Francesca mi hai fatto penare… ;-)

Non potevo dormire. Dovevo vedere il mio cognome. Dovevo vederlo in una lista.

Ho aspettato… mi sentivo in sala parto. Ho cenato facendo avanti e indietro dal computer.

E’ li… e adesso posso dormire. Ho superato il secondo compito scritto della materia più grossa che mi sia rimasta (almeno a livello di CFU).

Adesso mi aspetta l’orale… ancora non è detto niente, ma è già un bel pensiero in meno.

Felice, stasera vado a letto felice. Più del solito.

Grazie Lassù. So che è merito tuo più di quanto sia merito mio.

Emanuele

Simmenthal.

Ricordate quando la mamma vi metteva nel carrello della spesa? 🙂

Io ricordo che facevo a turno con mio fratello e che un bel giorno ero – magicamente – troppo grande per starci.

E da li, passò poco tempo e mi ritrovai a spingere mia sorella più piccola che o entrava aprendo il lato posteriore, come aveva visto fare a noi, o la mettevo dentro io.

Bellissimo.

Il mondo viaggiava in un verso, tu guardavi il verso opposto.

Emanuele

La livella.

Bagno riflesso in una bolla

Se qualcuno ti mette in soggezione, immaginatelo… a cacare. Mai avere soggezione di nessuno. Quando ci sono quelli pieni di prosopopea, quelli che fanno la parte dei generali, tu immaginati che la mattina vanno al gabinetto come tutti gli altri.

Tratto da: “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani

Emanuele

(photo credits)

Spiaggia, mare, tovaglia, sole… ahahah…

Mattina a studiare. Pausa pranzo (con un quarto d’ora d’obbligo buttato sul letto con gli occhi chiusi). Pomeriggio a studiare.

Torno, mi cambio e raggiungo gli scout ad un pernottamento (probabilmente non rimarrò li per la notte…).

Ho già sonno mentre scrivo, figurarsi stasera.

Vado a farmi la doccia ed esco… buon sabato,

Emanuele

Il vero esame di maturità…

Nella mia vita l’inverno è scomparso un anno fa.

E’ spettacolare quel ricordo. Indimenticabile quel pianto di gioia in cui con tutto me stesso davo un calcio al passato.

Mettevo un punto esclamativo, un accapo e giravo pagina.

Giravo pagina anche fisicamente… ed è bello questo. Nel libretto universitario, quell’esame coincide proprio con l’ultima riga di una pagina. Spettacolare.

Pagina nuova. E da li, l’inverno scomparve.

365 giorni da quel giorno… e ho ancora lo stesso sorriso, la stessa grinta, la stessa gioia dentro che vado trasmettendo a destra e sinistra.

Non so più chi ringraziare.

Dio un anno fa mi fece un regalo impagabile. Mi svuotò la testa, la ripulì con qualche detersivo speciale e mi riempì di gioia fin nel midollo! :joy:

Vi auguro una buona giornata… a me (a)spettano pagine e pagine di esercizi (e devo ricordarmi di comprarmi un temperino maledizione! :-P).

Emanuele