Da piccoli l’estate durava quattro mesi. Giugno, Luglio, Agosto, Settembre. Oggi pomeriggio riflettevo su questa cosa.
Ricordo che alle elementari tornavo in classe, e non scherzo, con la mano che mi tremava perché non era più capace di scrivere.
Non toccavo praticamente una penna per mesi.
C’era l’aria di campagna, c’era la bicicletta. C’era mio fratello e i pomeriggi passati insieme a correre qua e la, ad inseguire le rane in uno stagno (sisi, bellissimo) e poi c’erano i nostri due posti su un albero. Era così comodo che ci andavo persino a leggere.
Ah, e poi c’erano i fichi e le more. Spettacolari. Percorrevamo una stradina e non la abbandonavamo finché tutte le more raggiungibili non fossero state mangiate.
Ecco, adesso l’estate… quando arriva?
Sono tornato dall’università alle 19 e alle 21 ho una riunione scout. Domani mattina alle 9 si torna a studiare e si rimane li anche per pranzo.
Niente more, niente fichi, niente rane, niente corse, niente bicicletta.
Niente.
Però almeno a Settembre saprò ancora scrivere, oggi ho finito l’ennesimo quaderno. 😐
Emanuele