A fine mese riparto.

Sisi, proprio così. Il 2009 è un anno senza sosta e stamattina, nella pausa pranzo, sono andato a fare il biglietto della nave. Salirò con l’auto stracarica di roba verso Milano!

Un giorno di nave da solo… così iniziate a consigliarmi libri, musica e film da vedere anche perché ho preso un posto poltrona e non avrò neanche modo di dormire come vorrei!

Sfrutterò il ponte del 2 Giugno in modo da non perdere lezioni. Qualcuno viene a salutarmi quando salpo? Sarò solo, i miei partiranno qualche giorno prima in aereo! Non ho voluto farli stressare con due giorni di viaggio e mi sono immolato dicendo che avrei salito l’auto con tutto il resto da solo… 🙂

Emanuele

9 commenti » Scrivi un commento

  1. Non prendertela Emanuele … ma quando leggo “avrei salito l’auto” mi viene sempre da ridere 😆
    Comunque, a parte queste disquisizioni linguistiche … vediamo se riesco a farmi venire in mente qualcosa di interessante da consigliarti per il viaggio!
    E intanto tu però allenati, perché una volta che sarai lì, non so mica se ti faranno salire sulla Metrò..e nel caso è meglio essere allenati per farsela a piedi! :dogarf:

    • Argh maledizione… ma perché i siciliani non conoscono la differenza tra verbo transitivo e intransitivo? 😐
      Mi faccio schifo da solo!
      Comunque ci sarà poco da stare in metro credo… con tutto quel che dovremo fare per la casa in quei giorni credo proprio che non sarà una settimana di relax!
      Ciao,
      Emanuele

    • Negli anni forse… si. E’ strano, solitamente sono i figli a seguire i genitori che per via del lavoro devono spostarsi in nuove città. Questa volta invece sono i genitori a voler seguire i figli, sempre più *residenti* in un’altra città!
      Comunque dobbiamo portare un bel po’ di cose perché ovviamente la casa nuova necessita di tutto: non è un trasferimento ma un… arredamento! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  2. Non proverai altre strade oltre Milano, almeno un timido tentativo per restare a Palermo?
    Io neanche ho provato, per una miriade di motivi su cui magari torneremo a parlare qualche volta, ma tu come la vedi al proposito? Alla fine sicuramente sarà quella la strada comunque, ma …

    • Zobbi! Argh! Se domani non mi fai avere il cd sei un uomo morto. Un avatar compresso. Un monitor rigato. Un blog hackato. Un mouse sporco. Un hard disk fritto. Un pagerank azzerato. Una foto sovraesposta. Una lampadina fulminata. Una adsl senza portante! 😛
      Mao, in realtà non so ancora come andrà “il dopo”. E’ tutto da scoprire anche per me… ed evito di pensarci *seriamente* al momento perché credo che nella vita le cose vadano affrontate un passo alla volta. Vedremo… in realtà una mezza possibilità a Palermo l’avrei anche, però è da valutare. Di certo è che i miei fratelli avranno ancora alcuni anni di università li. Mia sorella e suo marito vivono li e… boh, Palermo è stretta da tanti punti di vista.
      Però non la vivrò come una fuga. Al contrario quando ne parlo con gli amici o ci penso semplicemente, mi viene un nodo in gola enorme. Lasciare tutto… le mie abitudini, la mia stanza, gli scout… non è facile.
      Vedremo… non ho paura in ogni caso, qui o li “la felicità è dentro di noi”! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  3. La tua ultima frase mi crea forti dubbi. E’ bello pensare che la felicità sia dentro di noi, ed è sicuramente cosi, ma credo che tutto ciò che ci circonda influenza il nostro stato d’animo. E lasciare ciò che ha fatto parte della tua vita per ricominciare è una bella sfida fatta di alti e bassi.
    La mia è stata anche una scelta desiderata, un obiettivo naturale da pormi se volevo capire di che pasta ero fatta, mettermi dinnanzi ad una vita che non conoscevo. Ci sono stati alti e bassi, malinconia e soddisfazioni, e dopo due anni posso dire che non farei una scelta diversa. Probabilmente sarei arrivato qui anche senza volerlo, viste le poche possibilità in Sicilia, ma sarebbe stata una storia diversa.
    Però il mio pensiero è li.
    Fai bene a dire che occorre pensare ad una cosa alla volta, e riguardo alla possibilità che potresti avere dovresti capire quanto ti gratificherebbe. A meno di volersi accontentare di un lavoro come se fosse un altro è quella una strada per poter costruire la felicità nel lavoro, che giorno per giorno farà parte della vita.

    • “La vita dipende un po’ dagli occhiali che porti”. Hai mai visto come può cambiare una scena se indossi occhiali colorati in maniera diversa? Ecco… la felicità dunque non può dipendere da come guardiamo le cose, perché basta cambiare prospettiva per avere un nuovo risultato. La felicità o l’infelicità è dentro di noi… ho imparato a credere fortemente in queste cose ed è per questo che ormai mi vedete/leggete sempre così felice. E’ questione di carattere forse… ma è anche capacità nel sapersi accorgere di tutto ciò che si ha!
      Comunque… hai fatto bene a tentare questa scommessa con se stessi. Se non ci si mette in sfida con le proprie capacità si rimane fermi, non si cresce mai.
      Riguardo al lavoro qui, ho come l’impressione che possa essere meno stimolante sul lungo periodo. All’inizio sarà tutto una novità, un’esperienza da iniziare, ma poi… dove mi troverò? Al nord mi sembra che l’intero mercato sia più dinamico, più *avanti* rispetto allo stile ed alle condizioni che vivrei qui.
      Vedremo… in fin dei conti siamo uomini di Fede e dobbiamo saperci affidare a Lui anche in queste cose! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

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