Redditi 2005: che strana indignazione.

Lo dico chiaramente. L’indignazione “pro-privacy” di tutti coloro che, nella blogosfera, stan criticando la scelta dell’agenzia delle entrate di pubblicare on-line i redditi dei cittadini non la capisco.

I redditi, per quanto ne sappia, sono un dato pubblico, che è possibile richiedere tramite un semplice commercialista o presso il proprio comune.

Che senso ha demonizzare lo strumento “internet” perché “sapendo i redditi un ladro può scegliere chi derubare, rapire per un riscatto, etc…”?

Secondo voi chi ha intenzione di fare azioni del genere, si ferma realmente se i dati non sono online?

“Oh caspiterina, il sito delle agenzie delle entrate è offline… vabbè, invece di fare una rapina stasera mi cerco un lavoro in un pub”.

Ma ce lo vedete un uomo della malavita a far sto ragionamento? Siamo seri su…

Mi sembra tanto stupido quanto il test d’ingresso negli Stati Uniti (“dichiari di non voler entrare a fini terroristici etc…”). I terroristi di Al-Qaida spuntarono la casellina con un SI prima di entrare?

Stiamo demonizzando internet, come i politici e le case discografiche demonizzano il p2p. Non è lo strumento in se ad esser pericoloso, ma l’uso che se ne fa! Altrimenti rendiamo illegali anche i coltelli e le pistole… statisticamente uccidono molto più del p2p o delle dichiarazioni dei redditi.

Quei dati sono pubblici (lo ripeto…) e non lasciamoci “fregare” da “occhio che non vede, cuore che non duole”, perché se tanto ci importa della nostra privacy, dovremmo richiedere che quei dati non fossero più accessibili tramite lo studio di un commercialista ma esclusivamente dietro richiesta di un magistrato.

Averli su internet non cambierà la situazione. Si, è vero, i primi tempi più persone andranno a curiosare, ma in fin dei conti chi voleva scoprir qualcosa poteva farlo anche prima.

Beppe Grillo ha dichiarato oltre 8 miliardi per il 2005. Forse è questo il dato che dovrebbe farci riflettere di più. Lo dico da tempo… lui è un ricco che gioca a fare il paladino della giustizia perché gli porta soldi.

Io non ho nulla da nascondere, se controllerete il mio reddito (quello della mia famiglia), vedrete che è solamente frutto del sudore dei miei genitori.

E poi… noi siciliani sudiamo di più, ma questo è un altro discorso…

Emanuele

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Ingegnere. Si divide tra lavoro, bicicletta, monociclo e volontariato. Vive in una casa con un ciliegio insieme ad una moglie, una bimba e otto pesciolini che non lo aiutano a tenere in ordine.

22 commenti » Scrivi un commento

  1. 😀 Suppongo che la differenza sostanziale stia nel fatto che io comune cittadino non andrei mai a vedere quanto dichiara il mio vicino…su internet si!
    Però se dovessi chiedere il pizzo o rapire qc…lo farei!
    Quindi la scusa addotta è supida… ill:

  2. Ciao, io penso solamente che non bisogna dare un altro strumento a chi ha idee non buone. Vero che se un ladro vuole rapinarti altri metodi li trova, ma darne uno così in bella vista mi sembra un pò troppo.
    Che Grillo guadagnasse un botto di soldi, quello si sapeva, non è che c’era bisogno dei redditi per la conferma…
    Poi scusa eh, ma se ti servono i redditi di qualcuno, perchè non li chiedi direttamente al comune invece di metterli su uno strumento di diffusione di massa come internet?
    E poi ancora, come mai al MONDO, solo in Italia li hanno messi online?

  3. E dopo che so quanto guadagna il mio vicino? Mi riempio di invidia dentro? Lo obbligo ad offrire sempre quando mi prendo un caffè al bar?
    Seriamente, cosa cambia in noi? Proviamo a rifletterci.
    Ciao,
    Emanuele

  4. Redemption, dici che i ladri da oggi cammineranno con la lista dei redditi? Lo credi seriamente?
    Internet è uno strumento, perché non usarlo? Al massimo potrei esser d’accordo se divenissero accessibili tramite user/password (tessera sanitaria? Non so… ci han mandato così tante schede in questi ultimi anni…), ma da qui a voler tornare nel 1800 in cui bisognava andare in un ufficio per fare una semplice richiesta di un dato pubblico ce ne passa secondo me!
    Ciao,
    Emanuele

  5. Il mio reddito ti farebbe scompisciare dalle risate 😀 !
    Comunque sono d’accordo con quanto hai detto.

    —-
    Argomento off topic
    —-
    Emanuele, prima di decidere di cambiare tema per wordpress rifletti bene e semmai scegli bene. Oltre al fatto che squadra che vince non si cambia, personalmente ti posso dire che sono “affezionato” allo stile del tuo blog. Sì, graficamente c’è di meglio sul web 2.0 ma secondo me sono i risultati che contano. Liberissimo di aggiornare il tema per carità, questa è solo un opinione che non vuole servire a fuorviarti ma solo a dire la mia.

    P.S. il tuo è il “blog personale” mio preferito e questa scelta è dovuta non a un solo fattore ma a più fattori.

    Ciao

  6. Reputo che, come accade nei paesi moderni, la conoscenza dei redditi dei cittadini dovrebbe restare nella sola disponibilità degli enti pubblici (Stato, Province, Regioni e Comuni) a fini di controllo e verifica, ma assolutamente non essere resi pubblici onde evitare fenomeni di voyerismo fiscale, in primo luogo, e di “supporto” (più o meno efficace) ad azioni criminali, in secondo luogo.

    Allora mi chiedo perchè mantenere il segreto bancario ???? Perchè non consentire ai cittadini di conoscere i depositi ed il patrimonio del vicino di casa ?!?!? In fondo, essendo il patrimonio (generalmente) la stratificazione dei redditi di una persona, il suo dato dovrebbe essere altrettanto pubblico.

    Perchè non mettere delle webcam nei materassi degli anziani per monitorare i movimenti di banconote nelle imbottiture.

    Mossa di trasparenza liberticida a mio giudizio.

  7. ti ringrazio per il passaggio e per lo scambio di opinioni, ma avrei preferito parlarne magari con un commento completo sul mio blog piuttosto che con un puro ed esplicito link al tuo

  8. Commercialista, posso anche essere d’accordo con te. Ma allora “la caccia alle streghe” non va fatta verso internet… ma verso una legge del 1973 che dichiara che i redditi dei cittadini sono “pubblici e disponibili a chiunque”.
    Chiediamo una modifica della legge, non illudiamoci invece che non averli su internet sia una tutela della nostra privacy.
    E’ come mettersi il prosciutto sugli occhi.
    Ciao,
    Emanuele
    PS: salvosimone, i trackback sono uno strumento tipico per allargare le discussioni, se tu li tieni “attivi”, non riesco a capire come mai non dovrei usarli! 😮

  9. Io sono una di quelle che è contraria alla diffusione dei redditi liberamente accessibile sul web. Concordo con chi dice che la ragione sta nel mezzo ( e sembra sia quello che prevede la legge) ovvero che la possibilità sia aperta a tutti ma che per guardare i redditi di pincopallo ci debba essere una motivazione valida che non sia la pura curiosità e il desiderio di far pettegolezzo che in Italia vanno per la maggiore. Si può informatizzare il tutto ma che per vedere il reddito di tizio l’interessato debba farne richiesta motivata penso sia fondamentale per evitare quello che sta capitando in questi giorni ossia il pettegolezzo all’italiana sui redditi altrui

  10. Mi trovo in pieno d’accordo con Barbara, stavo per scrivere un commento ma visto che era quasi identico…
    Una cosa è andare a farne richiesta e così via, una cosa è scaricarli liberamente da Emule. E io non demonizzo come dici tu emule, anche perche ne faccio uso, è solo che sapendo che ci sono strumenti di condivisioni così potenti in giro, prima di rendere pubbliche certe informazioni sarebbe il caso di pensarci su un paio di volte..

  11. No, è semplicemente che nessuno fa 2 km per andare in comune o da un commercialista (che ha un etica professionale, per giunta) per pura curiosità, con internet sì. E ti assicuro che può succedere di tutto, mi immagino solo un bambino che sputtana il reddito del compagno di scuola per ridicolizzarlo (cosa che già succedeva, figuriamoci se è pubblico, poi!)

  12. Il problema allora è un altro, non il fatto che il reddito sia visibile o meno. E potrei anche essere d’accordo… ma per favore non venitemi a dire che si tratta di sicurezza pubblica perché i ladri vivono d’altro…
    Ciao,
    Emanuele

  13. Secondo me il problema è un altro: il fatto che se ne sia parlato così tanto. I dati in questione, come hai detto, sono pubblici dal 1973, e non vedo differenza rispetto al metterli su Internet.

    Se fossero stati inseriti nel database del sito delle entrate e nessuno avesse iniziato a contestare come al solito, la notizia sarebbe passata inosservata quasi.
    Purtroppo, qui in Italia ogni cosa deve esser sulla bocca di tutti, ognuno deve trovare qualcosa che non va, accusare l’ altro di essere antiqualcosa, riempirsi la bocca con paroloni come questa bendetta privacy, senza magari sapere nemmeno a fondo cosa sia.

    La questione continuerà ancora a lungo, secondo me. Invece di perder tempo e sprecare fiato così, che si dessero una mossa a vedere quali sono realmente le cose che violano la privacy dei cittadini.

  14. Lo so che i redditi sono visibili al comune, ma metterli online è molto diverso… ormai il discorso lo hanno ripetuto in tanti vedi Barbara e Salvasimone… è inutile ripetersi, tanto le idee rimangono le stesse anche se ci si prova a farle cambiare :joy:

  15. La mia impressione è che la vera cosa che fa innervosire molti (e scatena la richiesta di privaci con la insolita velocità di intervento del garante) è il sapere che il “vicino” col bel macchinone o la bella casa che magari ha un negozio una azienda una gioielleria o altro dichiara un reddito ridicolo, inferiore a quello di un metalmeccanico.

  16. Enrico, io quello lo vedo a tutto vantaggio della lotta all’evasione. Ti voglio ad aver il coraggio di dichiarare miseria davanti agli occhi di tutti quando fai una bella vita.
    Chi è sincero non ha nulla da nascondere. 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  17. E’ evidente che il problema NON è la trasparenza dei dati delle dichiarazioni, e non è nemmeno in discussione che è dovere civico di tutti pagare le tasse.
    Il problema vero è che in Italia sopravvive fino nelle stanze (vice)ministeriali la vecchia e becera cultura della INVIDIA SOCIALE.

    Controllare che uno paghi le tasse è compito della Agenzia delle Entrate, piena di persone mantenute A NOSTRE SPESE con una bella poltrona calda da dipendente pubblico, non del mio vicino di casa. Non serve a nulla farlo: serve solo ad inzigare, stimolare e aumentare l’odio sociale di vecchio stampo marxista e sovietico, in cui gudagano=nemico di classe da uccidere e mandare in Siberia. LA cultura del “capocondomnio” noto dal Mosca e Leningrado.

    Da noi alcuni miti tardano a morire più che altrove, e se siamo rimasti l’unico paese dove la “lotta di clase” ha ancora dei seguaci, insieme a Cuba e la Corea del Nord, il risultato è che la gente che lavora veramente per difendersi vota in modo plebiscitario Berlusconi.

    Infatti Visco è il miglior elettore di Berlusconi, con le sue Tasse e le sue trovate da acre e contrito nemico della borghesia media.

    Chissà quando l’Italia potrà entrare nel 3° millennio, e favorire finalmente quello strato sociale che veramente porta benessere al paese e ne costituisce la stragrande maggioranza: il ceto medio.

  18. Non vedo la cosa come un problema di lotta di classe o invidia sociale come la pone “non-sono-visco”.
    A me personalemente il fatto che Grillo o Fiorello o altri nomi noti guadagnano tanto non mi fa indignare ne mi provoca chissa quale invidia. Anzi sono contento che contribuiscano cosi tanto ai bisogni dello stato. Quello che lascia perplessi sono quelli che fanno dichiarazioni ridicole a fronte di un tenore di vita chiaramente incompatibile.
    Probabilmente gli stessi che usufruiscono delle scarse risorse dello stato (sanità mezzi pubblici scuola etc) pagati sopratutto da chi le tasse non le evade che è costretto a pagare di più del dovuto per i contribueneti che pagano meno del dovuto.
    Si potrebbe andare avanti ma sarebbe noioso.
    Il vero problema è che Visco ha fatto probabilmente consciamente una cosa forse illegale per dare diciamo uno scossone morale al paese.
    Uno sputtanamento collettivo di chi si lamenta per le troppe tasse e poi non le paga.
    Sono daccordo dovrebbe essere la Agenzia delle Entrate a fare il lavoro di indagine ma a quanto si legge sui giornali una bella fetta di Italia evade allegramente il fisco senza troppe con seguenze.
    Anzi i grossi evasori quando vengono beccati invece che pagare la mora contrattano pure lo sconto.
    In ogni caso non tirerei in ballo Berlusconi o Cuba o i soliti comunisti, anzi direi che il concetto che le tasse devano pagarle tutti è più una cosa di destra che di sinistra.
    Se il problema è l’ipotetica invidia per quello che il vicino ha non si risolve nascondendo i redditi. Il macchinone la villa e altro sono ben visibili al di la di qualunque dichiarazione dei redditi.

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