Il paese delle meraviglie…

Sono appena tornato dalla fiera di Milano per il Salone del mobile.

Appena ho tempo vi racconto meglio… intanto, guardate questa sedia. A me ha ricordato tantissimo Alice nel paese delle meraviglie e la sedia di quella regina malvagia.

Salone del Mobile Milano - Sedia argentata

Guardatela bene… e poi magari cliccateci su. Non sarà una meraviglia, ma senza dubbio ci sarà una sorpresa per voi.

E stasera, giusto per continuare il tema delle fantasie… andrò ad una festa vestito da idraulico. 😀

Domani mattina torno a Palermo e vi racconto meglio…

Ciao a tutti,

Emanuele

Giusto per riempire il tempo…

Qualcuno mi ha detto che in questi giorni milanesi, sto scrivendo di più.

E’ vero… ieri sera mi sono accorto che in questi giorni il cellulare l’ho guardato pochissimo.

Tutti gli impegni della settimana li ho felicemente ignorati e l’agenda li ha fatti scorrere uno dietro l’altro.

Adesso mi trovo in uno studio d’architettura. Parquet chiaro a terra e poi tutto bianco, arioso e luminoso. Davvero molto bello.

Sto scrivendo un po’ per riempire il tempo… se il tempo mi da tregua vorrei farmi un giro in centro, e così, giusto per scrivere un’altra cosa inutile, penso che il mio Mac si trovi nel suo mondo in questo locale arredato in modo così minimale.

Da vero geek ho visitato la sala server (configurata secondo me “alla cazzo di cane”), però il fatto che il tecnico venga pagato intorno ai 2.000€ al mese mi fa sognare parecchio. Se questo tizio è pagato così profumatamente per impostare le cose in questo modo… giusto per farvi capire, nei due piani dello studio ci sono circa 250 porte ethernet. Lo switch non è completamente mappato e così usano solo le 24 porte disponibili ed a turno staccano ed attaccano i cavi per abilitare le prese…!!! 😮

Un paio di colleghe di mia sorella mi han chiesto se fossi interessato al posto. Ho detto che preferisco laurearmi prima… anche se sono sempre più sicuro che il lavoro non mi mancherà.

Il geek che è in me è uscito anche sull’autobus. Non sapevo a quale fermata dovessi scendere, non ero mai venuto da queste parti e così, l’unico metodo per non sbagliare fermata era iniziare a controllare tramite GPS la posizione dell’autobus. 😎

Valle a spiegare certe cose a mia sorella… “come hai trovato la fermata corretta?”. Ho tagliato corto, scommetto che dirle “ho collegato via bluetooth il cellulare al mio modulo GPS che avevo nello zaino ed ho iniziato a controllare il percorso fatto dall’autobus sulle mappe che ho installato sul cellulare e poi ho impostato la via ed il numero civico per scendere alla fermata più vicina…” non mi avrebbe risparmiato da una mala-risposta. 😛

Ah… giusto per chiarire una cosetta. Non ho nulla contro i gay, però… come cavolo fai ad uscire con un jeans blu puffo e taglio a sigaretta? Mi sembra volgare tanto quanto una donna piena di trucco…

Che cosa strana la stravaganza. Che strani questi architetti, continuo a ripeterlo.

Cambiando discorso, prendo la bici o vado a piedi? Sono indeciso… la bici che c’è nello studio è da donna (ma mi frega ben poco…) il vero dubbio piuttosto è il tempo. Pioverà oppure no?

Mamma mia… questo post è una vera schifezza. Sapete cosa mi ricorda però? Mi ricorda quando, da piccoli, si andava a trovare i genitori a lavoro e uno dei metodi per passare il tempo era o disegnare, o iniziare a giocare con qualcosa. Da mia madre trovavo le macchine da scrivere… da mio padre una sala computer con dei 486 primordiali. Beh li ovviamente era stupendo arrivare con il floppy per giocare a Grand Prix a colori… abituato com’ero allo Sharp

Ho beccato una wireless Telecom, ringrazio ufficialmente questo stupido che non ha protetto la propria connessione. Volevo tentare di collegarmi alla wireless del Parco Sempione (così adesso vedete in che zona mi trovo…) ma dallo studio sfortunatamente il segnale arriva troppo debole.

Piuttosto, se volete cazzeggiare un po’ anche voi, guardate la foto di questa bambina nata con due facce. In India viene venerata come incarnazione di quel dio-elefante a due volti… Se cercate su Google trovate tani altri risultati a proposito. Shockante! Mangerà il doppio? Oppure potrà fare due discorsi separati? O quando canterà rappresenterà un duo? 😀

Ok, non credo che la scienza si domandi precisamente questo… però le domande dovevano rimanere in sintonia con la totale inutilità di questo post.

Bene, adesso vi saluto, chiudo il Mac e vado a farmi un giretto!

Emanuele

Ripristinato modulo contatti.

Stavo rivedendo un paio di cose sul blog… e mi sono accorto che il form per contattarmi non inoltrava correttamente la posta.

Adesso ho corretto il problema e le e-mail mi arrivano nuovamente.

Se per caso in questi ultimi mesi avete provato a contattarmi tramite quel modulo, sappiate che l’e-mail è andata persa.

Ritenta e sarai più fortunato…

Emanuele

Archipazzi.

Giusto per non appallarvi sempre con le mie riflessioni (che non smetterò mai di scrivere quando ne sento il bisogno perché fan parte di me…) adesso vi racconto un po’ che ho visto ieri.

Mia sorella prima di partire mi aveva detto “domani sera c’è una festa”. Bene… come al solito non mi preoccupo più di tanto di come vestirmi e che profumo mettermi… così mi sistemo… e si esce.

Finiamo in uno studio d’architettura. Uno dei più “in” di Milano. I loro progetti spesso e volentieri riguardano il restyling degli immobili di grandi case di moda. Dolce e Gabbana tanto per dirne una.

Il 90% della gente che animava la festa era composta da architetti intenti a discutere e confrontare i loro progetti. Io… ho scoperto quanto siano stravaganti.

Sarà che ho un’idea di “bello e semplice” un tantino diversa ma… ho visto di tutto. Gente con la giacca, la bombetta ed i pantaloncini corti. Ragazze in una specie di kimono, ragazze con le All-stars ed un abito elegante, poi vabbè… gli *immancabili* fighettoni e fighettine tirati a lucido di tutto punto.

Ragazzi che… di speciale avevano solo gli occhiali. “Ma sono di un materiale particolare?”. “No, sono di plasticaccia, però li fanno solo li…”. Occhiali dalla forma tipica degli anni 50-60 per intenderci. Tutto questo per “distinguersi dalla massa”.

Eccentrici che andavano in questi luoghi di “pseudo-divertimento”.

All’ingresso delle ballerine, vestite con delle luci nelle mani e tanto nastro stradale (con tanto di scritta “lavori in corso”), accoglievano le persone. Dentro 4 ballerine vestite con una calzamaglia nera danzavano meccanicamente con le luci su una rampa di scale di questo studio d’architettura trasformato.

Tante catene appese in giro per lo studio e tante altre cose strane appese al tetto tramite fili trasparenti.

Fortuna che distribuivano sacchetti di cioccolattini. Ne avrò mangiati almeno tre e mi son fermato solo quando ho iniziato a sentire un po’ di mal di pancia… 🙂

Mi sentivo il Forrest Gump della situazione… che non riesce a comprendere certi stili d’arte “ultra-futuristici-introspettivi” e che si diletta mangiando cioccolattini…

Allegria sommessa. Si respirava questa nell’aria. Non so descriverla bene e mi ha impressionato molto.

Tutto questo perché questa è la settimana del “Salone del mobile” qui a Milano. E come al solito… in questa società “l’immagine è vita” e si è disposti a distruggere uno studio dove si lavora per fare una festona e sperare in un ritorno economico.

Fortunatamente la pizza “a fine serata” (siamo andati a cenare a mezzanotte…) era buona e quattro chiacchiere mi hanno fatto distrarre un po’.

Emanuele

Quale sarà la prossima?

In questi mesi riflettevo spesso sulle fasi della vita.

Ognuno di noi penso possa catalogare la propria crescita in “periodi” più o meno lunghi pieni di qualcosa.

Ricordo che circa un anno fa la mia meta più grande era quella del perdono.

Accettare di essere abbastanza adulti e sforzarsi d’essere abbastanza Cristiani era un obbiettivo che non volevo mancare. E così stringevo i denti e mi impegnavo quanto più possibile per non essere come il resto del mondo

Avevo bisogno di dimostrare a me stesso prima ed agli altri dopo che perdonare era possibile, che gli anni passati con una certa educazione stavano finalmente dando i loro frutti.

In questi giorni una persona mi ha detto che merito tutto il bene di questo mondo (anzi, più di una… lei me l’ha detto di presenza, ma in fin dei conti anche voi non fate altro che regalarmi belle parole nei commenti…), io però non sono tanto d’accordo.

In questi giorni ho scoperto tanti nuovi aspetti di molte persone che ho molto vicino ed ho iniziato a capire che tutti abbiamo degli scheletri in un armadio che nascondiamo al resto del mondo.

Anch’io credo di averne vari… e così, “tutto il bene di questo mondo” diventa poco meritato. Meritiamo del bene, siamo figli di Dio e questa è una condizione già sufficiente per meritare del bene… ma non più di tanto.

I santi sublimavano la sofferenza. Solo loro riuscivano a farla diventare un sentimento fondamentale per la loro vita. Spesso, quando sono solo, provo a dire “Signore, grazie anche di queste lacrime” però, sebbene sul momento quella frase diventi forza, poi pian piano va spegnendosi. Come riuscivano a fare di più? Loro erano davvero persone speciali.

Questi ultimi mesi, rispetto all’anno scorso, si sono trasformati in un nuovo cammino. Ero solo, avevo deciso di esserlo.

Voglio esserlo ancora.

Mi rendo conto che si è aperta per me un nuova strada, una nuova necessità, la ricerca della “pace interiore”. Detta così farà ridere, sembrerò uno di quei pazzi che vive di yoga ed esercizi spirituali. No, non sono così. Non ho preso alcun libro in mano questa volta… non sto cercando consigli su come raggiungere il satori o cose simili. E’ più che altro un bisogno.

Voglio imparare ad “amare tutti come fratelli”. Sono sicuramente una mente deviata che a 25 anni invece di pensare a come far più soldi nella vita, nei momenti di solitudine si mette a pensare a queste cose.

Però ci sto provando… non voglio, ancora una volta, che il messaggio cristiano si riduca solamente a belle parole recitate la domenica mattina quando si è ancora mezzi-addormentati.

E’ per questo che non cerco nessuna nuova storia, che accetto le scelte degli altri e che prendo tutto con un pizzico di filosofia. Si… sembrerò strafottente probabilmente, incurante di tutte le cose brutte che mi stanno circondando… ma non è così. Voglio vivere con leggerezza, che non è sinonimo di menefreghismo o spavalderia.

Ho voglia di sorridere e trasmettere solamente tanta gioia. Non so come spiegarlo meglio.

E così anche oggi guarderò questo cielo milanese con ottimismo e non lascerò che quei nuvoloni riescano ad entrarmi dentro.

Ogni tanto però mi chiedo: quale sarà il prossimo passo? In fin dei conti mi sento orgoglioso di stare vivendo questi “gradini”, sebbene siano stati momenti difficili. Mi stanno regalando tanta “sostanza” che credo un giorno saprò anche trasmettere meglio.

Voi vi accorgete mai di vivere periodi della vita particolari?

Emanuele

Guarda avanti mentre cammini.

A Milano le modelle hanno un senso della magrezza che va ben oltre il buongusto.

Le vedi con quelle minigonne e quelle faccine color oro bianco.

Sembrano dei bellissimi pali della luce che camminano.

Non so però se aver paura o meno di finirgli contro.

Emanuele