Qui lo dico e qui lo nego…

Nipotino mio, queste cose te le dico ora perché quando sarai più grande sono sicuro che sarò un po’ più maturo e non avrò più il coraggio di confessartele (e quando mi chiederai di questo post probabilmente tenderò a dirti che ero fuori di me…).

GODITI LA VITA. E quando dico goditi la vita, intendo proprio nel senso più bello, pieno e profondo del termine. Non avere limiti e non accettare troppe volte quelli imposti dagli altri. Ascolta la tua testa che non sai mai dove potrà portarti e nessuno in fondo lo sa finché non ti vedrà arrivare.

Le ragazze, non idealizzarle troppo. L’amore esiste ma tu fa finta che sia una cosa che arriva dall’alto e che non dipende da te. Non ti dico di trattare le ragazze come un oggetto ma magari la mattina dopo usa la classica scusa del “vado a comprare una cosa e torno…”. Sono esperienze. La prima, la seconda, la terza… ma anche la quarta e la quinta. Tutte e-s-p-e-r-i-e-n-z-e. Vivile e cerca di catturare da ognuna di esse qualcosa… ma non rifletterci neanche troppo. Prima o poi arriva quella giusta e solo allora dovrai esser furbo da non fartela scappare. Le altre salutale che non val la pena perdere troppo tempo. Non idealizzare troppo, e non immaginare minimamente d’essere tu il prescelto che la prima che bacia è quella giusta. La fortuna non esiste ma dovrai costruirla!

Le pazzie, diamine, falle! Si vive una volta sola… se ascolterai sempre tua madre o tuo padre sarai un buon figlio ma ti perderai tante cose. Rischia, con intelligenza, ma rischia. Anzi, ubriacati. Il vino è il nettare degli Dei… vorrai vivere senza averne assaggiato a sufficienza?

La scuola saltala quando ti gira o quando non hai studiato. La vera maestra di vita non è quella ma la strada. E’ li che imparerai a rapportarti realmente con gli altri e questa capacità sarà una delle più utili nel tuo futuro come in quello di chiunque altro. E poi “non ho studiato” non esiste. Perché ogni momento che vivrai ti insegnerà qualcosa… persino quel pomeriggio passato sul divano contando le mosche che circolano al centro della stanza chiedendoti perché debbano esistere in tale quantità (a tal proposito, se ne trovi la spiegazione corri a svelarmela…). Quindi ozia e gioca a catturarne il senso.

Non fumare che non c’è nulla di buono nel fumo ma abbi la curiosità di scoprire. Sapori, odori, luoghi… non pensare mai d’aver visto tutto e non fidarti di chi ti dice che non c’è nulla da vedere.

Se vuoi correre in macchina… fammi un fischio. Ti insegno due o tre cosette e poi ti faccio pure da co-pilota. Vanno benissimo le strade di montagna piene di curve che il vero divertimento non è la velocità massima ma la serie di tornanti con le marce da scalare e le traiettorie da definire in mente 250 metri prima. Visto che ci siamo, cerca di innamorarti di un’auto o di una moto prima possibile. Così andremo d’accordo molto più facilmente…

Infine, quando ti accompagnavo al parco sappi che non era affetto… così mi devi già un bel po’ di soldi. Adesso non chiudere questa pagina fischiettando come se nulla fosse e inizia a sganciar la grana.

Altrimenti dico tutto alla mamma. 😉

Emanuele

Gravità.

Non voglio invecchiare solo. Da ciò che vivo cerco sempre di cogliere un insegnamento e il silenzio della casa di questi giorni mi sta facendo riflettere su quanto si possano sentire sole certe persone. Quelle persone che poi si buttano tra i binari della metro. Proprio quella metropolitana che li trasportava da un lato all’altro della loro città. Da casa al lavoro e viceversa. Mai una fermata in più, mai una in meno.

Chissà quale sia il loro ultimo pensiero. Chissà cosa passa per la mente di questi individui mentre scendono – silenziosamente – le scale mobili di quella fermata. L’ultima.

Eppure hanno un lavoro, una casa, uno stipendio. Apparentemente diresti sempre che sono “messi bene”.

Una sera di Maggio, a Milano, ho visto in un ristorante un uomo sulla quarantina, ben vestito, cenare da solo in un ristorante molto elegante. Chissà, magari era solo una fortuita coincidenza, magari era l’unica cena da solo della sua vita, eppure a me, quella scena, ha messo tristezza.

Non voglio arrivare a quarant’anni, entrare in un ristorante, ordinare un primo ed un secondo e non avere nessuno con cui parlare.

Io credo sempre che il futuro vada costruito. Credo che quella pazza decisione di uccidersi di certe persone sia anche frutto delle loro scelte poco oculate fatte gli anni prima, quando la carriera è stata messa su un piedistallo e tutto il resto era un contorno. A un bivio non si arriva mai senza aver percorso prima una strada.

Preferisco rimanere povero, vivere senza la bella camicia o il bel lavoro ma… no, non invecchierò solo.

(Anche perché sentire la lavatrice centrifugare mentre rifletti non è il massimo).

Emanuele

Il miglior governatore.

Se mi fosse concesso come a Sancio Panza scegliermi un regno, non sarebbe un regno marittimo—o un regno di neri con i quali fare qualche penny——no, sarebbe un regno di sudditi che ridono di cuore: E poiché le passioni biliose e più saturnine, creando disordini nel sangue e negli umori, hanno una cattiva influenza, a quanto vedo, sul corpo politico quanto su quello naturale,—e poiché niente all’infuori dell’abitudine alla virtù può dominare completamente quelle passioni, e assoggettarle alla ragione—aggiungerei alla mia preghiera—che Dio conceda ai miei sudditi la grazia di essere SAGGI quanto sono ALLEGRI; e sarei allora il più felice dei monarchi, e loro il più felice dei popoli sotto il cielo.—

Tratto da: Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Laurence Sterne

Il sogno dell’uomo non dovrebbe essere quello di viaggiare avanti e indietro nel tempo bensì quello di poter trasportare l’ambientazione descritta da un libro nel mondo che lo circonda. Non vi è alcun bisogno di curiosare qua e là nello spazio-tempo quando di condizioni auspicabili ne ha già create a dismisura da averne persino l’imbarazzo della scelta. Non trovate?

Emanuele

Google e le casalinghe.

Ti accorgi che gli utenti del web son tutti casalinghe e casalinghi quando leggi milioni di articoli circa gli sfondi più o meno piacevoli della homepage di Google e giusto un paio sull’introduzione della versione HTTPS che rappresenta un bel passo in avanti verso un web in cui le informazioni che voglio far sapere arrivano solo al diretto interessato.

La differenza tra HTTP e HTTPS (lezione per le casalinghe…) è paragonabile a quella di due camion che trasportano le vostre foto più intime: il primo ha le pareti in vetro e tutti vedono al suo interno, il secondo è blindato e solo chi le riceverà potrà “apprezzarle”. La vostra banca online – da sempre – usa il protocollo HTTPS perché deve garantire che nessun altro legga le vostre pagine. Usando Google in HTTPS potete star certi che nessuno (oltre Google) possa conoscere le ricerche che fate. Né il vostro vicino smanettone, né il vostro provider (e non pensate “ma tanto cerco solo il biglietto per le vacanze” perché sono informazioni utili a profilarvi…).

Capite perché mi si storce il naso quando sento discutere – a dismisura – degli sfondi?

Emanuele

PS: se ancora non è chiaro, e avete Google come homepage, cambiate l’indirizzo in https://www.google.com (c’è la “S” in più…).