Dlin-dlon, comunicazione di servizio.

Oggi il server in cui risiede il blog (e il dominio) s’è preso qualche ora di relax: i DNS puntavano, inspiegabilmente, verso un vecchio IP.

Se mi avete scritto alla casella e-mail @dreamsworld.it potrei non aver ricevuto le vostre importantissime parole.

Riscrivete, rimandate o lasciatemi un commento in caso di ulteriori problemi. Solitamente rispondo sempre a tutti (più velocemente a chi mi offre soldi). 🙂

Emanuele

PS: in alternativa possiamo sempre chiacchierare su Google Buzz.

I santi peccavano ma sapevano scegliere bene.

Ieri il sacerdote – durante l’omelia – ha precisato che i santi non erano persone senza peccato. Anche loro, come noi, erano macchiati non solo dal peccato originale ma anche dai piccoli peccati quotidiani. Anche loro, come recita un proverbio, peccavano almeno sette volte al giorno. Semplicemente – spiegava il sacerdote – erano persone che nel momento delle scelte difficili erano in grado di rispondere col messaggio di Cristo. Un concetto concreto quanto le quattro regole di Don Bosco: allegria, impegno, fare del bene, devozione.

M’è piaciuta questa riflessione e proverò a tenerla in mente nei prossimi giorni. 🙂

Buon inizio di settimana,

Emanuele

L’immobile.

Mi piace che quando piove, soprattutto quando piove forte, devi ricordarti di chiudere tutte le finestre, abbassare per bene le serrande che poi i vetri si sporcano e mettere il ferro alla porta prima di andare a dormire. In quel momento la casa si trasforma in un nido in cui tutto è fermo e muto. I vetri camera filtrano i rumori. Neanche l’aria si muove e l’unico sussurro che sveglia quella massa invisibile è il tuo respiro che – in dosi contenute – fa roteare piccoli cucchiaini d’aria. Tra un respiro e l’altro, però, quei turbini effimeri che nel buio della stanza volteggiavano sul tuo corpo si acquietano silenziosamente e tu – in quel preciso e minuzioso istante – diventi parte dell’immobile.

Fuori, invece, piove.

Emanuele

Frasi grintose.

Tanto, non mi importa quanto cielo dovrò strappare per coprire e accarezzare
quel sorriso che neanche il mare sa di avere!

Negramaro – Neanche il mare

Mi piace la rabbia con cui la canta. Mi piace come scandisce le parole. Mi piace perché tutti – in fin dei conti – aspiriamo ad un sorriso impareggiabile…

Emanuele

Distributore automatico di sorrisi!

Ancora non ho avuto modo di immortalarmi su quella ruota singola dall’equilibrio instabile intanto mi son reso conto che: in primis, andare avanti sul monociclo, al pari della vita, è più semplice del tornare indietro. In secundis stare fermi è un’arte tutta a sé (e nella vita idem). In tertiis la gente che passa non può non fissare la pedalata ed è anche capace di fermare lo scooter. In quartis i bambini tirano la mano alla mamma pur di guardare due secondi ancora. In quintis mi è stato chiesto se volessi andare al circo in futuro (è accaduto in un ferramenta in cui ho comprato una chiave per stringere un dado).

Intanto, la cosa più piacevole è che qualunque sia la razza, il colore, il sesso, l’età o l’estrazione sociale, se riesco nell’incredibile numero di percorrere alcune decine di metri in equilibrio – parte un sorriso fugace ma spontaneo e così, rimanere su quel marciapiede ad allenarmi diventa qualcosa di più di “due intelligentissime ore per sudare una maglietta“.

Faccio. Sorridere. Chi. Passa.

Uno, due, tre, quattro sorrisi. Saranno stati venti, trenta per ora? Sono trenta sorrisi regalati nella storia dell’umanità.

E’ qualcosa di più di un gioco. E’ qualcosa di più. E’ una cosa potentissima.

Emanuele