Amico: Manu, dovresti cercare un po’ di musica di sottofondo.
Io: ah… dovrei avere qualcosa, è stato a Sanremo l’anno scorso, vero?!
Amico: Manu, dovresti cercare un po’ di musica di sottofondo.
Io: ah… dovrei avere qualcosa, è stato a Sanremo l’anno scorso, vero?!
L’ago, punge.
Emanuele
Questa volta chiedo aiuto a voi.
Mi sono informato un po’ e questi puntini che vedete sulle foglie dell’Anubias del mio acquario dovrebbero esser dovuti ad una muffa che si sta espandendo, probabilmente per l’eccessiva esposizione alla luce.
Da tre giorni ho ridotto di un’ora la giornata solare dell’acquario (ho portato il timer a 7 ore e 30) perché potrebbe favorirne la morte, però non so se sia necessario far altro. Nei prossimi mesi inizierò a valutare gli effetti di questa modifica.
Le piante continuano a crescere mettendo foglie nuove e sinceramente per tanti mesi ho creduto fosse il deposito della sporcizia (invisibile all’occhio) dell’acqua dell’acquario (che ho sempre messo d’osmosi).
Sapete darmi qualche altra informazione? C’è qualche biologo o qualche esperto d’acquari tra voi?
Un po’ di muffa (o alghe, non so come definirla) in realtà c’è anche sulla pietra (e sulle anforette in terracotta), però, ripeto, credevo fosse tutto naturale.
Non c’è mai sporcizia sui vetri, non si opacizzano mai né trovo quella muffa verde tipica degli acquari non curati. Semplicemente la domanda è… è normale che le foglie col tempo diventino così?
Emanuele
La fate una preghierina per me? Ho paura d’essermi fatto abbastanza male.
Sto andando dal medico per farmi prescrivere una radiografia alla schiena… 🙁
Emanuele
Aggiornamento del 23 Novembre 2009, ore 17:22:
Fortunatamente non è nulla di grave… solo una grande contrattura muscolare. Una settimana di iniezioni (mattina e sera! :-|) e tanta pazienza. Al momento non riesco neanche a piegarmi in avanti fino a raggiungere con le mani le ginocchia. E’ assurdo come sia bloccato… e fortunatamente non c’entra la palestra (anche perché, per via degli esami, non ci vado da lunedì scorso…).
Come sapete studiare Elaborazione delle immagini digitali mi è piaciuto parecchio. E’ stato interessantissimo scoprire tutti i metodi usati per gestire le immagini da parte di un calcolatore. Qualsiasi operazione, anche la più semplice, è frutto di operazioni ben ponderate. Una su tutte? Lo zooming di una immagine.
Siamo abituati a cliccare sui tastini “+” o “-” del nostro visualizzatore d’immagini che non pensiamo mai che scelte debba fare un sistema operativo per soddisfare la nostra operazione.
Una delle più basilari tecniche di zooming prevede il raddoppio delle linee e delle colonne della matrice di uscita e l’assegnazione ad ognuna di queste nuove celle di un nuovo valore che, presumibilmente, dovrà rispecchiare quelli dell’intorno corrispettivo nell’immagine di partenza.
Tutto avviene in pochi istanti tanto che nessuno immagina ci siano calcoli matematici da eseguire (anche se per immagini di grandi dimensioni qualche rallentamento si è abituati ad avvertirlo).
L’esercizio in MATLAB che mi è stato richiesto durante l’esame era di una semplicità spiazzante. Mi ero preparato a equalizzazioni o cose molto più complesse, quando mi sento domandare: “Prese due immagini in bianco e nero (non scala di grigio!), sa generare una nuova immagine contenente le parti in comune?”.
In pratica dovevo fare l’intersezione tra due insiemi con area non nota.
Ho guardato il professore un po’ sorpreso perché sapevo che tradurre la richiesta in codice era una semplice riga ma tant’era la richiesta.
La vera potenza di MATLAB nel gestire matrici è che, il più delle volte, non è necessario effettuare cicli (come faremmo in altri linguaggi di programmazione quando incontriamo array mono o multi dimensionali) per effettuare il confronto dei valori. L’importante è che le due matrici abbiano dimensioni identiche (ma è banale renderle tali: vedi il reshaping di una matrice).
Comunque, il codice per trovare l’intersezione è questo:
% Chiamiamo le immagini di partenza im1 e im2
% (che possiamo aver letto da file o generato durante un programma)
% e im_out l'immagine di uscita
im_out = im1 & im2;
% Ho già finito, mostro l'output.
imshow(im_out);
Ho usato un confronto booleano* tra le due matrici e assegnato il valore alla matrice im_out. Avrei potuto eseguire l’esercizio tramite un ciclo for che scansionava righe e colonne, ma come dicevo, avrebbe sminuito l’efficienza di MATLAB.
L’esercizio era persino più banale di quello dell’altra volta in cui avevo specchiato un’immagine! 🙂
Emanuele
Stasera, mentre aspettavo in macchina che tornassero i miei dalla Messa, con il MacBook tra le gambe e quel progetto in java da portare avanti, ripensavo ad una bella frase di Tiziano Terzani.
Tornato a casa sono andato a rileggermela.
La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. E’ più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è speranza. E’ difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.
Tratto da: “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani
Forse è proprio così che sono in questo periodo. All’erta. Cerco di rendere tutto perfetto perché non voglio ci siano errori che possano complicarmi la vita.
La voglio semplice… e me la rendo tale. Mia cugina mi ha detto che per il mio ottimismo, potrei essere benissimo il fratellino di Pollyanna. E Pollyanna ve la ricordate tutti: era quella bambina che persino ridotta in sedia a rotelle non perse mai l’entusiasmo grazie al “gioco della felicità” insegnatole dal padre, tanto da tornare a camminare.
In realtà, esiste persino la sindrome di Pollyanna. Io però le difficoltà le vedo, semplicemente voglio correre sul prato anch’io. 🙂
Mi piace troppo il profumo dell’erba calpestata…
Emanuele
Non ho prove certe di quanto penso, però sono convinto che a Berlusconi facesse bene uno scandalo mediatico che coinvolgesse esponenti della fazione opposta (o comunque distanti abbastanza dai suoi giri).
Sia perché nessuno parla più delle veline di Silvietto (e delle sue prestazioni…), sia perché adesso può permettersi di affermare che ha una maggioranza compatta che governerà fino a fine legislatura.
Un colpo di fortuna ben condito e forse uscito anche al momento giusto (visto che diceva di esserne informato da tempo).
E’ un po’ come il prestigiatore che per distrarre la folla e permettere alla donna chiusa nella teca di scappar via, inizia a muoversi davanti con gesti ben studiati, catturando l’attenzione degli spettatori.
Non ho certezze, ma come dice un vecchio detto “a pensar male ogni tanto ci si azzecca!” e il fatto che siano già scappati due morti sicuramente mostra che quella di Marrazzo non era una semplice fantasia erotica soddisfatta a caro prezzo.
C’è tanto altro che probabilmente non sapremo…
Emanuele