Bella fraté! (ma quando mai).

Ieri sera ho scoperto perché non ascolto musica rap. Che poi, in realtà, come giustamente mi ha fatto notare un amico, la musica è sempre bella. Sono le parole, gli atteggiamenti e tutto il resto a poter essere “meno belli”. Dopo la prima serata col concerto di Caparezza, la tornata di Luglio al Carroponte proseguiva con un sabato-rap in cui si sono succeduti vari gruppi più o meno noti. E’ passato J-Ax e – credo – i principali protagonisti della serata siano stati i Club Dogo.

Concerto Rap a Carroponte

Ciò che ne ho tratto però, sono poche e semplici conclusioni. Non voglio disquisire sul genere musicale perché i gusti son gusti ma era visibile che il 90% della gente accorsa al concerto era composta da ragazzini. Questo mi ha fatto domandare se i Club Dogo esistano commercialmente solo per quella fascia d’età oppure se l’intero rap (italiano? Milano è una bella vetrina d’altronde!) è promosso principalmente da under-18 che fanno dello “spacco tutto, non me ne frega un cazzo” il loro stile di vita (tipico di quell’età). Una macchina crea soldi che gioca con una ben definita categoria di pubblico che è andata in delirio quando i rapper dal palco hanno annunciato che sul loro sito si possono trovare finalmente “accendini, cartine e tutto l’occorrente per drogarvi come vi paremarchiato Club-Dogo.

La seconda triste considerazione invece è che – quei pochi adulti che affollavano il pubblico – mi sembravano un modello ancora più triste per un sol motivo. Le canzoni rap, se le sentite, denunciano una marea di cose (facendo anche una marmellata a-tematica in ogni brano): dal sistema, alla polizia, alla musica italiana, alla storiaEfilosofia. Denunciano tutto. E’ tutto merda.

Potrebbe essere positivo questo atteggiamento da bastian contrari che si accorgono delle storture della società se poi avessero (oltre la musica?) un interesse valido da coltivare. Noi, ad esempio, eravamo lì – neanche troppo defilati – a vendere magliettine di Addiopizzo. Ci sarebbe da parlarne per ore dell’antimafia, del connubio mafia-stato, degli equilibri invisibili e dei rapporti che storicamente intercorrono e che persino Falcone denunciava. Tutta roba che poteva andare a nozze coi rapper seri.

E invece non abbiamo venduto neanche una magliettina. O meglio, l’unica venduta ieri sera l’ha acquistata la signora dello stand accanto che era interessata e ha voluto pure il numero per poterci contattare per eventuali altre occasioni. Per il resto niente. Zero.

Così mi domando: ma questa denuncia sociale che fanno continuamente i rapper, dove va a parare? E’ semplice voglia di buttare merda su ogni cosa? Non è un po’ puerile e vuoto un atteggiamento simile? Esiste una forma di sensibilità verso qualcosa?

Ho un paio di Nike / talmente limitato / che se ti do un calcio in culo / devi esserne onorato!

Club Dogo – Nuove Nike

Bah! 😮

Emanuele

5 commenti » Scrivi un commento

  1. Emanuele, Emanuele i club dogo sono lo schifo del rap italiano! Chiunque conosca un po la scena rap odia i club dogo, commerciali come dici te e testi assolutamente ridicoli!

  2. Oppercarita’, come ha giustamente gia’ detto Zobbi, il vero rap italiano non e’ quella porcheria che e’ diventata di moda in questi ultimi anni, abbiamo rapper coi controcazzi e di certo non sono i Dogo versione mainstream… (in versione rapper seri sanno il fatto loro e l’han dimostrato anche in tempi recenti)

    • Meno male che mi rassicurate perché ho pensato che se fosse realmente questa la scena rap italiana diciamo che non c’è molto da prendere! Non conosco la storia dei Club Dogo ma la “versione” attuale è fin troppo uno show per ragazzini… tra una canzone e l’altra hanno fatto persino l’applausometro dividendo i maschietti dalle femminucce! Sembrava d’essere in un villaggio turistico per teenager, non ad un concerto!
      Peccato inoltre che sacro e profano (temi seri e cazzate) fossero mescolati tra loro in ogni canzone in maniera indecente (della serie: usa parole chiave che fanno scattare il tic-del-pseudo-ribelle nel ragazzino).
      Ciao,
      Emanuele

    • Barbara auguri per il tuo matrimonio intanto (credo che i miei commenti sul tuo blog siano finiti nell’antispam… :-P).
      Ciao,
      Emanuele

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