Furbo come una volpe.

Lo scorso weekend ho accompagnato una squadriglia per una attività in un bosco poco fuori Palermo (a Marineo per la precisione) e mentre mi godevo una giornata di relax, distante dal cemento e dal traffico mi son reso conto che la vita in città non solo ci allontana dalla natura ma… ci renderà persino più poveri di linguaggio.

Prato della Massariotta

Le ragazze che ho accompagnato (età 11-15 anni) non hanno mai visto una volpe o un istrice, non vedono neanche così spesso una mucca e qualcuna di loro aveva persino paura delle farfalle… nonostante ciò sono state due giorni nel bosco, sono andate in perlustrazione (semplifico il racconto per i non scout) da sole e son tornate quando era già buio.

L’esperienza vissuta le ha entusiasmate tantissimo e in quei momenti io non potevo che apprezzare il metodo scout e la sua completezza nella proposta educativa (non solo attività *di crescita* vissute tra le mura delle sedi delle varie associazioni ma vita all’aria aperta in piena regola).

Sottobosco castagni Farfalla in mano Pali e castagne

Allo stesso tempo riflettevo su quanti modi di dire della nostra vita quotidiana stiano perdendo significato per via del nostro continuo distacco dalla natura. Un tempo per il contadino e per tutta la sua famiglia era chiaro perché la volpe fosse furba o perché l’asino un somaro o  la capra cocciuta, ma oggi? Quanti ragazzi saprebbero immaginare realmente perché un orso sia un giocherellone mentre un lupo un solitario?

La saggezza nata dall’esperienza della vita vissuta è trasformata sempre più in nozioni da apprendere tramite figure su carta. Quant’è triste tutto ciò? Quel che un tempo si imparava semplicemente vivendo adesso va – forzatamente – inserito nel nostro cervello, senza… naturalezza.

Lo scoutismo non è sicuramente la soluzione al problema ma, quantomeno, garantisce ai ragazzi delle occasioni di contatto con qualcosa di fondamentale per il futuro dell’intera razza e permette anche di interrogarsi su cose che spesso pronunciamo con automatismo. La natura ha le sue regole ed è vero che la volpe è furba ma… quant’è bello capirne il perché senza leggerlo su un libro?

Emanuele

Script bash per il totale della propria spesa mensile :o)

Era fine mese, dovevo tirar le somme delle mie spese mensili e non mi andava – minimamente – di prender la calcolatrice e iniziare a scrivere le cifre, una per una col rischio di saltarne qualcuna, così ho aperto un editor di testo e ho scritto questo misero script in bash per calcolare la spesa totale.

#!/bin/sh
cat ~/Documents/spesa_mensile.txt | awk -F€ '/^[^a-z,A-Z].[^+]*$/ { spesa += $1 }
{ if(NR==1) mese=$1
if (mese == "NOVEMBRE" || mese=="APRILE" || mese=="GIUGNO" || mese=="SETTEMBRE") giorni="30"
	if (mese == "FEBBRAIO") giorni="28"
		else giorni="31"
}
END { print "La somma per il mese di", mese, "è", spesa, "€...\nLa spesa media è di", spesa/giorni,"€ al giorno." }'

Ogni mese mi basta scrivere un file in questo modo:

FEBBRAIO
0,10 € Busta lettera
0,60 € Francobollo
4,5 € Carne
11,65 € Spesa GS
0,80 € Pane
5 € benzina Vespa

Il risultato è a portata di shell

Script bash per il calcolo della spesa mensile

Il fatto è che un ingegnere informatico non prende la calcolatrice. La crea. 😉

Emanuele

PS: se volete usarlo tenete a mente che la prima riga va riservata al mese (lo script la usa per riconoscere i giorni di cui è composto per effettuare la media) per il resto potete scrivere ciò che volete basta che usate quell’ordine e che nominiate il file spesa_mensile.txt

Ingressi e uscite.

A Febbraio ho preso 4 caffè e comprato 28 panini (bocconcini siciliani). I panini li compro sempre a due a due, così, in media ho mangiato pane una sera si una sera no senza neanche rendermene conto.

Ah, ho fatto rifornimento di metano alla Panda appena 3 volte (23 euro in totale per 525km).

Da quando son solo devo tener conto di quanto spendo e per cosa e mi sono accorto che a fine mese il file che utilizzo si riempie di statistiche carine, ecco tutto. 🙂

Emanuele

‘a famigghia.

Qualche giorno fa mia zia mi ha detto “non ci siamo mai visti tanto spesso come in questo periodo…”, questo perché da quando vivo solo si è creato una sorta di impegno: un giorno alla settimana, volenti o nolenti, ci si vede per pranzo (vado io da lei…).

E’ bello. Se prima c’erano i genitori da seguire*, adesso che c’è più tempo per gestire altre cose, è un piacere immenso potersi dedicare a questo.

Rimane pur sempre un giorno alla settimana, però ogni settimana, questo piccolo rito fa piacere, fa sentire l’aria di casa. Faccio il resoconto della settimana, lei mi chiede se mangio, se ho sentito i miei, se ho bisogno di qualcosa (puntualmente torno a casa con un po’ di frutta, qualche carciofo, spinaci e cose di questo tipo…) e come vanno gli studi.

Inoltre c’è il piacere di fermarsi e pranzare con calma. Non alzarsi 30 secondi prima dell’ultimo boccone per correre al volo verso qualche impegno o bere mentre ci si re-infila le scarpe.

E’ una pausa settimanale piacevole come un dolcino in bocca. 🙂

Emanuele

Questo è il tempo di saltare…

Una volta chiesi una biciclettina acrobatica. E oggi? Oggi, che dovrei chiedere? :joy:

Ieri ho fatto il monello. Ho fatto un esame e non ve l’ho detto… avevo voglia di cullarlo prima di vederlo esplodere in mille colori.

Oggi sono arrivati proprio quei colori. I colori di una materia che avevi già rifiutato perché volevi di più.

Una materia con un ventisette confermato dal professore mentre scendi per le scale insieme a lui. 🙂

Qualcosa che è incredibile da raccontare e ancor più bello da considerare realtà.

Intanto è qui… e così anche Febbraio (che era già iniziato con due notizie che valevano diciottomilaseicentocinquantatré settimane di felicità) finisce col sorriso sulle labbra.

Sto scrivendo una storia che… un giorno voglio fare a gara con Edward Bloom, il protagonista di quella fantastica storia che è Big Fish (vedetelo, vedetelo, vedetelo!). 🙂

Emanuele

PS: per “festeggiare” ho passato il pomeriggio a studiare e stasera avrò una riunione scout… 😐

Metti le stelline su iTunes con I love Stars!

Qualsiasi mac user con una bella playlist su iTunes potrà comprendere la mia difficoltà nell’assegnare le stelline di gradimento ad ogni singolo brano. Attualmente il mio iTunes conta oltre 45GB di musica suddivisi in oltre 8000 brani (cosa che, in effetti, mi impressiona non poco…).

A Settembre dell’anno scorso mi ero già lamentato del problema e, pazientemente, mentre lavoravo cercavo di ricordarmi di controllare se l’mp3 in riproduzione in quell’istante fosse già stato classificato o meno.

La strada verso il completamento è ancora distantissima però da qualche giorno, con I love Stars ho velocizzato l’operazione.

I love Stars - Software per iTunes

Il software in questione aggiunge alla barra di sistema di Mac OS X una piccola area in cui selezionare al volo le stelle di gradimento del brano! Cliccando col tasto destro, inoltre, è possibile vedere titolo e autore del brano e impostare un paio di preferenze.

Semplice, leggero e funzionale. 🙂

Emanuele