Bl8g.

Oggi questo blog compie 8 anni. Siccome però non sono in vena di festeggiamenti (che il mio rapporto con questo strumento è in crisi profonda), facciamo che il riassunto delle puntate precedenti lo demando all’anno scorso (e potete considerarla – giustamente – una fortuna… che un altro sermone inutile non lo desidera nessuno).

Mi fa sorridere però che Facebook, Twitter o Friendfeed sono tutti siterelli più giovani di queste pagine. Potranno dire quel che vogliono ma internet, prima di loro (loro = falsa idea di socializzazione e condivisione), non era assolutamente male.

Emanuele

Abbandonare i preconcetti.

La prima cosa descritta quando è arrivato il momento di presentarci è stata la mia voglia di libertà. Ero partito per l’Africa convinto di non dovermi aspettar nulla e di dover abbracciare qualsiasi esperienza mi fosse stata offerta. Avevo lasciato l’orologio, avevo abbandonato il cellulare, avevo deciso che non avrei mantenuto i contatti con gli amici. Non era la stessa Africa che han cercato e vissuto gli altri ma era esattamente come sentivo di doverla vivere io. L’Africa doveva essere un momento mio, diverso. Io, dovevo provare a pensare diversamente.

Birra in caso d'emergenza.

Dopo un paio di giorni di conoscenza divenne palese che un’altra del gruppo mi veniva dietro. Gli altri lo facevano notare attraverso battutine velate e io – da bravo – facevo finta di non comprender nulla e me ne stavo sulle mie.

L’intera prima settimana, senza rendermene conto, stavo vivendo libero da tutto tranne che dai miei preconcetti. “Non voglio rovinare la mia esperienza e neanche la sua“, “non voglio modificare gli equilibri nel gruppo“, “non voglio fissarmi su qualcosa che posso ritrovare anche in Italia…” e così via. Nonostante fosse una ragazza molto interessante e mi trovassi bene a discutere e scherzare con lei, quando vedevo qualche segnale di avvicinamento mi ritiravo indietro. Ero il solito me.

Avevo ripreso con tutta una serie di ragionamenti che ogni volta mi porta forse a non vivere per dar voce ad un particolare senso di responsabilità verso tutto il resto. Qualcosa che tra educazione scout e bisogni familiari particolari si è instaurata in me in maniera pesante. Più passavano i giorni però, più mi chiedevo quanto non fosse stupido tutto ciò. Perché dovevo preoccuparmi di tutte quelle cose? Perché dovevo decidere io se fosse un “rovinarle l’esperienza” provare a lasciarmi andare? Perché dovevo occuparmi dell’equilibrio del gruppo? Se anche fosse stato vero tutto quanto… non poteva esser vero anche l’esatto opposto? Forse quella ragazza era anche il segno di questo cambiamento. Un’offerta che dall’Alto, stava a dir qualcosa e che potevo – per l’ennesima volta – prendere o lasciare andare. E io, che finalmente e dopo anni, mi ponevo domande simili… potevo far passare l’occasione senza darle un minimo di considerazione in più?

Così una sera, ho provato a pensare diversamente. Ho preso un grande lenzuolo, il cavalletto e la macchina fotografica e sotto quel bel cielo africano ho proposto una veglia alle stelle. Tutti sdraiati col naso all’insù abbiamo fatto tardi parlando delle cose più assurde. Io però, persino in quel momento, provavo a rimanere sulle mie mantenendomi concentrato sulla macchina fotografica e un po’ defilato dalle risate. Volevo ancora, per l’ennesima volta, capire quanto fosse giusto.

Pian piano andò via il primo e poco dopo anche la seconda del gruppo si trasferì a letto. Rimanemmo solo io e lei. Io continuavo a scattare foto, lei continuava a smuovere il mio braccio quando – finito di giocare con le impostazioni – tentavo di far memorizzare a quel miracolo dell’umanità composto da obiettivo, diaframma e sensore fotorecettore, una cartolina del cielo.

Una rana quella sera gracidava molto vicino, probabilmente era nascosta tra qualche pianta a pochi metri. Sempre più vicini ed incuranti di quel rumore poco rassicurante (oh, se ti salta addosso non è piacevolisimo!) si chiacchierava come se quella notte potesse durare all’infinito e non c’era bisogno di dormire. Nessuno dei due aveva fretta di rientrare.

Non so se sia stato l’ennesimo gracidare fastidioso o qualche zanzara che pungendomi mi fece sobbalzare verso di lei ma, tutt’un tratto la stavo baciando. Mi stava baciando.

Il resto non ve lo racconto, ma la settimana successiva è cambiata inesorabilmente. Non è successo nulla di sconvolgente, nessuno del gruppo ha sofferto nulla, né io né lei abbiamo vissuto male o chiusi a riccio e adesso non posso che esser felice anche di questo. Ho provato a vivere “una storia di una settimana” che per tanti altri motivi non volevo portare in Italia e che per come son fatto non avrei mai fatto nascere. Qualcosa che diventa l’ennesimo regalo di quest’Africa misteriosa e sconvolgente. Il segno che altro in me deve ancora cambiare ma che se ha compiuto il primo passo è già sulla buona strada… perché è da tempo che sono convinto che so vivere tutto con leggerezza tranne i rapporti interpersonali.

Che io – mi sa – non ho bisogno di una donna. Ho bisogno di una donna che mi prenda a gomitate perché il tempo mi ha disegnato malissimo.

Emanuele

PS: la foto, scattata sulla nave verso l’isola degli schiavi, mi sembra perfetta. Sia perché Goree era il luogo in cui quegli uomini perdevano la possibilità di decidere della loro vita, sia perché – a volte – piuttosto che un giubotto di salvataggio, si ha bisogno di quella sana pazzia che solo una bella sbronza può assicurarti…

Correte finché non la trovate!

Donna a braccia aperte su una collina

Non lasciatevi intruppare dai dogmi, dalle uniformi, dalle dottrine,
non lasciatevi turlupinare da chi vi comanda, da chi vi promette, da chi vi spaventa,
da chi vuole sostituire un padrone con un nuovo padrone, non siate gregge perdio,
non riparatevi sotto l’ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col vostro cervello,
ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile,
artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà,
la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere.

Oriana Fallaci (giornalista italiana)

Emanuele

(photo credits)

Non guarirò mai più.

Dovrei aprire una categoria “Sei nerd quando…”, intanto stasera non ricordavo dove venivano salvate le informazioni di un widget che non funzionava più. Invece di girovagare sul file system come i comuni mortali usando il “Trova” che magari trova tutto ma non quel che cerchi, ho aperto il debugger e non mi sono calmato finché non ho letto:

var dataDir = "~/.TrackIt/";
var dataFileName = dataDir + "data"+widget.identifier+".txt";

A quel punto sapevo dove andare. 😐

Emanuele

PS: non posso continuare così.

Respira la tua gioventù.

Strada rettilinea in un bosco

Inizialmente viaggiamo per perderci, poi viaggiamo per ritrovarci. Viaggiamo per aprire il nostro cuore e i nostri occhi e conoscere del mondo più di quello che riesce a stare nei giornali (…) In sostanza, viaggiamo per ritornare a essere dei giovani pazzi, per rallentare il tempo, farci ingannare e innamorarci di nuovo.

Pico Iyer (scrittore inglese)

Emanuele

(photo credits)

Tu hai mai rischiato?

Giovanni: Lo sai che con 20 milioni si può comprare un bar in Costa Rica? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme.
Aldo: Tutto l’anno in costume.
Giovanni: Tutto l’anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.
Aldo: E se ti va male?
Giovanni: Be’, il rischio c’è. Del resto, se non rischi. Tu hai mai rischiato?

Tratto dal film: “Tre uomini e una gamba”

Tu hai mai rischiato? (che magari, scritta tre volte in un post solo, si valuta la domanda con la dovuta attenzione…).

Emanuele

La palla magica 8 si aggiorna…

Palla Magica 8Considerato che fermo non so stare oggi ho aggiornato Magic 8 Ball, una pagina che creai il 4 Aprile 2009 in un momento di ozio-pre-esami. In realtà non avevo mai completato i lavori così non ne parlai sul blog perché non mi piaceva presentare qualcosa di tecnicamente incompleto ma adesso Magic 8 Ball è scritto interamente in HTML5, la previsione dell’oracolo è  aggiornata usando la tecnologia AJAX in modo da non richiedere un refresh della pagina e il bottone è un bell’esempio di grafica tramite CSS3.

Come al solito mi diverte trasformare le idee in linee di codice e questa nacque perché non avevo la palla vera e mi piaceva illudermi di poter scoprire l’esito dei miei esami attraverso finte risposte! 😐

Siccome sono diligente nerd, automaticamente, l’intera pagina parla in italiano, inglese o in francese!

Emanuele

PS: Magic 8 ball utilizza le frasi storiche della palla della Mattel lanciata negli anni ’50!

Invertire l’ordine delle parole di una stringa in PHP.

Qualche giorno fa avevo scritto, per gioco, una frase che iniziava dall’ultima parola. Come al solito però, prima di fare questi giochi stupidi penso “come potrebbe risolvere questo problema il computer?”. Invertire tre parole di una frase è molto semplice, invertire testi lunghi – a mano – inizia a diventare qualcosa di oneroso in termini di tempo.

Il problema si risolve in maniera molto semplice con un paio di funzioni. Per amore della pulizia non ho voluto usare alcun ciclo (potevo contare le parole e salvarle in un’altra variabile partendo dall’ultima). In PHP però esiste array_reverse, una funzione che accetta in ingresso un array e lo ordina in maniera opposta.

Così, in poche righe, ho trasformato la stringa in un array, l’ho ribaltata e l’ho ricomposta. 🙂

// Codice PHP
$frase = "Questa stringa verrà ribaltata!";
$i = explode(' ', $frase);
$reverse = array_reverse($i);
$risultato = implode($reverse,' ');
echo $risultato;
// $risultato = ribaltata! verrà stringa Questa

Semplice, facile ed indolore. Anzi: indolore. ed facile, Semplice 🙂

Emanuele