Sono ancora al primo livello!

Super Mario BrosIn questo periodo la mia vita sembra esser diventata un enorme grande gioco! Mi sento come se fossi Mario Bros, quel simpatico ed umile idraulico che per tutto il gioco cercava di raggiungere e salvare la principessa.

Io in realtà non ho questa missione. La mia principessa non la conosco.

Mia madre a capodanno, mentre mi preparavo per la serata, mi chiese: “ma c’è qualche principessina per questa sera?”. Le dissi che non c’era, che c’erano solo tanti amici.

Ma era ed è tutt’ora bello così.

Però… tutto ciò che vivo lo immagino proprio come un gioco!

Tanti livelli, tanti nemici da affrontare, tante difficoltà da superare e sconfiggere.

Mi sento al primo livello perché… ho tante cose da realizzare. Tanti sogni da costruire, da concretizzare. Ed è bello… è bello sapere che davanti esistono ancora tantissimi livelli che non conosco minimamente… :joy:

Voi, provate mai ad affrontare le giornate con questa visione delle cose? 🙂

Emanuele

Fortuna che c’è il VoIP!

Da stamattina abbiamo il telefono muto. Chi chiama non lo trova neanche occupato, sembra morto e sepolto.

Ho già chiamato il 155, dopo un test hanno aperto una pratica di guasto e previsto 4-5 giorni per la riparazione… staremo a vedere.

Intanto ho già risolto il problema: telefoniamo via internet!

Stranamente infatti, è scomparsa la fonia ma la linea dati continua a funzionare (sebbene non abbia mai ricevuto l’upgrade da 4 a 8mbit che a questo punto vedrò di far sistemare…)..

Ho già spostato il telefono VoIP in un’altra stanza e spiegato a mia madre che dovrà telefonare da li.

Sarà un test. Forzatamente dovremo chiamare via internet. Vedremo come andrà. Sono curioso di vedere se mia madre o mio padre lamenteranno scarsa qualità della chiamata o noteranno qualche differenza. Tra l’altro il telefono è configurato per emettere i toni italiani, così tutto l’ambaradan è abbastanza trasparente.

Se li convincerà, a Milano prenderemo solo una linea dati e un paio di telefoni VoIP! 🙂

Emanuele

Tab-dipendente!

I browser moderni mi hanno deviato!

Odio il disordine… e amo aprire il browser e tenere aperte meno schede possibile.

Quando però lavoro su qualcosa… entro in crisi. Decine di tab aperte, link su link conservati un po’ ovunque.

Ultimamente ho superato ogni limite: 3 browser in funzione.

2 finestre di Firefox (una sul Mac e una su Ubuntu), 1 di Opera su Ubuntu e 1 di Safari sul Mac.

E le schede così sono sparpagliate un po’ ovunque. Cerco a quel punto di utilizzare i broswer “per argomento”: browser per feed, blog, posta e ricerche personali, browser per risorse di programmazione, e così via…

Però è stressante.

Certe volte vorrei avere un monitor in più. Due non bastano. 😐

Voi come siete combinati?

Emanuele

Promiscuity (grandine o neve?!).

Stavo studiando ma dalla mia finestra sentivo picchiettare.

Mi affaccio e vedo tutto ricoperto di bianco. Le persone lasciano impronte dove camminano.

Non è neve… ma una bellissima grandinata (EDIT: è neve!!!) ha ricoperto Palermo di bianco come non mai! :joy:

E allora… ho aperto iTunes, e… lasciatemi sognare di andar velocissimissimissimamente giù a giocare con la neve tra le note di questa canzone! :joy:

Emanuele

Ma era logico!!! =)

Viva la vida. E’ stata riconosciuta come miglior singolo ai Grammy 2009. Dieci anni fa, riceveva lo stesso premio “My heart will go on” di Celine Dion.

E l’album, omonimo, è stato premiato come miglior album rock dell’anno.

Viva la vida entra nella storia. Nell’olimpo della musica. Chissà perché, ci avrei anche scommesso.

Io la canto persino quando dormo ormai… dovrei tatuarmela addosso!

Le parole però.

Lo stile, la grinta, l’esplosione di gioia fan già parte di me da tempo! :joy:

Emanuele

Ma Siete Competenti?!

Un paio di anni fa, usufruendo degli incentivi dello stato per i sedicenni “pc ai giovani – vola con internet“, comprammo un piccolo computer per mia sorella. Scheda madre con socket 754 AMD64, 512mb di ram e così via. Insomma, un terminale per internet, film e poco più.

Quel computer in realtà è sempre stato usato poco… anche perché il più delle volte soffriva qualcosa.

La prima bolla di uscita da una riparazione in garanzia, segnalava la rimozione della pasta termica sul processore, perché eccessiva. La seconda invece dichiarava l’aggiunta di pasta termica.

Poi un giorno, booom. Si è spento e non ha più dato segni di vita. Tristemente mia sorella (e la sua sbadataggine) si occupò del problema solo un bel po’ di tempo dopo.

A Dicembre, così, è tornato nuovamente dove l’avevamo comprato, un piccolo negozio di informatica della città. Fu accettato in garanzia, ma solo adesso si sono accorti che la garanzia era scaduta da due mesi. Alla faccia delle pratiche gestite tramite computer (ma inizio a pensare che usino semplicemente Word con un modello personalizzato…). Soprassediamo su questo, è stato un errore nostro e… magari una distrazione loro (a voler esser buoni, perché comunque è pur sempre un rientro e mi chiedo, a questo punto, se abbiano un processo di gestione che distingue le riparazioni in garanzia da quelle a pagamento).

Ieri però è arrivata la goccia che fa traboccare il vaso. E così mi sono incavolato. Ma tanto tanto tanto.

Avevano sostituito i pezzi, il computer era pronto. Ah si, c’erano anche da pagare 150€.

Non si avverte il cliente se c’è da fare una sostituzione a pagamento? Stiamo parlando di un computer di oltre due anni fa… nel frattempo per quel prezzo si comprano ormai scheda madre e processore dual core. Siamo sicuri che io voglia comprare ancora dei pezzi vecchi? Siamo sicuri che non voglia spendere 150€ in più e comprare anche 4GB di ram e una scheda video moderna (le cifre non son buttate li, io ho speso quella cifra pochi mesi fa) per sostituire tutto?

Questa è stata la prima (la prima?!).

Poi… chiamano (non me). Hanno bisogno della password DI WINDOWS per poter collaudare il sistema.

E la privacy degli utenti? E l’accesso a dati sensibili?

Esistono migliaia di soluzioni alternative per testare un hardware. Esistono i live CD, esiste la possibilità di partizionare e fare i propri test, esistono le soluzioni sotto DOS… insomma, perché chiedere la password di un utente? E poi… se l’utente non avesse avuto diritti di amministratore che facevano? Chiamavano per quella di Amministratore? Se avessi avuto un account con una policy molto restrittiva? Perdevano altre 3 settimane facendo una telefonata dietro l’altra?

“No ma serviva anche per salvare i dati…”. Ah, e come fanno a sapere cosa salvare? E se io avessi qualche licenza software da conservare? E se avessi qualche cartella nascosta che non voglio comunicare? E se volessi conservare i file di configurazione di ogni singolo programma installato?

Che fanno, iniziano a salvare ogni file (e a questo punto mi torna in mente l’idea partizione quanto meno), oppure decidono di testa loro?

“Se lei è una persona competente, poteva lasciare il suo numero di cellulare…”. Ma perché, si lavora in maniera professionale solo quando si ha davanti qualcuno che se ne intende?

Quando risponde invece mia sorella o la casalinga di voghera si lavora come fossimo nel computer di nostro nonno?!

Me ne sono andato disgustato. Però tutte queste cose, questa volta, non me le son tenute dentro. Gliele ho dette tutte.

Gli ho anche detto che se hanno bisogno di un tecnico per qualche consulenza possono anche contattarmi.

Mi dispiace questo pressappochismo. E’ un negozio palermitano. Sono palermitano anch’io.

Mi spiace vedere questo modo di lavorare così poco professionale. Questi piccoli negozi sono quelli che poi lamentano la concorrenza spietata delle grandi catene informatiche. Sono quelli che… non potendo puntare sui prezzi aggressivi dovrebbero sicuramente puntare sulla professionalità. Sulla qualità. Sul livello di preparazione tecnica. Sulla customer satisfaction a voler parlare quel minimo di tecnichese.

E invece no. Lavorano in modo tale che… ti vien voglia di non tornare. Ti vien voglia di fornirti sempre più spesso via internet e saltare un anello (utile all’economia) della catena produttore-consumatore. Ti vien voglia di andare in un centro commerciale, prendere il tuo hardware li senza poterne parlare con qualcuno, e andar via.

Mi dispiace dire tutte queste cose. Mi dispiace perché queste aziende non sanno come puntare in alto. Sembra che stiano li giusto per guadagnare quel tot al mese necessario a pagare la luce, l’acqua, il collegamento adsl, il tecnico che sta in magazzino e la signorina all’accoglienza. Sono, tristemente, vittime e carnefici di loro stesse.

E’ vero, è un periodo di crisi a livello mondiale, però c’è crisi anche perché di spender soldi ti passa proprio la voglia.

Hanno perso un cliente, un buon cliente. Ma forse non faranno neanche un minimo di verifica dei loro processi. Non si siederanno mai a tavolino per controllare in cosa hanno sbagliato e perché i clienti più competenti non tornano.

Voglio esser buono e non dirò il nome dell’azienda. Sicuramente non la consiglierò ai miei amici, ma il titolo dice comunque qualcosa…

Emanuele