Piccole riflessioni settimanali…

Oggi pomeriggio, dopo il passaggio di proprietà, ho avuto riunione con il reparto… e sono arrivato durante il momento di preghiera.

Era stato chiesto ai ragazzi di portare un disegno che rappresentasse una cosa per cui volevano pregare. Qualcuno ha disegnato un sole, simbolo di felicità… qualcuno delle medicine per ricordare tutte le persone che non stanno bene… una ragazza invece, ha disegnato due mani.

Pregava Dio affinchè, nella sua vita, non manchi mai una mano pronta ad aiutarla nel momento del bisogno. Una mano a cui appoggiarci nei momenti di difficoltà…

A quel punto però, il mio pensiero, non so neanche perchè, è volato subito oltre…

Quante volte preghiamo il Signore affinchè nella nostra vita non manchi mai qualcuno a cui tendere una mano? Quante volte sentiamo il bisogno di renderci “missionari”? Di non rimanere mai senza qualcuno da soccorrere?

Solitamente siamo abituati a pensare ai nostri problemi, alle nostre difficoltà e incertezze… speriamo (e preghiamo) solamente che nella nostra vita ci sia sempre qualcuno pronto a tirarci “fuori dai guai”. Ci prodighiamo mai per tirare qualcuno fuori dai suoi guai? Abbiamo “sete” di “servizio” (una parola tanto scout, ma anche tanto profonda…)?

Ecco… io oggi ho riflettuto su questo, e quelle due mani su quel foglio bianco le ho ancora chiare in testa…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

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