#43: Professioni!

Io: il professore professa. Il calciatore calcia. L’architetto architetta. La ballerina balla. L’insegnante insegna. Il pescatore pesca. Il comandante comanda. Il militare milita. Il camionista… che fa?!?

Ingegnerite manifesta.

Stasera, buttando la spazzatura, ho visto uno scarafaggio seguire il bordo del marciapiede.

La prima cosa che mi è venuta in mente è stato un paragrafo del mio libro di robotica che prende in esame questo particolare comportamento proprio perché molto utile per dare una logica di base ad un robot che deve orientarsi in un ambiente.

Seguire i bordi o le pareti, allontanarsi sistematicamente da fonti di luce forte, è un ottimo metodo per conferire autonomia decisionale.

Assurdo. Mi son dimenticato di quanto facesse schifo. :timid:

Emanuele

Storie di Vespe e di parole.

Luca vide Elena per la prima volta, un giorno qualunque di tanti anni fa. Stava tornando a casa, con la sua vecchia Vespa, dopo una mattina piena d’impegni. Il sole sembrava splendere in maniera anomala per una giornata di primavera ma Elena, noncurante della temperatura, indossava un maglioncino azzurro a collo alto. Gli occhi, erano ciò che l’avevano colpito fin da subito. Non erano castani, non erano neri, trasmettevano un calore e un carattere tutto loro. Un ciuffo di capelli, sfuggito da una forcina rossa, le attraversava la pelle chiara della fronte e rimaneva appoggiato sul sopracciglio sinistro. Era questo il quadro che, nei pochi istanti in cui le andò incontro, si creò di lei.

Ancora in marcia sulla sua Vespa, tirò verso l’alto le sopracciglia accennando un saluto e continuò dritto, dando un leggero filo di gas. Elena rimase indietro con un paio di buste in mano. Era concentrata su ciò che avrebbe dovuto fare nel pomeriggio ma, quel saluto, la distrasse dai suoi pensieri. Era il primo ragazzo che incontrava da quando aveva traslocato nella nuova casa.
Neanche cinquanta metri dopo, Luca girò le chiavi, lasciando scorrere le ruote della Vespa ormai spinte dall’ultima accelerata verso il luogo cui era solito posteggiarla. Una piccola abitudine divenuta rito che aveva quel gusto di retrò che tanto amava vedere intorno a lui…

Ci sono volte che provi a rimetterti a scrivere… eppure a un certo punto l’ispirazione si spegne e non c’è verso di continuare. E alla lunga ti ritrovi con un file di testo pieno di spezzoni simili, di storie che iniziano bene ma che, come la Vespa di Luca, si spengono mentre cammini e finiscono per arrestarsi.

Esiste una soluzione a tutto questo? Qualche tempo fa avevo letto un paio di guide… anche perché credo sia impossibile scrivere un libro di getto, dalla prima alla quattrocentocinquantasettesima pagina, no? 😮

Emanuele

Che poi alla fine…

Alla fine se ti chiama un’amica che fai?

Non un’amica qualsiasi. Una amica con cui non scambi due chiacchiere serie da almeno tre anni. Un’amica con cui uscivi quando eri neopatentato ma che poi hai smesso di frequentare perché nella vita le strade si dividono e non c’è neanche da chiedersi un perché: accade e basta. Un’amica che ti ha sempre invitato ovunque ma che non hai mai degnato di una chiamata -fino alla scorsa settimana – tanto che aveva smesso di cercarti.

E stasera che fa? Ti cerca e ti dice “ohi Manu, ti va di farti un giro? Non facciamo tardi!”.

E così i tuoi programmi cambiano. Non mi andava di dirle di no, è sempre stata così gentile con me.

Ho annullato lo studio (in fin dei conti il mio dovere oggi l’avevo fatto abbastanza), ho preso la macchina, ho preso lei e una sua collega e siamo finiti in centro.

Adesso sono già a casa… perché in fin dei conti domani si studia e qualche oretta di sonno va fatta, però mi sono divertito. L’aria era buona, la birra – rossa da 40 cl in un bicchiere alto e stretto – era gustosa e fresca al punto giusto… e c’è stato il tempo di aggiornarsi su mezzo secolo di storia contemporanea. 🙂

Bello, domani mattina si torna a studiare all’università, così adesso chiudo gli occhi e cerco di moltiplicare le ore di sonno per 2, elevarle al cubo e metterle -infine – come esponente di e.

Ho un sonno che tende a più infinito.

Emanuele

Il meteorologo del mio Stivale…

Stamattina mentre correvo verso l’università, la radio mi ha dato il buongiorno.

Sole su tutta la penisola. Una bellissima giornata estiva con tendenza all’aumento delle temperature nei prossimi giorni.

Bello, bellissimo. Mare, sole, spiaggia, relax. Tutta l’Italia così. Infradito, costume e magliettina.

Io dieci minuti dopo ero in biblioteca, con l’aria condizionata – è vero – ma con “enne” libri, quaderni e appunti davanti.

Fino alle 18 e 30 ovviamente. 😐

Per concludere in bellezza, stasera rimango a casa a studiare… evito di uscire per recuperare. Sono un po’ indietro rispetto alla “tabella di marcia” che avevo previsto ma il mese scorso il trambusto ha sconvolto, inevitabilmente, un bel po’ di cose.

Domani mattina nuovamente in facoltà, ovviamente nel tragitto ascolterò un CD. 😉

Voi vi siete stesi come lucertole da qualche parte?

Emanuele

Pimp my house!

Ieri sono andato a letto con queste due foto in testa.

Ingresso casa Milano Finestra casa Milano

La casa è pronta, c’è già il telefono e stanno arrivando i letti e la cucina!

Di foto in questi mesi, durante i lavori, ne ho viste varie ma ieri era la prima volta che vedevo il risultato del parquet… ne avevo sempre sentito parlare e, comunque, secondo mia sorella più piccola (autrice delle foto) la casa dal vivo è ancor più spettacolare e luminosa.

Gli architetti di casa (mia sorella e suo marito) c’han dato dentro: zona giorno divisa dalla zona notte, soppalchi, porte a scomparsa, lavanderia separata…

Oh mio Dio. Non sapevo dire altro… e poi, si vede tutta Milano da quella finestra! :joy:

Cavoli, ma è davvero casa mia quella che spunta da quella porta?!?! Me lo date un pizzicotto?! 🙂

Emanuele

PS: per risparmiare, la tinteggiatura è opera di alcune notti di lavoro (di giorno si studia!) di mio fratello e mia sorella (si sono proposti loro). 🙂