Vacanze romane…

La detenzione per il pregiudicato Previti è durata 120 ore. La condanna a sei anni per corruzione di giudici per una tangente di 67 miliardi nella vicenda Imi-Sir è stata tramutata, per decisione del Tribunale di sorveglianza, in arresti domiciliari. Il Tribunale ha deliberato “in via provvisoria (la decisione va ratificata) e urgente”. La scarcerazione di Previti è stata possibile grazie all’applicazione dell’ex Cirielli, legge su misura fatta approvare dalla Cdl. La legge recita: “il giudice può concedere i domiciliari quando il condannato ha compiuto i 70 anni di età e non ci sono elementi ostativi”. Gli arresti domiciliari sono stati inoltre concessi perchè “i reati sono stati commessi in epoca ormai lontana”. Il pregiudicato Previti potrà godere di due ore di libertà giornaliere, ricevere, nella sua casa su due piani di piazza Farnese con dieci finestre, chi vorrà e telefonare liberamente.

La ex Cirielli è una delle tante leggi che dovranno necessariamente essere riviste in questa legislatura visti i suoi primi effetti. Suona come una beffa un rilascio motivato da reati compiuti in epoca ormai lontana, se Previti fosse stato processato in tempi rapidi sarebbe in carcere da anni. Il trattamento ricevuto da Previti grazie alla sua età a questo punto deve essere immediatamente applicato a tutti coloro che hanno superato i 70 anni con “procedura di urgenza”, in caso contrario si dimostrerà ancora una volta che in Italia esistono due giustizie, una per i cittadini comuni e una per i politici.

Fonte: Antonio Di Pietro

Inutile dire che certe leggi, fatte per salvare il cul* dei politici sono a dir poco orrende.

Emanuele

Essere un artista…

Joan Miro - Dancer
“Essere un artista è credere nella vita”
(Citazione e quadro di Joan Miro)

Oggi è giorno 11. Manca un mese e saranno 3 anni, 3 bellissimi anni.

Sogni d’oro amore mio, questo quadro e questa bella frase di questo pittore che ti piace tanto, li dedico a te questa sera…

Ti amo,

Emanuele

Questi strani spammer…

Come dicevo oggi pomeriggio, in questi giorni una bella ondata di spam si sta abbattendo su questo blog. Appena avrò tempo, purtroppo, tornerò ad un sistema di antispam più restrittivo (ci sono tanti motivi per cui non mi piacciono le immagini con i numeretti…).
Mi indicano medicine a basso prezzo, viagra (manco ne avessi bisogno), tante altre droghe leggere e strumenti per migliorare le mie capacità sessuali.

Oltre a preoccuparsi per la mia salute, si ricordano anche che acquistare il software è importante, e così… decine di link per Windows XP a basso costo, Office, Adobe Acrobat e tanti altri software.

La cosa più strana però è che… si son messi a cercare un nome. Il mio? Quello di un loro lontano cugino italiano?! 😉

Chissà…

Solamente oggi, i nomi cercati riempiono una lista enorme, tra cui: Aiden, Roger, Alexis, Amari, Antonio, Ashley, Austin, Braydon, Brennen, Bruce, Conor, Cornelius, Cyrus, Dale, Damon, Dario, Deshaun, Destin, Devyn, Diego…

Che si sian dimenticati il mio nome? Che maleducati… e dire che sta scritto a chiare lettere nell’indirizzo del mio blog. 🙂

Emanuele

PS: oltre l’ironia ovviamente, questo comportamento mi sembra alquanto strano e mai visto. Qualcuno riesce ad intuire qualche ragione valida di questo comportamento? Senza dubbio il software di questi spam-bot è stato scritto così per qualche motivo…

Piccole riflessioni settimanali…

Oggi pomeriggio, dopo il passaggio di proprietà, ho avuto riunione con il reparto… e sono arrivato durante il momento di preghiera.

Era stato chiesto ai ragazzi di portare un disegno che rappresentasse una cosa per cui volevano pregare. Qualcuno ha disegnato un sole, simbolo di felicità… qualcuno delle medicine per ricordare tutte le persone che non stanno bene… una ragazza invece, ha disegnato due mani.

Pregava Dio affinchè, nella sua vita, non manchi mai una mano pronta ad aiutarla nel momento del bisogno. Una mano a cui appoggiarci nei momenti di difficoltà…

A quel punto però, il mio pensiero, non so neanche perchè, è volato subito oltre…

Quante volte preghiamo il Signore affinchè nella nostra vita non manchi mai qualcuno a cui tendere una mano? Quante volte sentiamo il bisogno di renderci “missionari”? Di non rimanere mai senza qualcuno da soccorrere?

Solitamente siamo abituati a pensare ai nostri problemi, alle nostre difficoltà e incertezze… speriamo (e preghiamo) solamente che nella nostra vita ci sia sempre qualcuno pronto a tirarci “fuori dai guai”. Ci prodighiamo mai per tirare qualcuno fuori dai suoi guai? Abbiamo “sete” di “servizio” (una parola tanto scout, ma anche tanto profonda…)?

Ecco… io oggi ho riflettuto su questo, e quelle due mani su quel foglio bianco le ho ancora chiare in testa…

Emanuele

Un pò di fretta…

Se riesco, stasera, ho intenzione di scrivere 2 righe circa il Digitale Terrestre (e la mia esperienza…).

Cambiando discorso, ho notato in questi giorni un grosso aumento dello spam nei commenti del blog: sono stati tutti comunque bloccati da WordPress ed Akismet, penso però che tornerò ad un sistema con domanda di sicurezza (probabilmente abbinato ad una immagine con codice).

Ad ogni modo… a stasera. Vado a fare il passaggio di proprietà (finalmente s’è presentata l’occasione…) e poi volo agli scout…

Emanuele

Roba da mancini…

Sto provando ad usare il mouse con la mano destra. Che ci vuole? Provate a cambiare mano…

Voglio imparare ad usarlo “come il resto del mondo”. Chissà se riuscirò nella fatidica impresa… intanto da ieri sera mi sto sforzando.

Innanzitutto, ogni volta che devo usare il mouse, la mano sinistra parte istintivamente e… finisce sul tavolo. 😛

Le dita della mano destra sembrano invece prive di mobilità… 😀 cliccare qui e li velocemente è ancora una cosa che non avviene istintivamente e puntare il mouse verso qualcosa è una azione sulla quale devo prestare attenzione.
Chissà come andrà questo esperimento (e se non mi stancherò prima…). Magari un giorno imparerò anche a scrivere con entrambe le mani… 🙂

Emanuele

I prezzi dei cd e le tasse italiane

Ho appena effettuato un ordine (insieme ad una decina di amici) su Nierle, è il secondo che faccio (il primo oltre un anno fa) e… speriamo che fili tutto per il verso giusto.

Certo che la differenza di prezzo tra i cd\dvd venduti in Italia e quelli all’estero è impressionante.

Facendo un velocissimo confronto, 100 cd in Italia vengono oltre 60 euro (63 euro una colonnina di cd su CHL, noto negozio online) contro i 17,99 euro richiesti da Nierle.

Perchè tutto questo? Per chi non lo sapesse, il problema non è da attribuirsi a costi di importazione o fabbricazione… bensì, ad una tassa, emanata nel 2003 dal Consiglio dei Ministri… (uhm… chi era a governo…?! ;-)). Si tratta del decreto legislativo n. 68 del 9/4/03, “Attuazione della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione”. Questa tassa, impone un dazio di oltre 23 centesimi di euro per un cd ed 87 centesimi per un dvd… ecco perchè quest’ultimi difficilmente verranno venduti in Italia ad un prezzo inferiore all’euro per pezzo (sempre su CHL, un dvd di marca sconosciuta viene offerto a 2,80 euro; con 7 euro e 49 su Nierle te ne danno 25 di marca). Da considerare inoltre l’iva, che per l’utente finale rincara la tassa di un altro 20%.

Quali sono i motivi? La legge emanata, in teoria, cerca di proteggere il diritto d’autore, sempre meno rispettato in quest’epoca fatta di digitalizzazione, peer-to-peer e condivisione… in pratica però, fa di tutta l’erba un fascio. Per cercare di contrastare le perdite (ipotizzate eh!) dallo scambio di musica/film via internet, i nostri cari ministri hanno pensato bene di… multare tutti quanti. Anche coloro che magari non sanno neanche cosa sia un mp3.
La tassa agisce infatti su qualunque supporto digitale (hard disk, flash memory, cd, dvd… ma anche dvhs!), ed in questo modo praticamente, ogni supporto digitale in Italia costa più caro che all’estero. Ecco spiegato perchè le penne usb o le memorie per le fotocamere o i lettori mp3, solitamente, costano più care che altrove. Una penna usb da 1gb costa, in un negozio, almeno 7 euro in più per via della tassa anti-pirateria.
A pensar male si fa peccato, ma ogni tanto ci si azzecca… e così, non è difficile immaginare che questa tassa, invece, faccia piacere a tanti nostri politici con le mani molto a fondo nel mondo della discografia italiana.

Perchè è sbagliato? Come si può intuire, una tassa simile è errata in quanto chi utilizza quei supporti per uso personale (e dunque non deve pagare alcuna royalty a nessuno) pagherà ugualmente. Chi decide di masterizzare su un cd le foto delle sue vacanze estive oppure il lavoro che sta svolgendo, pagherà ugualmente. Chi riempirà il cd di documenti o chi inciderà un cd con le proprie canzoni strimpellate… pagherà ugualmente. La multa, viene pagata persino sui cd bruciati…
La legge risula inoltre incostituzionale rispetto gli articoli 3, 30, 23 in quanto vi è rispettivamente: una violazione del principio di eguaglianza, poichè è sottoposto a tassazione solo chi vende i propri prodotti all’interno del territorio, e non chi dall’estero vende in Italia; è prevista un’imposizione di prestazioni patrimoniali regolata da un decreto e non in base a una legge; assenza da parte del legislatore di principi e criteri direttivi per determinare i compensi.

Qual’è la situazione attuale? Secondo una normativa della Comunità Europea, questo genere di tasse erano contemplate finchè il DRM non fosse diventato d’uso comune. Ad oggi, tutti i prodotti musicali o video venduti legalmente contengono un sistema DRM (a volte anche fin troppo invasivo) e per questo andrebbe abolita. I produttori di CD hanno recentemente denunciato la SIAE in seguito ad alcuni aumenti di questa tassa. L’ASMI (Associazione Sistemi e Supporti Multimediali Italiana), che ha denunciato anch’essa la SIAE, sostiene che dall’introduzione della tassa, le vendite hanno subito un diminuizione del 40% eppure nulla sembra muoversi al momento. In attesa che i processi vadano avanti tutti noi (ma anche le imprese e… rasentando l’assurdo, le istituzioni) sono soggette a questa legge. A quanto pare (fortunatamente) per le imprese sembra sia possibile chiedere un rimborso per la tassa, non conosco però la procedura e comunque dubito che siano tante le aziende che si ricordano di questa possibilità…

Che fare dunque? Al momento, l’unica cosa da fare (danneggiando tra l’altro il mercato nazionale), è cercare di acquistare questi supporti all’estero. Esistono tante vie, e fortunatamente la rete in questo caso si rivela davvero preziosa. I negozi online (o i siti d’aste come eBay) offrono praticamente tutto ad un prezzo solitamente molto conveniente.

Personalmente, continuerò ad appoggiarmi a Nierle, un tempo il sito era solamente in tedesco… ad oggi, considerato il volume d’affari proveniente dall’italia, il sito è totalmente tradotto, hanno anche un dominio .it ed il supporto via e-mail è anche nella nostra lingua.

Banan ChiquitaAuguriamoci che qualcosa cambi, confidando nel nuovo governo. E’ davvero un peccato che l’Italia sappia sempre distinguersi dal resto d’europa con leggi così assurde. Mi viene in mente un particolare della legge Urbani (altra legge di cui si potrebbe parlar per ore…) che obbliga ad inserire un bollino su ogni sito contenente materiale protetto… e che tutt’ora dovrebbe sanzionare tutti coloro che non hanno applicato il bollino con una multa tra i 100 ed i 10.000 euro.

Italia paese delle banane? Speriamo almeno che sia Chiquita.

Emanuele aka P|xeL