Pesci biricchini.

Stasera i pesciolini erano talmente indisciplinati che quando infilavo il recipiente per il cambio d’acqua vi si andavano ad infilare immediatamente dentro!

Alla fine mi son ritrovato con due dita nell’acqua per attirarli dal lato opposto dell’acquario… 😐

Vanno educati o volevano giocare?

Intanto è bellissimo quando corrono verso il dito. Ecco. :joy:

Emanuele

Ogni giorno si rinasce.

Ogni volta che vedo una fogliolina nuova aprirsi tra le piantine del mio acquario penso allo sforzo dei muscoli quando la mattina, ancora mezzi addormentati, ci si alza dal letto e ci si stiracchia un po’!

Avete presente quel piacere che si prova nel tirare le braccia prima in avanti e poi in alto, con i pugni ben chiusi, quando ancora gli occhi sono tutti impasticciati? 🙂

Emanuele

Wonderwall…

Today is gonna be the day that they’re gonna throw it back to you…

Inizia così Wonderwall degli Oasis e, a volerla tradurre, questa frase dice: “oggi sarà il giorno in cui ti verrà data di nuovo un’opportunità”.

Forte questa cosa delle opportunità. Sono come tanti treni che vanno e vengono da una stazione ad orari ben precisi.

Testo ritornello: Oasis - WonderwallQualche settimana fa, mentre ero preso da miliardi di preoccupazioni, è “rispuntata” una di quelle cinque ragazze.

Ci siamo visti, ci siam presi un bel gelato e abbiamo parlato un bel po’.

Mi ha detto che nella vita capita di fare errori. Mi ha detto d’esser fidanzata per errore e – rullo di tamburi – di avermi sognato e di continuare a piacerle come quando mesi fa le dissi che potevamo essere amici.

Ecco, sarà che io in questo periodo sono davvero distante da quella zona del mondo chiamata “vita di coppia” e magari nel frattempo qualcosa è cambiata ma certe cose proprio non riesco a capirle.

Gli Oasis, però, sembrano avermi dato la risposta giusta.

Tornando alla canzone infatti, Wonderwall (parola nonsense), significa letteralmente “muro meraviglioso” ma il significato all’interno del testo viene tradotto, correttamente, in “àncora di salvezza”. E’ questo il senso di quella parola all’interno di questa favolosa canzone.

E così, parlando proprio di “ancore di salvezza” mi chiedo come si possa stare con qualcuno che non si ama davvero, che non si sente di volere bene fin nel midollo.

Cavoli. Io posso capire che arrivati a quarantacinque anni, ancora single, si possa pensare di scendere a compromessi se proprio non si vuol passare la vecchiaia soli o che se a sessant’anni ci si accorge di aver sposato l’uomo o la donna sbagliata gli si rimane accanto per amore dei figli ma… come si fa a vivere così nel pieno della propria vita?

Mi hanno detto che c’è gente che fa fatica a viver sola, che senza “il fianco caldo” (bella espressione, non è mia ma m’è piaciuta parecchio!) ha difficoltà ad andare avanti. “Ancore di salvezza”, ecco.

Io ovviamente ero sorpreso da tali avance. Posso aspettarmi una cotta da una persona single (e magari cieca! :-P) ma non da una persona che dovrebbe aver fatto una scelta in modo maturo e deciso.

Ho provato a dirle che aveva da rifletter tanto proprio su questo e sulla sua relazione… lei insisteva però col dire che quelli erano fatti suoi (sacrosanto!), che si trattava di un’errore e che a me doveva importare solo di “me e lei e del futuro”.

A me ‘ste storie però non riescono ad ammaliare. Non soffro vivendo solo (anzi…!).

Puoi essere carina quanto vuoi (e lei lo è… e gliel’ho pure detto!) ma non gira così l’amore nella mia testa. Voglio accanto una persona col coraggio di scegliere. E quando dico scegliere, non intendo tra me e qualcun altro. Quello san farlo tutte (e scelgono sempre l’altro! :-|). Scegliere di amare qualcuno o… star soli finché non si incontra la persona che si avvicina tanto più al nostro ideale.

Avere il coraggio di affrontare il sole e la pioggia senza piangersi addosso. Un po’ come quei maratoneti che nel deserto non pensano mai alle difficoltà… sanno dove vogliono arrivare e niente può fermarli.

Io intanto mi son chiesto perché Dio me l’abbia rimandata. Non so se sia servito per “allietarmi” le giornate che avevano un peso particolare per via dell’infarto di mio padre (nessuna ipocrisia, fa piacere sentirsi dire certe cose!) così mi affido ancóra (oggi si gioca con gli accenti della parola “ancora”) a Lui e lo ringrazio! 🙂

A lei ho detto che in questo periodo forse ci sono già così tante novità che probabilmente è questo che non mi permette di lanciarmi in nuove storie. In fin dei conti ho ancora () quel numero di telefono sul cellulare ma quella ragazza non l’ho più vista né sentita… eppure fui io a volerla conoscere inizialmente. Non so se sia stato un semplice test per capire cosa ero in grado di fare o sia stato altro.

Mi è nuovamente passata la voglia? E’ una domanda che da qualche giorno mi faccio e col tempo troverò una risposta.

Intanto si continua a marciare lungo la strada che mi sta facendo impazzire di felicità da *troppi giorni* ormai. E’ così bella che sarebbe da stupidi abbandonarla…

Non so… mi sento un gradino avanti a certi atteggiamenti, a certe visioni così basse dell’Amore. Di prove di maturità ne ho date abbastanza a me stesso e per ora non vedo nessuna coetanea che mi faccia dire “guarda… che persona speciale!” (e, sia chiaro, per persona speciale non intendo una ragazza ricca, colta o chissache’… in fin dei conti anche tra quelle 5 c’è qualche laureata e le altre erano studentesse! Essere belli dentro è una cosa che si sente a pelle e non tramite attestati!).

Prima o poi arriverà, ne son sicuro… e sarà il mio muro meraviglioso. Sarà la persona con la quale sbatterò la testa. Non sarà mai però la mia àncora di salvezza. So benissimo farcela da solo nella vita (che bello saperlo dire ormai…).

Cambiando discorso, ormai l’estate è entrata prepotente. Con quel sole così grande e pacioccone come si può mai esser preoccupati per qualcosa?! :joy:

Emanuele

Errore NO_PUBKEY, errore chiave pubblica su Ubuntu.

Durante gli aggiornamenti, può capitare che manchi qualche chiave pubblica necessaria per autenticare i repository (accade se abbiamo modificato manualmente il file /etc/apt/sources.list).

Errore chiave pubblica repository APT - NO_PUBKEY

W: Errore GPG: http://ppa.launchpad.net jaunty Release: Le seguenti firme non sono state verificate perché la chiave pubblica non è disponibile: NO_PUBKEY 78414460095F1873

Per non impazzire andando alla ricerca della chiave mancante, basta installare ed avviare apt-key-manager presente su Synaptic.

Per rapidità, installiamolo da terminale scrivendo:

sudo apt-get install gui-apt-key

E avviamolo con:

sudo gui-apt-key

APT Key Manager - Gnome GUI

Nella semplicissima interfaccia inseriamo la chiave (nell’esempio sopra è 78414460095F1873) e clicchiamo su Aggiungi.

That’s all folks. 🙂

Emanuele

PS: il software viene posizionato in Applicazioni – Strumenti di sistema – APT Key Manager.

Ehy, what a beautiful mess this is!

Serata silenziosa questa. In linea di massima in questi giorni si vive secondo i ritmi del mio papà (è più bello scriverlo così :-)). Facciamo a turno per non lasciarlo mai solo, anche perché ha bisogno di noi praticamente per tutto.

La vita è una ruota, l’ho sempre pensato… e in questi giorni scherzavo con lui e con mia madre proprio su questo. Da piccoli erano loro a portarci l’acqua a letto mentre adesso capita il contrario.

Piccole cose che ti fanno apprezzare ciò che hai: la giovinezza.

Vivo di corsa e in questo periodo ho praticamente azzerato tutto tranne l’università… anche se non sto studiando come vorrei (e come dovrei!) e spero di cambiare presto almeno questo.

Intanto oltre ad aver abbandonato la palestra ho anche dato un bel taglio agli scout. Cerco di dare il mio contributo quando posso ma… è strano vedermi più distante. Mi sento come in un ciclone che si è appena calmato e ancora devo ritrovare la bussola e la direzione di casa. Partecipare alle attività organizzate per i ragazzi è sempre subordinato all’organizzazione di casa e adesso lo sto notando ancora più di prima.

E vabbè. Dio regala questi momenti per far crescere, per far scoprire cose nuove. Bisogna vedere sempre tutto così nella vita.

Intanto stasera volevo vedermi un film ma s’è fatto tardi e non mi sembra il caso d’andar a letto all’una.

Sono stato a guardare i pesciolini nuotare per una decina di minuti ma poi, non potendoci entrare anch’io, mi è passata un po’ la voglia.

Volevo leggere ma il libro che stavo leggendo (La fine è il mio inizio di Terzani) non lo trovo da tre settimane. Quando mi sono accorto di non trovarlo (la sera in cui feci la prima notte a mio padre in ospedale) ho pensato dovesse essere un segno (evvai con la scaramanzia) però non mi piace credere a queste cose (sebbene mi facciano sognare) ed ho provato più volte a cercarlo. Chissà dove sia finito! Si, in bagno non c’è… ho già controllato…

Intanto adesso sto scambiando due parole – distanticon mia sorella via MSN e ascolto “A beautiful mess” di Jason Mraz (video), una canzone scoperta stasera che ha tanto il sapore di questo silenzio.

La storia descritta c’entra poco… però “what a beautiful mess” (letteralmente “che bel casino”) descrive bene questi giorni in cui c’è tanta confusione ma c’è ancora tanta allegria che riesco a donare a chi ho accanto.

Probabilmente questo è il dono più bello che potessi ricevere in questo periodo. L’allegria, la voglia di ridere e far ridere è più prepotente del maremoto di queste settimane! 🙂

Adesso mi rilasso un altro po’ e poi chiudo gli occhi per la novemilacinquecentosettattantaseiesima notte della mia vita. 🙂

Emanuele

Il significato di Viva la vida dei Coldplay.

Coldplay - Viva la vida - coverViva la vida è la mia canzone preferita. Ad oggi su iTunes l’ho ascoltata oltre 260 volte che equivalgono a circa 18 ore di bombardamento. Valori impressionanti per una canzone, eppure fin da quando l’ho conosciuta, non ho mai apprezzato fino in fondo il suo significato. Mi piacciono le voci, il ritmo, gli archi: è così allegra, euforica e felice che il suo testo è passato in secondo piano. Solitamente succede sempre il contrario…

Tra le particolarità di “Viva la vida”, la prima che salta all’occhio quando si inizia ad analizzare il testo è che proprio “viva la vida” non appare mai durante l’intero brano rimanendo a far da titolo ad un pezzo così particolare che nel tempo ha collezionato varie teorie sul suo significato.

Esistono varie interpretazioni perché la storia descritta è quella di un uomo, possibilmente un re, che prima possedeva ricchezza, fama, gloria e potere e il giorno dopo si è ritrovato solo, povero, costretto a vivere “nascosto” dal resto del mondo, consapevole dello sfarzo e degli errori fatti in precedenza ma capace di capire che “morto un re se ne fa un altro” e che la vita, in ogni caso, continua ad andare avanti.

Per questo motivo il popolo di fan dei Coldplay si è scatenato alla ricerca della soluzione e sembra che il gruppo stesso non abbia voglia di smontare questo alone di mistero. Di Violet Hill, Chris Martin (il leader del gruppo) ha dichiarato ad esempio che è possibile leggerne vari significati.

Frida Kahlo - Viva la vidaAnalizzando meglio il testo però, si intravedono delle parole chiave che potrebbero aiutare nell’identificazione di questo particolare personaggio.

Concentriamoci innanzitutto sul titolo.

“Viva la vida” fa da titolo sia alla canzone che all’album e, secondo quanto dichiarato da Chris, la scelta di questa frase è dovuta ad un quadro realizzato dalla pittrice messicana Frida Kahlo otto giorni prima di morire.

Come sappiamo lei è passata attraverso tanta di quella merda (era affetta da poliomelite e spina bifida, soffriva di dolori cronici e in seguito ad un incidente dovette sottoporsi a 32 interventi) eppure dopo tutto ciò ha voluto realizzare un grande quadro in cui si leggeva, appunto, Viva la vida. Ho amato il coraggio di questo gesto. So che a molti verrà in mente la canzone di Ricky Martin, che rispetto come artista, ma vi assicuro che non c’entra nulla.

Nell’ispirazione della canzone, c’è dunque, un chiaro riferimento ad un cambiamento reale di una persona realmente esistita oltre alla capacità di sorridere nonostante le difficoltà.

Tutto potrebbe semplicemente fermarsi qui… ma non sembra abbastanza. Chris Martin ha dichiarato d’aver letto molte novelle di Charles Dickens durante la stesura dell’album e, come sappiamo, la storia di questo scrittore inglese del 1800 non è delle più felici. A dieci anni infatti, nonostante vivesse in una agiata famiglia londinese, il padre fu arrestato per debiti e così, il piccolo Charles a 12 anni si ritrovò a lavorare per dieci ore al giorno in una fabbrica che realizzava lucido per scarpe e per guadagnare qualche soldo extra iniziò anche a spacciare oppio.

“Chi è quel re?!” è la domanda che ci poniamo un po’ tutti e di cui Chris avrà una valida risposta avendo ricevuto un riconoscimento nella British undergraduate degree classification in Ancient World Studies (studi sul mondo antico) durante i suoi studi presso l’University College di Londra (UCL).

Coldplay - Viva la vida - cover albumUn ulteriore indizio potrebbe arrivare dalla copertina del brano ed anche dal video della canzone che ritrae il gruppo imprigionato all’interno del dipinto di Eugène Delacroix “La Libertà che guida il popolo”. L’opera è espressione di quel desiderio di uguaglianza tra le diverse classi sociali che imperversava in quel periodo storico. Volendo approfondire, arrivano subito davanti agli occhi due grandi personaggi della storia francese di quel periodo: Carlo X (cui è direttamente ispirato il quadro) e Napoleone Bonaparte.

Entrambi videro il loro impero cadere e furono costretti ad abdicare.

Io dominavo il mondo. Le maree si alzavano quando lo ordinavo.
Adesso al mattino spazzo da solo, spazzo le strade che una volta possedevo.
Io tiravo i dadi, vedevo la paura negli occhi dei miei nemici…

L’incipit della canzone potrebbe aver trovato dunque il suo padrone.

Purtroppo per noi… la ricerca della chiave di volta non termina qui. Continuando a leggere il testo, infatti, si legge:

[…] sento le campane di Gerusalemme suonare i cori della cavalleria romana.

Napoleone o Carlo X hanno ben poco a che fare con Gerusalemme. Entrambi infatti si preoccuparono di espandere il loro dominio all’interno dell’Europa, arrivando fino in Prussia (che Napoleone sconfisse il 14 Ottobre 1806 durante la battaglia di Jena).

A questo punto c’è da cercare un nuovo Re (è proprio vero che “morto un re se ne fa un altro”… ;-)) e ovviamente bisogna iniziare a risalire al tempo dell’impero romano.

Andando avanti col testo si legge:

[…] Per alcune ragioni che non posso spiegare, io so che San Pietro non pronuncerà il mio nome…

Che c’entra San Pietro? Chi è questo Re che può riferirsi a San Pietro, che lo conosce, che lo reputa motivo di disperazione e che sa in anticipo come si comporterà?

Si potrebbe pensare a qualche imperatore romano non ben definito ma un paio di dichiarazioni di Chris Martin potrebbero dare una una nuova chiave di volta all’intera canzone.

In una intervista al Rolling Stone magazine, Martin, parlando della sua visione della religione ha detto: “Credo in Dio. Come puoi guardare qualsiasi cosa e non essere sopraffatto dal meraviglioso miracolo che porta con se?” e in una intervista fatta dal magazine NME ha dichiarato “Sto sempre cercando di trovare cosa “Lui” o “Lei” sia”.

Potrebbe esser dunque Cristo il Re di cui parla la canzone?

In effetti, rileggendo il testo in chiave cattolica, tante frasi riescono ad avere un senso. Innanzitutto Gerusalemme torna ad avere un significato storico valido, inoltre “il vecchio re è morto, lunga vita al re” e il senso di cambiamento e novità possono significare tutto ciò che la venuta di Cristo comportò nella storia dell’uomo.

Siate il mio specchio, la mia spada e scudo,
i miei missionari in un territorio straniero,
per alcune ragioni che non so spiegare.
Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai,
ma quello era quando dominavo il mondo.
(ohh)

In questo pezzo si rivede il mandato che Cristo diede ai suoi discepoli: “Andate e predicate il vangelo” e la frase successiva può esser letta, invece, come la differenza che la sua venuta comportò: “Io sono la via, la verità e la vita” e dunque tutto ciò che esisteva prima era falsità e disonestà. L’ultima frase invece può esser segno della fine che fece. Cristo morì infatti in croce, trattato come il peggiore dei ladri.

E San Pietro? Beh… “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. Ecco dunque perché San Pietro non pronuncerà il suo nome.

Coldplay - Viva la vida - cover 02

Cristo, insomma, potrebbe essere il Re di cui Viva la vida parla e ciò che portò dopo il suo declino nella vita terrena, dopo che ciò che aveva predicato e costruito fu distrutto, è il regno che tutti noi conosciamo e che si sposa benissimo con la frase:

[…] People couldn’t believe what I’d became…

“Le gente non credeva a ciò che ero diventato”. Chi se non Lui può pronunciare una frase simile?

Insomma, tra tutte le congetture lette tra forum, blog e giornali, questa cattolica sembra essere quella che alla fine regge meglio. In realtà anche questa rimane pur sempre una supposizione (molto diffusa nei forum americani in cui si parla di Viva la vida) ma, alla fine, nessuno sa trovare la vera soluzione.

Probabilmente ai Coldplay sta bene così… anche se sarebbe bello conoscere la fonte di ispirazione reale di questo capolavoro. Se nel 2008 “Viva la vida or death and all his friends” è stato l’album più venduto al mondo e “Viva la vida” è stata eletta come “miglior singolo” ai Grammy 2009, una bella storia dietro dovrà  pur esserci. 🙂

Emanuele