27 chilometri.

Stasera ho fatto un test.

E’ tornato mio padre da Milano (e son felice visto che non lo vedevo da quasi due mesi…:joy:) e con mia madre siamo andati a prenderlo all’aeroporto.

Bene. Mia madre è stata capace di tenere un monologo lungo tutta la strada: da quando si è seduta in auto a quando siamo arrivati all’aeroporto.

Io al massimo annuivo ai suoi discorsi e visto che stavo eseguendo con tanta solerzia il test ogni tanto mi scappava qualche ghigno di divertimento. 😐

Nulla è servito a farla smetter di parlare.

Mi son sempre chiesto come mai, da piccolo, la prima parola che ho imparato non sia stata “zitta“.

Emanuele

PS: e le vostre mamme come sono? 🙂

Spostare OS X da un hard disk ad un altro.

Qualche giorno fa ho cambiato hard disk al mio Macbook. Ho comprato un enorme (per i prossimi 6 mesi…) Seagate Momentus 5400.6 SATA da 500GB con G-Force protection.

L’operazione di sostituzione dell’hard disk è descritta in maniera chiara e concisa su questo documento creato dalla Apple stessa.

Non è necessario essere ingegneri per cambiarlo in quanto è sufficiente togliere la batteria e svitare 3 vitine (tempo totale necessario: 15 minuti facendo con calma).

Il vero problema era spostare tutti i dati dall’hard disk di origine a quello nuovo.

Uso Time Machine regolarmente e mi è stato utile di tanto in tanto per recuperare qualche file cancellato per errore. Tra le possibilità di utilizzo vi è anche quella di ripristino totale di un sistema dopo l’installazione del sistema operativo su un nuovo hard disk.

Io però non volevo perder tempo ad installare OS X nuovamente (anche perché, dopo due anni, funziona ancora egregiamente e formatterò solo quando – tra qualche giorno – avrò Snow Leopard tra le mani…) così ho cercato un software per copiare l’intera immagine del mio hard disk su quello nuovo.

SuperDuper! screenshot

Ho scoperto SuperDuper!, un semplice programma per effettuare backup incrementali e non per tutti coloro che non usano Time Machine (ma perché non usarlo?!).

Grazie ad un bay da 2,5″ esterno ho trasferito via USB tutti i dati verso il nuovo hard disk e SuperDuper! lo ho anche reso “bootable” (in pratica l’EFI del MacBook lo riconoscerà come disco di avvio). Il tempo necessario a concludere l’operazione dipende da quanti dati contiene l’hard disk ma alla fine del processo, il disco, è pronto per esser montato sul vostro MacBook.

Comodo, veloce, stabile. Consigliatissimo. 🙂

Emanuele

Pensieri a vapore.

La rassegna delle foto della vacanza in Croazia si conclude qui. Ho 6,5GB occupati tra foto e video ma mi rendo conto che è impossibile farvi vedere tutto.

Le foto pubblicate sono una piccolissima selezione di quelle belle… avrei voluto dare spazio a tante foto ma diventerei monotono.

Croazia - cappelli sul prato

Eravamo a Zagabria, seduti sul prato con i piedi fuori dai sandali, con un foglietto sotto il sedere per non diventar verdi. Stanchi dopo 4 ore di viaggio per raggiungere la capitale. Stressati per le altre 4 ore di viaggio del ritorno che ci attendevano dopo un pomeriggio passato a girare. I cappelli si facevano notare. La gente si girava.  Eravamo turisti con la T maiuscola.

Ascolto il silenzio, ricordo ricordo
e mentre passeggia col vento che passa
ti aggiusti il cappello, ti guardi il cappotto.
Passeggia passeggia col vento che passa
e prima che scura, ti baci la luna…

Akkura – L’ultimo gentiluomo

Una vacanza piena di emozioni. Infiniti i posti belli… forse devo ammettere d’essermi soffermato poco sulla storia dei monumenti ma ammetto che quando leggevamo la guida, mi distraevo facilmente… c’era tanta, troppa voglia di godermi fino in fondo ogni singolo istante.

Croazia - Zagabria - 02 Croazia - Zagabria Croazia - Pazin Croazia - Pula

Ah, la birra costa poco in Croazia. Con due euro ci portavano un boccale da mezzo litro. So che non è l’argomento migliore per una frase che conclude il resoconto di una settimana in viaggio ma, in fondo, ogni viaggio che si rispetti si ricorda con un bel brindisi.

Alla salute…

Emanuele

PS: se qualcuno se lo stesse chiedendo: no, nella foto grande in alto, non siamo stati trasformati in lillipuziani che indossano cappelli giganti, sono proprio poggiati a terra… 😐

Piove (e un po’ mi manca).

Ero sdraiato sul divano per una bella pennichella post-pranzo quando ho iniziato a sentire le prime gocce!

E quelle gocce mi han fatto tornare indietro nel tempo. Son volato fino agli inverni passati.

Ai vetri appannati dell’auto, ai giubbotti inumiditi dal freddo che sembrano non riscaldare mai abbastanza. Alla goffaggine che comportano nell’entrare o uscire da un’auto.

Ai tergicristalli che spazzano l’acqua e che spesso lasciano uno strato di bagnato irremovibile.

Alle guance fredde, congelate. Alla punta del naso che vorresti riscaldare, alle mani che infili sotto le cosce ogni volta che non servono.

Ai sorrisi che ti provocano le persone che tentano di coprirsi in fretta davanti le vetrine dei negozi.

E le luci. Ma non le lampadine… le luci che si riflettono sulle gocce che prendono, da posti diversi, infinite sfumature impossibili da decifrare.

Gli inverni, visti da dentro un auto, son qualcosa di stupendo. Con quella ventola che d’estate vorresti sparasse neve e d’inverno fuoco.

Torno sul divano, lascio la finestra aperta, ascolto e sogno…

Emanuele

Rumba (c’è qualcosa che non va).

Non è passata neanche una settimana dalla Croazia… e stasera sono andato a ballare con due amici, invitato da due amiche che non vedevo da tempo.

C’era Poker Face. C’era I know you want me (la canzone ufficiale del nostro viaggio… :joy:).

Mi sono divertito talmente che domani sera vorrei andarci nuovamente. Un mio amico salutandomi mi ha detto che “mi sto riscoprendo ballerino” e io – in effetti – non capisco.

Non mi è mai piaciuto ballare, tantomeno ho mai amato l’aria delle discoteche.

Eppure boh… mi sento così libero e felice che la spensieratezza di quei posti si coniuga bene con ciò che ho dentro.

Adesso vado a nanna (si vede che ho bevuto un cocktail solo? 😛 Riesco a ragionare tranquillamente…).

Emanuele

A devil in me!

Oggi niente foto… oggi c’è di meglio. Oggi c’è qualcosa per cui ho passato una serata visibilmente esaltato.

I miei amici dicevano che sembravo tornato bambino per l’entusiasmo che avevo dopo quell’esperienza.

Beh… c’è da dire che è un sogno che avevo da anni e che finalmente si è realizzato!

Correre con un kart (cilindrata 384cc), una pista lunga un chilometro, vari sali scendi, una scicane, un casco in testa. Ero nel mio mondo. Io l’ho sempre detto… se avessi avuto la possibilità, avrei provato a diventar pilota.

Se c’è una cosa che amo, quella è guidare!

Il kart è stato spettacolare. Baricentro a terra, assetto rigido, corsa dell’acceleratore praticamente inesistente.

Entrare in curva e concludere con un sovrasterzo da controllare… era il mio mondo.

Mi sono accorto che correre in pista mette un’adrenalina in corpo impressionante… sono persino stato fermato dai gestori della pista per un sorpasso con le ruote sull’erba. Era un croato che non voleva gli rompessi il kart che in perfetto italiano mi ha sentenziato “è solo divertimento!”.

Eccerto che era divertimento… ma che senso aveva non mettersi a correre? A fare le staccate al limite? A superare in qualsiasi spazietto vedessi?

Che spettacolo erano le ruote che fischiavano in curva o il motore che dietro le spalle urlava nelle orecchie? E quel volante piccolo e duro da stringere con forza tra le mani quando il kart – in piena curva – iniziava a saltellare? E i cordoli da centrare con la ruota interna? :joy:

Il tempo è volato. Io anche.

Voglio che accada di nuovo. Sento di poter fare ancora di più… 😎

Emanuele