La “classe” politica.

La cosa più assurda non è il sistema di rilevamento impronte. Non è neanche la difficoltà di garantire l’autenticità del voto.

La cosa più assurda ve la dico io qual è.

La cosa più assurda è che l’Italia abbia dovuto spendere n-milioni di euro pubblici perché i politici che ci governano sono dei disonesti.

Quegli stessi politici che poi si riempiono la bocca di “piano sicurezza”, che condannano i furti di quella povera gente che 1000 euro li vede in 12 mesi, e che dicono arrestiamo questi o espelliamo quelli.

Che disgusto che provo per queste persone (destra o sinistra importa poco).

Emanuele

Nemo vi saluta! :-)

Eccolo qui! Dopo varie foto sfocate, bruciate o troppo scure… eccovi Nemo! Il nuovo arrivato del mio acquario! :joy:

Acquario Emanuele - Avanotto Lebistes

E’ quel piccolo sgorbietto all’interno del cerchio nero.

Sinceramente non ho voglia di comprar “nursery” o cose simili… la natura l’ha voluto far nascere e la natura dovrà accudirlo. Chissà, magari come nel film ha già trovato la sua pianta-casa. 🙂

Ho notato che preferisce stare nascosto nella zona sotto al filtro, molto buia e poco frequentata dal resto dei pesci (ci passa ogni tanto il Corydoras, pesce da fondo). Non è ancora uscito neanche una volta “nel mare aperto” ed è bellissima questa cosa… appena fa qualche centimetro oltre il tetto del filtro rallenta e poi torna giù: è quello il suo posto per ora! :joy:

Adesso credo che mi toccherà allestire una pianta-scuola-nido come quella del film… 🙄

Emanuele

Arisa… pensa così!

Ecco il testo di questa stupenda canzone…

La farfalla andò dal bruco e disse:
“Un giorno avrai anche tu,
delle ali verdi, rosse, gialle e blu”
.
E il bruco le rispose:
“Mi accontento delle mie zampe rugose”.
Il pavone ostentava le sue piume di cristallo, disse al corvo:
“Guarda quanto sono bello”.
E il corvo a bassa voce:
“Sarai bello ma io sono più veloce”.

[Rit:]
Ognuno ha qualcosa dentro di sé
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dov’è!
Ognuno ha qualcosa dentro di sè
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dov’è!

Il leone ostacolava il passaggio all’elefante e disse:
“Beh, non ti inchini? Sono il re…”
Il gigante disse al re:
“Io mi inchino però vivo più di te”.
La formica alla cicala:
“Canti sempre e poi che fai? Son sicura, questo inverno morirai”.
La cicala a replicare:
“Io a un concerto oggi ti vorrei invitare”.

[Rit x2:]
Ognuno ha qualcosa dentro di sé
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dov’è!
Ognuno ha qualcosa dentro di sé
e basta cercarla
veder di trovarla
capire dov’è.
Ognuno ha un talento,
ce l’hai anche tu
,
anche se per ora le tue insicurezze,
sfamano e crescono le tristezze
di questa vita che non ti vuole
“tanto domani c’è sempre il sole”,
pensa così!

Fai solamente quello che credi
non ascoltare se non ti fidi
nemmeno a me
che non sono certo niente di diverso
rispetto anche a te.

Arisa – Pensa così

Lo sapete quanto adori le canzoni fresche, quelle canzoni che canterebbe Mary Poppins ai bambini che deve accudire.

Ecco, questa “Pensa così” di Arisa è una di quelle. Mi è stata fatta conoscere tramite un commento alla parodia di sincerità e non potevo non farla finire da queste parti. Sembra una di quelle canzoncine da insegnare ai bambini all’asilo per la recita della “festa del papà” (e ricordatevi di fare gli auguri al vostro, che oggi è San Giuseppe!). :joy:

Ha trasformato in melodia ciò che da mesi ripeto giornalmente a me stesso e poi racconto a voi.

“Tanto domani c’è sempre il sole, pensa così!”. Una visione della vita più leggera e sbarazzina di questa dove la trovate? 🙂

Ecco, questa giornata per me è molto pesante… sono appena tornato da una mattinata lunghissima (prima a sbrigar cose e poi a lezione), tra un paio d’ore inizieranno tre ore infinite d’esercitazione di una materia che è poco dire che mi fa schifo e poi due riunioni scout, così… provate, se proprio volete, ad immaginarmi tra le note di questa canzone. Io proverò a fischiettarla un po’ tutto il giorno per mantenere quel sole ben oltre l’imbrunire.

Magari vi scappa un sorriso… e ridere fa bene al cuore! 🙂

Emanuele

Costruire un tema: scelta delle dimensioni.

Il secondo problema da affrontare durante la costruzione di un blog (o di un sito web in generale) è la fruibilità dei contenuti. Tale concetto viene definito dalla legge 04/2004 (Legge Stanca) come “caratteristica dei servizi di rispondere a criteri di facilità e semplicità d’uso, di efficienza, di rispondenza alle esigenze dell’utente, di gradevolezza e di soddisfazione nell’uso del prodotto”.

Vengono introdotti dei termini chiari e insindacabili: rispondenza alle esigenze e gradevolezza.

Il discorso si traduce, tra le tante cose, nell’ottimizzazione delle pagine per far fronte alle possibilità d’accesso dell’utente.

Uno degli aspetti fondamentali era dunque l’individuazione degli strumenti utilizzati per accedere al mio blog. Cellulari? Palmari? NetBook? NoteBook? Display wide-screen? L’esperienza di una visita è decisamente correlata alla dimensione della pagina.

Fortunatamente i browser mobile di ultima generazione tendono a renderizzare divinamente (qui lo dico e qui lo nego) pagine grandi e interfacce come quella dell’iPhone permettono una navigazione più agevole. Questo però è vero finché si rimane in ambito mobile.

I browser dei moderni portatili, sempre più piccoli e con risoluzioni infime (ma su monitor da 7 pollici non si possono fare miracoli) non godono della stessa usabilità dei cugini mobile, così la scelta della risoluzione torna ad avere una certa importanza.

Fortunatamente non andavo alla cieca. Non dovevo realizzare un sito da zero, senza conoscere il target d’utenza e i relativi usi e costumi.

Google Analytics (o qualsiasi altro strumento di monitoraggio degno del nome) permette di conoscere la risoluzione del browser dei visitatori. Confrontando il risultato medio storico (dal 2007 ad oggi) con quello dell’ultimo periodo (gli ultimi 3 mesi), ho notato una costante diminuzione degli accessi attraverso monitor con risoluzioni pari ad 800×600 (tipica dei vecchi monitor CRT da 15 pollici). Ad oggi, tale risoluzione rappresenta appena il 4,03% degli accessi totali. La risoluzione più diffusa è quella 1024×768 (tipica dei monitor CRT da 17 pollici o degli LCD da 15 pollici) che viene utilizzata dal 39% dei visitatori. La restante porzione viene suddivisa da monitor a risoluzione maggiore.

Era dunque chiaro verso quale risoluzione dovessi concentrarmi. Scorrere orizzontalmente una pagina è qualcosa che trovo disgustoso.

Il vecchio tema (e  i due precenti template) avevano una larghezza ottimizzata per risoluzioni 800×600. Personalmente non sopportavo più quella larghezza. La sentivo stretta.

Vedevo i miei post come in una camicia che fa resistenza quando viene indossata.

Nulla è ancora perso però. Non è detto che per ottimizzare una pagina ad una certa risoluzione vada necessariamente trascurata quella inferiore o viceversa. Esiste la possibilità di costruire layout fluidi in contrapposizione a quelli fissi.

La costruzione di un layout fluido prevede la possibilità di allargare o restringere le aree di testo in maniera proporzionale alle dimensioni dello schermo. Più tecnicamente, la differenza si ottiene utilizzando dimensioni in percentuale invece di fissare il numero dei pixel.

div.fisso {
   height;200px;
   width:50px;
}

div.fluido {
   height:40%;
   width:20%;
}

Le due classi fisso e fluido se associate ad un div produrranno un risultato completamente diverso. Il primo avrà un’area pari a 10.000 pixel, il secondo dipenderà (a sommi capi) dalla risoluzione del monitor (ripeto, a sommi capi, perché ci sono anche altri aspetti da considerare, primo tra tutti l’adesione o meno di un browser a certe indicazioni).

Un altro metodo è quello di sfruttare l’unità di misura em la cui base corrisponde all’altezza media di un dato carattere. Ma qui entrano in gioco i vincoli di parentela tra le varie dichiarazioni di un foglio di stile e così via.

Un terzo metodo, infine, è quello di creare dei fogli di stile ad hoc per risoluzioni/browser particolari. Questa soluzione, che può far storcere il naso ai puristi, consiste nello sfruttare delle funzioni (lato server o lato client) che individuano la risoluzione e indicano al browser quale foglio di stile utilizzare durante il rendering della pagina.

Insomma, tutto questo per dirvi che le dimensioni contano e non va progettato un sito web solamente in base alla risoluzione del proprio monitor (che magari è bello grande e ci da l’impressione di avere metri quadri di pagina da sfruttare…).

Ad esempio, a volerla dir tutta, la dimensione del box che scorre sotto l’immagine del blog mi sembra un tantino eccessiva. 🙂

Continuiamo lunedì prossimo…

Emanuele

Scatolette.

Oggi, insieme a un amico, ho salutato un pezzo della mia vita. 😐

La prossima settimana vi spiego tutto meglio… adesso scappo in palestra e continuo a pensarci ancora un po’. 🙂

Emanuele

E’ nato un pesciolino!!

Ohmmioddio!!!

Ero seduto nella mia stanza e stavo osservando un po’ l’acquario. Avevo versato un po’ di mangiare e li stavo guardando divorare la loro razione.

Ad un certo punto, guardando qui e li… vedo una cosina muoversi.

Una cosina insignificante lunga circa 2-3 millimetri. Insomma, un puntino trasparente con due occhietti!

Sono balzato in aria… non potevo crederci!!!

Impressionante! Inutile descrivervi la gioia che mi ha fatto vederlo…

In questi mesi c’avevo pensato e sperato ogni tanto e immaginavo fosse colpa dell’acqua o qualcos’altro…

E oggi… wow!! A questo punto immagino che una covata di uova sia stata fecondata e… chissà che non spunti qualche fratellino o sorellina!! :joy:

Bellissimo! Proverò a fargli una foto anche se la vedo dura… attualmente è un corpicino piccolissimo e trasparente che si muove! :joy:

Torno a guardarlo…

Emanuele