Save the Children: “Ricordiamoci dell’infanzia”.

Questo è un articolo sponsorizzato, ma sono libero di esprimere la mia opinione.

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Mi è stato chiesto di parlarvi di una iniziativa di Save the Children titolata “Ricordiamoci dell’infanzia” e, nonostante il pochissimo tempo libero che mi rimane in questo periodo, ho pensato di non potermi tirare indietro. Sono cresciuto pensando che la povertà non sia da cercare distante ma che – situazioni di disagio e degrado – si possano facilmente trovare a due passi dalle case in cui abitiamo. Sono stato in Africa la scorsa estate, non per cercare una realtà “da terzo mondo” in cui spendermi (sebbene poi sia inevitabile farlo) quanto, più che altro, per assorbire il più possibile da una società differente dalla nostra.

Save the Children - Campagna: "Ricordati dell'infanzia"

Save the Children con la campagna “Ricordiamoci dell’infanzia” fa un passetto in più: non vuol preoccuparsi semplicemente dei bambini disagiati di oggi ma di quelli che, in futuro, potranno esserlo per via di politiche non orientate allo sviluppo. Si calcola ad esempio che solo un bambino su dieci figlio di un genitore non diplomato riuscirà a laurearsi: gli altri nove sono destinati a rimanere culturalmente indietro trasformandosi col tempo in soggetti a più forte rischio di indigenza.

L’appello che potete sottoscrivere (qui trovate il manifesto) invita l’attuale Governo ad avviare un percorso delineato da tappe misurabili per costruire un futuro diverso per i più piccoli. L’iniziativa presumo voglia esser distante da qualche credo politico e così va intesa non come un attacco quanto come una domanda di ulteriore attenzione verso questi problemi. Penso possa essere una bella cosa, specie in questo periodo in cui si sta tentando di risanare il paese e le strategie per farlo sono tutte in costruzione.

Emanuele

PS: per l’occasione Save the Children ha realizzato anche un video in cui Mario Monti viene interrotto da un bambino durante una conferenza stampa…

Condivisione.

– Come si trova un posto per crescere, Enaiat? Come lo si distingue da un altro?
– Lo riconosci perché non ti viene voglia di andare via. Certo, non perché sia perfetto. Non esistono posti perfetti. Ma esistono posti dove, per lo meno, nessuno cerca di farti del male.

Tratto da: “Nel mare ci sono i coccodrilli – Storia vera di Enaiatollah Akbari

Così, tra questa immensità, s’annega il mio pensiero.

Emanuele

Pizzicotti.

La vita è come una scatola di cioccolatini! Non sai mai quello che ti capita.

Tom Hanks, nel film “Forrest Gump” di Robert Zemeckis

Sdraiato sopra un letto a pancia in su, con i piedi fuori, fermi, gravi, per via delle scarpe ancora indosso che non raggiungendo il pavimento volano. Sorpreso, con due occhi aperti fisso il cielo. Anelo un pizzicotto.

Emanuele

Meraviglia.

Perso. Irrimediabilmente smarrito nell’istante in cui un martello, di degna fattura, infrange con violenza una delicatissima campana di vetro. L’urto genera onde. Le onde, il mare. E’ tutto ancora fermo quando le vibrazioni decidono di svegliarsi, di far capolino, di donarsi attraverso un tremito inconfondibile. Onde, mare, mare, onde. Perso. Non so più chi sono, non so più dove sono ma so che ciò che voglio è così grande da farmi paura. Io, una torta così, non l’ho mai vista. Io, una torta così, non l’ho mai mangiata né mai ho osato chiederla in dono (sarebbe troppo, sarebbe troppo…). Eppure l’istante è lì, visibile ed invisibile allo stesso tempo. Perché l’istante sfugge, ma l’attimo è eterno. Tutto è rosa, bianco, blu, verde, marrone, giallo, rosso, argento e amaranto. Amaranto. In realtà, è lo stupore a fregarmi. Non ho difese contro la meraviglia.

Emanuele

Google Drive.

Dai che è la volta buona che Google analizza, indicizza e conosce il contenuto di qualsiasi nostro file personale.

E’ esattamente la feature che desideravamo da tempo, no?

Emanuele

Per aspera sic itur ad astra.

Palermo con sfumature sul giallo

Potrai perderti, potrai partire, ma il giallo, sarà sempre lì ad attendere il tuo ritorno.
Per decadi e decadi.

Emanuele

PS: e siccome son buono, vi dico che la parola giallo – lì, al centro della foto e della frase – non è assolutamente casuale.

iFeelCUD 2012.

Questo è un post sponsorizzato ma sono libero di scrivere quel che penso.

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Un paio di settimane fa, la segreteria dell’azienda in cui lavoro mi ha consegnato il modulo CUD. Da bravo ignorante (ahimé) è rimasto sepolto nella mia borsa da lavoro fino a ieri quando ho trovato la pazienza di curiosare in quella busta sigillata. Devo ammettere che, ogni anno, dedicarmi agli aspetti burocratici del mio reddito è qualcosa che tento di procrastinare il più possibile e credo di non essere il solo a viverla così.

Quest’anno però, vengo a sapere di una curiosa iniziativa della Chiesa che tenta di coniugare la necessità di esser ligi ai propri doveri alla possibilità di finanziare in maniera diretta la propria realtà parrocchiale. L’idea battezzata “I feel CUD” si ripresenta dopo un primo tentativo sperimentato l’anno scorso attraverso un sito vicino al mondo dei giovani (l’iniziativa è pensata per i cittadini tra i 18 ed i 35 anni ma richiede il coinvolgimento del proprio parroco) e funziona in maniera molto lineare: ogni realtà parrocchiale può preparare e proporre un project plan (con annesso video) riguardo un progetto che vuol realizzare.

Operazione ifeelCUD 2012

Per ricevere un budget però non è sufficiente sfornare una bella idea ma è necessario presentare quanti più moduli CUD possibili con destinazione dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica. La somma di denaro assegnabile al proprio progetto viene calcolata dal sistema proprio attraverso il numero dei partecipanti. Esistono 5 categorie cui presentare il proprio progetto e per ognuna di esse verrà selezionato un vincitore che riceverà la somma prevista sotto forma di pagamento delle fatture necessarie per la realizzazione dell’idea. La classifica è pubblica ed esiste anche un premio di 1000€ per il miglior video presentato. Si può partecipare fino al primo Ottobre 2012 e il progetto dovrà essere realizzato entro i 12 mesi successivi.

Personalmente reputo l’esperimento qualcosa di molto interessante perché coniuga i bisogni di una comunità alla regolarizzazione dei propri bilanci che, lo sappiamo tutti, in tempi difficili come questi possono rappresentare un bell’esempio contro l’evasione fiscale e credo che, anche chi non è d’accordo nel destinare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica non potrà che riconoscerne i risvolti positivi.

Emanuele

PS: Per compilare correttamente il modulo CUD è possibile rivolgersi a qualsiasi agenzia CAF della propria città!

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