Alla fine se ti chiama un’amica che fai?
Non un’amica qualsiasi. Una amica con cui non scambi due chiacchiere serie da almeno tre anni. Un’amica con cui uscivi quando eri neopatentato ma che poi hai smesso di frequentare perché nella vita le strade si dividono e non c’è neanche da chiedersi un perché: accade e basta. Un’amica che ti ha sempre invitato ovunque ma che non hai mai degnato di una chiamata -fino alla scorsa settimana – tanto che aveva smesso di cercarti.
E stasera che fa? Ti cerca e ti dice “ohi Manu, ti va di farti un giro? Non facciamo tardi!”.
E così i tuoi programmi cambiano. Non mi andava di dirle di no, è sempre stata così gentile con me.
Ho annullato lo studio (in fin dei conti il mio dovere oggi l’avevo fatto abbastanza), ho preso la macchina, ho preso lei e una sua collega e siamo finiti in centro.
Adesso sono già a casa… perché in fin dei conti domani si studia e qualche oretta di sonno va fatta, però mi sono divertito. L’aria era buona, la birra – rossa da 40 cl in un bicchiere alto e stretto – era gustosa e fresca al punto giusto… e c’è stato il tempo di aggiornarsi su mezzo secolo di storia contemporanea. 🙂
Bello, domani mattina si torna a studiare all’università, così adesso chiudo gli occhi e cerco di moltiplicare le ore di sonno per 2, elevarle al cubo e metterle -infine – come esponente di e.
Ho un sonno che tende a più infinito.
Emanuele









