Me te o me spe ‘nto.

Giornata molto simile al meteo italiano questa.

Mi sento stanco. Tutta la settimana a correre. Ho studiato con i colleghi fino a sabato pomeriggio prima di catapultarmi ad una attività scout e poi fare una pazzia con un amico e un’amica.

Li guardo e gli faccio “Oh, cannolo a piana?”. E così, dopo un gelato con altri amici, siamo partiti per l’entroterra siciliano!

Ovviamente all’una di notte era tutto chiuso ma la fortuna c’ha assistiti.

Abbiamo incontrato uno scout che ha chiamato un amico e pochi minuti dopo la situazione era: bar aperto solo per noi, cannolo preparato fresco fresco e un buon bicchiere di malvasia

Spettacolare. La cosa più buffa è che, avendo preso “il re del cannolo” sull’orgoglio, non ha voluto neanche che pagassimo.

Oggi però il sonno si è fatto sentire, ho passato la giornata così spento che mia madre mi ha chiesto più volte se avessi qualcosa.

Domani si riprende con la solita vita… 🙂

Emanuele

PS: il titolo fa pena ma c’era quel “me” iniziale con cui mi piaceva giocare. 😐

Cinguettare.

Luca decise che quella ragazza così misteriosa, doveva essere più di un paio di occhi sfuggenti nella sua vita. Scese dalla Vespa, bloccò lo sterzo e contemporaneamente sfilò le chiavi con una rapidità che solo l’abitudine poteva regalargli. Fece due passi veloci e disinvolti e, andandole incontro, la fissò come un’aquila che ha inquadrato la sua preda.
Elena, intanto, aveva ripreso la sua strada verso il portone. Le due buste, belle piene, le rendevano difficile il cammino per via del peso ma, fin da piccola, era stata abituata a far tutto da se, così non pensò minimamente di fermarsi.
Pochi istanti dopo però, avvertì dei passi decisi provenire da dietro e tutt’un tratto sentì: “Posso?”. Non aveva chiaro chi fosse e dovette girarsi per capire.
Luca era un ragazzo molto atletico, aveva passato l’infanzia giocando a pallone. Era sempre allegro e quella allegria, adesso, era tutta concentrata in un sorriso che infondeva sicurezza. La timidezza di Elena venne fuori immediatamente, fece una smorfia col viso ma non seppe dire nulla tanto che per un attimo si creò un silenzio tale che avrebbe preferito scomparire dentro quel maglioncino a collo alto. Luca si fece avanti “ti accompagno al portone, abito qui…” e contemporaneamente afferrò una busta dalla mano di Elena che, silenziosamente, allentò la presa.
Le mancavano spesso le parole di bocca e il più delle volte si rendeva conto di quante cose avrebbe potuto dire quando era già troppo tardi. Brutta cosa la timidezza pensò. Rimase in silenzio e si accorse degli uccellini che quel giorno cantavano come non aveva mai notato prima. “Che bella giornata, lo senti come cinguettano?” esclamò tutt’un tratto, impaziente di rompere quel silenzio che la stava agitando. Nello stesso istante si chiese però che razza di domanda fosse.
Luca sorrise nuovamente e, continuando a camminare, rispose che era sempre così in quel periodo. Pochi passi dopo si ritrovarono di fronte al portone.
L’ingresso del palazzo era ben curato. Il portoncino, in legno dipinto con una tonalità di verde molto chiara, aveva una vecchia cassetta della posta attaccata al centro. La posta veniva smistata dal portiere, ogni mattina, sotto l’uscio di ogni appartamento.
Elena tentò di anticipare Luca ma l’abitudine con cui entrava e usciva giornalmente da quel portone non potevano essere paragonati, così fu lui ad infilare la chiave nella serratura. Un piccolo gioco con il polso e poi, click. Il portone, spinto dalla sua mano, si aprì fino a bloccarsi.
“Prego!”. Elena sentendo la decisione di quell’invito fece un veloce scatto in avanti, superando la soglia di oltre sessanta centimetri, poi, come segno di riconoscenza, si spostò sulla sinistra lasciando entrare Luca che fece chiudere il portoncino alle sue spalle.
“Grazie, io abito qui” disse Elena indicando una porta a pian terreno. Fu la seconda volta che uscì qualche parola dalla sua bocca e questo, Luca, lo memorizzò come si memorizza la propria data di nascita. Si era accorto del suo imbarazzo ma fece il possibile per rompere quel ghiaccio. “Ok, prego… comunque il mio nome è Luca, il tuo?”.
Elena era già intenta a litigare con la serratura della sua porta e sentendo quella domanda si voltò rimanendo con una mano attaccata alla chiave.
Lui, intanto, la fissava negli occhi tanto che dovette fare un attimo di riflessione per capire a quale domanda dovesse rispondere. Dopo un breve istante di confusione, riuscì finalmente a pronunciare sommessamente una risposta: “Elena! Mi chiamo Elena e sono nuova di qui… piacere.”.
Nel frattempo con l’altra mano era riuscita ad aprire la porta, così afferrò le buste ai suoi piedi e andò per entrare. Sapeva che prima fosse scomparsa dietro quella porta, prima sarebbe finita la tortura di un imbarazzo che, fin da piccola, non aveva mai amato. Luca, fortunatamente, indietreggiò e la congedò “Ah, piacere! Ci vediamo!”. Pochi istanti dopo, afferrando il poggiamano, partì energicamente per la prima rampa di scale.
La porta si chiuse e Luca memorizzò quel rumore.

Oggi pomeriggio dopo pranzo avevo mezz’ora di relax prima di rimettermi a studiare. Potevo dormire… però avevo voglia di scrivere questa cosa da un paio di giorni. Ecco, forse era meglio se dormivo. 😐

Ah, visto che inizia a farsi lunga… per non perdervi, ecco il primo e il secondo pezzo (wow, si sta facendo lungo… :-P).

Emanuele

PS: inizio ad aver chiaro cosa vorrei raccontare! 🙂

La dea Wind bendata.

Cambiando un po’ l’umore dall’ultimo post, visto che la giornata volge al termine e bisogna sapersi addormentare sempre sereni per ripartire il giorno dopo col doppio della grinta, cambiamo argomento…

Dunque, io l’ho sempre detto che la Wind mi ama!

Qualche giorno fa avevo ricaricato il cellulare. Solitamente sono abituato a fare ricariche da 5 euro perché ogni mese spendo pochissimo (a parte l’opzione Noi Wind SMS), però avevo ricevuto via e-mail l’informativa della promozione “Ricarica online e vinci” che mette in palio, settimanalmente, delle ricariche da 100€ a fronte di una ricarica minima da 10€.

Wind contest: Ricarica online e vinci

Senza contar di vincere, e dovendo ricaricare il credito necessariamente, mi son detto: “bah, partecipiamo, si vede che la prossima ricarica sarà tra parecchio…”.

E invece, guardate qui che sms ho ricevuto ieri pomeriggio:

Complimenti! E’ stato estratto vincitore del concorso Ricarica online e vinci! Le abbiamo accreditato sul suo telefonino una ricarica da +100,00 euro

Supercalifragilistichespiralidoso! :joy:

In pratica, considerate le mie abitudini, ho le chiamate gratis per oltre un anno! 🙄

Emanuele

PS: se non credete che mi ama, se credete che sia solo una mia mera illusione, beh… guardate qui: La Wind mi vuole bene!, Special Card Wind …gratis (per me :-P)!, La Wind è innamorata!, Altra offerta da Wind…, Nuovo regalo da Wind…, La Wind mi fa il regalo in anticipo…, Continua la saga: la Wind mi ama., Wind 6 SMS in regalo!, Wind, mia benefattrice segreta?, Wind: ma che ti ho fatto di… bene?!, Wind: straziami ma di offerte saziami!, Wind Silver 12 gratis., Wind mi regala Autoricarica 15+15.. Numero fortunello il mio, vero? 🙂

Mi scusi, non ho visto lo stop.

Periodo un po’ pesante questo. Per la prima volta una sessione d’esami si sta rivelando stressante. Sarà che, nonostante io continui a sorridere, è tutto il contesto ad esser poco sereno.

A casa le difficoltà continuano ad esistere, non ne parlo più qui non perché siano scomparse ma perché non mi piace venirmi a lamentare in continuazione… però mi sto facendo in quattro, ormai quella di alzarsi prima per aiutare è diventata una abitudine tanto quanto quella di andare a letto la sera per ultimo. E’ da Maggio che non mi fermo… e ieri dicevo a mia madre che in questi giorni sto sentendo una stanchezza fisica impressionante. Sento come non mai la necessità di avere un po’ la mente libera da impegni e pensieri, stare anche solo una settimana appollaiato da qualche parte senza far nulla. I miei amici non li vedo dalla scorsa settimana, mi sembra di starmi alienando.

Purtroppo però c’è poco da fare… o si stringono i denti adesso, o si butta via una sessione d’esame. Esami che fanno paura.

I miei non mi fanno pesare nulla, sanno (e lo vedono) che studio ogni giorno e se non andrà come desidero non avranno nulla da rimproverarmi… al contrario mi fanno coraggio e mi dicono di fermarmi proprio perché mi vedono abbastanza stanco.

Ieri sera, a mezzanotte, prima di rimettermi a studiare, sono andato nel balcone a respirare un po’ d’aria. Avevo la testa che, sopra il naso, mi faceva un male incredibile.

Sto facendo il possibile ma nella vita bisogna rendersi conto che non si può volere tutto. Ci sono periodi in cui ci si concentra meglio sullo studio e altri in cui bisogna dedicare maggiori energie ad altro.

Probabilmente questo è il secondo momento… e io, forse, non voglio accettarlo. Un po’ per orgoglio, un po’ per la mia SuperManu-ite che mi incita sempre a non arrendermi difronte alle difficoltà.

Stai sereno riguardo agli esami: fai tutto il possibile e poi affida tutto a Qualcun Altro. Non ti farà mancare il suo aiuto. In ogni caso stai per ora superando con il massimo dei voti e la lode l’esame più importante che è quello della vita, affrontando con determinazione, coraggio e amore ciò che la vita ti propone. E sai questa è la laurea più importante: tutto il resto è strumentale.

Mia zia, via e-mail.

Qualche giorno fa mia zia mi ha scritto via e-mail queste belle parole. Le ho portate dentro fino a stamattina… quando ho scoperto di non aver passato un esame.

Adesso mi faccio una bella dormita (negli ultimi due giorni ho dormito 10 ore in totale) e dopo pranzo raggiungo i  colleghi all’università. Non voglio arrendermi finché ce ne sarà la possibilità sperando che il corpo regga che le vacanze arrivino presto. Sono la cosa che più desidero al momento.

Emanuele

Belle.

Belle le ragazze coi sandali di cuoio ai piedi.

Sanno di estate, di acqua e sapone. Sanno di bicicletta, guance rosse e buon gelato.

Belle, ne ho viste un paio oggi in facoltà e mi son distratto.

Emanuele