La forza della pubblicità.

Osservate con attenzione questa immagine…

Omino bianco

Adesso, ditemi… di che colore è l’omino? No… senza riguardarla, siate onesti.

Ok… è nero. Nero nero. Completamente nero… e non ci sono dubbi.

Ma allora perchè, da anni, continuano a dirmi che si chiama OMINO BIANCO?!

E’ bianca la maglietta… è bianca la scritta, ma sicuramente, NON E’ BIANCO L’OMINO!!

Evviva la pubblicità… e la sua maledetta forza persuasiva. Vogliono convincerci che… il nero sia bianco. E viceversa. 😮

Emanuele aka P|xeL

Unico rimedio.

Una volta soli, Dafni e Cloe, che allora per la prima volta avevano udito il nome di Amore, si sentirono l’animo turbato dal desiderio e, ritornati alle loro case sul fra della notte, confrontavano ciò che avevano udito con ciò che essi stessi provavano: “Gli innamorati soffrono, e noi soffriamo; non si curano più di nulla, così pure noi non ce ne curiamo; non possono dormire, e questo ora avviene anche a noi; si sentono bruciare, e noi abbiamo dentro il fuoco; desiderano vedersi l’un l’altro, e proprio per tal motivo noi desideriamo che si faccia giorno. Certo questo nostro è amore e noi siamo innamorati, si tratta di amore e l’oggetto di questo amore è ciascuno di noi. Perchè soffriamo così? Perchè ci cerchiamo a vicenda? Converrà dunque ricorrere all’unico rimedio: baciarci, abbracciarci e starcene insieme”.

Da “Dafni e Cloe” di Longo sofista (età ellenistica).

Il mio miglior nemico.

Il mio miglior nemicoStasera ho passato la serata, guardando con alcuni amici “Il mio miglior nemico”. Per la scheda del film vi rimando a Filmup.

Se avete voglia di farvi qualche risata con un film scorrevole ed abbastanza piacevole, non perdetevelo. Non c’è rischio di annoiarsi, Carlo Verdone è sempre un grande a recitare… 🙂

L’unica pecca? L’infinita pubblicità occulta presente nel film! 😐

Emanuele

Nuove forme di spam…

Nuovo tipo di spamLo spam si evolve di giorno in giorno… e così, da qualche tempo ricevo alcune e-mail come quella indicata a lato.

Sembra che, oltre al link da pubblicizzare, il robot generi l’e-mail prendendo informazioni da vari feed rss italiani.

Nel caso a lato, le news riportate sono state tratte da Affari Italiani, un quotidiano online redatto da Libero.it.

Piccole orme, piccoli passi.

Stasera sono stato alle “piccole orme”, una delle tante attività “estive” per lupetti e coccinelle.

Ho provato a distrarmi un pò… ed effettivamente ci sono riuscito. Tanti bambini che cantavano allegramente mi hanno fatto ricordare la spensieratezza di un tempo… quando un fuoco, un bel cerchio ed un cielo stellato non ricordavano altro che il miracolo della vita, la bellezza del creato in mezzo a noi.

Ho passato il pomeriggio a parlare. Anzi, prima ho scritto “una lettera”. Dopo averla consegnata avevo però bisogno di discutere un pò… di maturare tutto ciò che in questi giorni mi sta succedendo.

Penso di aver trovato ancora una volta una persona amica. E’ stato un bel pomeriggio… ho potuto confrontare la mia esperienza, con alcune sue esperienze passate. Ho anche compreso i miei errori, che ammetto, sono stati tanti. Ma ho anche riflettuto su alcune immaturità, che forse non posso neanche colpevolizzare in lei. Sono 2 età differenti, ed anche i limiti per certe cose sono diversi.

Non voglio però stare più a criticare… devo crescere, devo andare avanti ripartendo appunto dai miei errori: devo lavorare su questi. Ci sono tante cose che ho dato per scontate, quando invece, probabilmente, non sono come le immagino io.

E’ stato bello ritrovarsi “in crisi”, ma non perchè piangessi fisicamente, ero in crisi spiritualmente, perchè certe verità sono cadute giù.

Fabiana, so che leggi questo blog, l’ho visto in questi giorni… Spero tanto, e prego anche il Signore che tu abbia la possibilità di confrontarti con qualcuno più grande di te. Cerca, se non ti capita in modo naturale, di farlo. Non limitarti a parlare con persone della tua età che in fondo, possono darti, al massimo, dei commenti pari a quelli nella tua testa (per non parlare di certi discorsi…). Penso a Fabio, penso a Letizia… cercali. Fa che questo momento possa diventare un momento di crescita, indipendentemente da cosa deciderai di noi due.

E’ stato bello per me, ritrovarmi a riflettere, più che su “noi due”, su cosa sia l’amore.

Noi due, in fondo siamo delle pedine di un gioco più grande. Possiamo tornare insieme o rimanere divisi… ciò che conta è maturare piuttosto una certa maturità riguardo i sentimenti, le certezze …e le incertezze.

Ci sto provando. Stasera ho anche mangiato… tanto. Due panini con le panelle e due arancine. Spero che ti faccia felice sentirmelo dire, considerati i digiuni dell’ultima settimana (e non lamentarti che mangio tanto solo quando non ci sei… :-)). Ecco… mi è anche tornato un pò il sorriso.

E non perchè ti stia dimenticando. Ma perchè, come dice questa bella canzone, amare è lasciar liberi di fare. E io adesso, voglio lasciarti libera. Libera di riflettere… di prenderti il tuo tempo e magari… di cercarmi quando vuoi. Mi manchi, ancora e tanto. Mi farebbe piacere sentirti o vederti…

Sono più tranquillo, anche se, ovviamente, la malinconia è ancora tanta. Ti rivedo letteralmente in ogni cosa che faccio. Anche guardare quel braccialetto, sotto l’orologio, non fa altro che parlarmi di te. Volevo toglierlo… ma ho deciso che deve rimanere li. Sei un bel ricordo in fondo… e sotto l’orologio ci stai proprio bene. Magari mi ricorderai di spendere bene il mio tempo.

Ho preferito uscire stasera… se stavo a casa mi rinchiudevo nei miei pensieri e soffrivo. Stare fuori, è stato un bene.

Sono sereno e penso che stasera, una bella camomilla mi farà dormire.

Mentre tornavo a casa pensavo che in questi giorni tu hai avuto una bella fortuna…: questo mio blog. Mi sono aperto qui… come fossi un libro aperto. Ho buttato giù sia righe indiavolate che frasi sconsolate. Hai potuto rileggere le mie emozioni… io invece, in questi giorni, non ho più saputo nulla di te. Ho avuto la tentazione di telefonare… l’ho avuta tantissime volte, ma ho desistito. E se non ho chiamato, è stato solo perchè ho sempre pensato che mi avresti chiuso il telefono in faccia. Non avrei risolto nulla.

Quanto vorrei avere tue notizie… sapere come stai, come vivi questi giorni così diversi dalla “normalità” alla quale eravamo abituati.

Bene… basta. E’ mezzanotte e mezza… è meglio se vado a letto. Cercherò di non ripensare ancora a tutto ciò che è successo… e spero piuttosto che questa serenità riesca ad aiutarmi ad affrontare i prossimi giorni.

Sai, sei ancora nelle mie preghiere serali… anche ieri notte, nonostante l’insonnia, la rabbia e tutto il resto, sono riuscito a pregare, anche per te.

Ti voglio bene,

Emanuele

PS: mi scuso con tutti gli altri annoiatissimi lettori di questo blog (prometto che tornerò a vivere come si deve al più presto…), ma ricordo a tutti quanti che, come ricorda il disclaimer, questo blog è la mia casetta. Senza tema, senza pareti e senza tetto. Parlerà sempre di ciò che vivo. Qualche amico, divertito, ha paragonato gli ultimi giorni di questo blog ad una nuova serie “web” di Beautiful… chissà, magari un giorno esisterà davvero un blog simile. Io intanto tutto ciò lo vivo davvero… non è finzione. Sono lacrime… ma è anche Amore. Sogni d’oro anche a voi.

Evviva la sincerità!

Ecco perchè è voluta tornare con me ad un patto: poter stare di più con i suoi amici.

Ecco perchè il fatto di volere una pausa non le fece più impressione di tanto.

Ecco perchè, mentre lei usciva io stavo male e non mangiavo.

Ecco perchè il giorno in cui decidemmo di allontanarci un pò, io morivo e lei invece era tranquilla.

Io piangevo come un bambino e lei era li a dire “ci farà bene, ma metti in conto che come potremmo tornare insieme, potremmo anche non tornarci”.

Ecco perchè non voleva farmi leggere ciò che si era detta con una sua amica su msn: c’era un’altro che le faceva il filo.

Uno stronzo d’amico, uno di quelli che… tutto vai a pensare tranne che possa essere così smerdatamente opportunista. Appena c’è una crisi… tac. Eccolo arrivare.

C’era l’amico, e non aveva le palle di dirmelo.

Alla faccia della sincerità. Alla faccia dell’esempio che penso di averle dato. Ho sempre avuto il coraggio di dirle tutto, bei e cattivi pensieri.

Ecco perchè, finire così 3 anni… non le pesava più di tanto. Ecco perchè desiderava questa fottutissima pausa più di me.

Ecco perchè… dopo che mi sono reso conto di tutto ciò, non ha neanche provato a cercarmi al cellulare per chiarire. Era finalmente tutto chiaro piuttosto. Non c’era nulla da spiegare.

Io, le ragazze che fanno così, le chiamo solo in un modo.

Fortunatamente oggi ho la decenza di trattenermi, ma senza dubbio, avrete inteso la dolce parola che merita.

E’ finita, e non cade neanche mezza lacrima.

Emanuele