la strada migliore. Ogni tanto sento dire “beh, finchè non fai nulla di male, di che ti spaventi?” però… poi penso anche che, senza rendercene conto ci ritroveremmo a comportarci in modo diverso giusto perchè siamo controllati.
Spero tanto di non ritrovarmi un giorno come l’autore… a scrivere le mie riflessioni di nascosto… perchè “the big brother” ti osserva.

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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