Liberi!

BASTA!

In questi giorni, come uno stupido… (e forse come un testardo…), ho continuato a farmi del male. Ho continuato a credere in qualcosa che… non esiste più.

E’ morta una storia. E’ finita e non ha senso che, dopo tutto ciò che mi ha fatto, io continuassi a credere fosse possibile un futuro.

Mi ha fatto male… qualche post fa, non avevo poi tanto torto (meglio non approfondire…). Non ha più alcun senso.

Vuole riflettere? Che lo faccia, per quanto tempo vuole… avrà una vita per farlo. E magari, bambina com’è, si trova anche un avvocatino che la porti ogni sabato sera a ballare. Se è questo quel che vuole.

Non ha più senso star male.

Ho finalmente cancellato tutto ciò che avevo di lei dal computer… è un capitolo chiuso.

Sono partito per il campo scout di cattivo umore… sono tornato con una nuova luce.

Durante la messa, un pezzo di un bel canto mi ha illuminato definitivamente…

…Tu che la tua mano tendi
solo Tu che la tua vita doni
puoi ridarmi la mia felicità

la speranza di una vita nuova in te
la certezza che io rinascerò.

E canterò solo per te
la mia più bella melodia
che volerà nel cielo immenso
E griderò al mondo che
un nuovo sole nascerà

ed una musica di pace canterò…

Domani mi rimetto a studiare, ho trovato anche chi mi aiuterà in Analisi (matematica eh! :-P). Sembra che Dio mi stia aiutando… probabilmente, me lo merito.

Appuntamento dunque a domani pomeriggio per Analisi e domani sera per Sistemi Operativi.

Devo studiare… devo andarmene, devo volare… in alto.

Emanuele

Goldrake.

Ieri sera, nel pieno della malinconia, in macchina… per caso ho sentito una canzone che non sentivo da tanto tempo…

Vai contro i mostri lanciati da Vega
vai che il tuo cuore nessuno lo piega

eehhh io sto tranquillo se ci sei tu
mille armi tu hai
non arrenderti mai
perchè il bene tu sei, sei con noi

va, distruggi il male e va
va, distruggi il male e va

invincibile sei perchè Actarus c’è
che combatte con te dentro te

vai, c’è sul radar la flotta di Vega
vai, il tuo corpo d’accaio solleva
noooo, la razza umana non morirà
invincibile sei perche’ Actarus c’è
che combatte con te dentro te

va, distruggi il male e va
va, distruggi il male e va

mille armi tu hai
non arrenderti mai
perchè il bene tu sei, se con noi.

(Alessio Caraturo – Goldrake)

Vorrei non avere un cuore. Vorrei che nessuno potesse piegarmelo, come in questi giorni.

Vorrei… distruggere il male.

Vorrei essere un robot.

Emanuele

Maturità…

In questi giorni, mi sto accorgendo di una gran bella cosa.

Ed è stato proprio il “mettermi alla prova” che ha permesso che io lo notassi.

Mi sono accorto che… sono una gran bella persona. E che se credessi di più nelle mie capacità, potrei, come si dice da queste parti… spaccar balate.

Ho scoperto cosa significhi Amare e cosa significhi Perdonare… e l’ho scoperto, sulla mia pelle. Non l’ho letto su un libro… ed è di questo che sono felice. Ho capito quanto possa far bene farlo… nonostante dentro, ogni tanto, la pancia ti torni ad attorcigliarsi.
E’ un periodo brutto, non è ancora finito, ma… ho scoperto tanto di me. Ho scoperto qualità che non credevo di avere.

Devo mettermi a studiare, seriamente e più rapidamente. Ci riuscissi, mi sentirei probabilmente… perfetto.

Emanuele

PS: sia chiaro, non intendo dire che non avrei alcun difetto. Intendo solamente dire che quella, è una delle macchie più vistose sulla mia “fedina penale”, per il resto, tutto sommato, devo smetterla di buttarmi sempre giù… le qualità, ci sono.

Il prezzo della felicità.

Smettere di lavorare e vivere per sempre senza preoccupazioni. Ma quanto costa realizzare questo sogno?

Con 2,9 milioni di euro una famiglia media italiana può ritirarsi e vivere di rendita mantenendo un buon tenore di vita.
È il sogno di molti: smettere di lavorare e vivere per sempre senza preoccupazioni. Ma quanto costa realizzarlo? La Merrill Lynch lo ha calcolato per Panorama. Risultato: quasi 3 milioni di euro. Una cifra che permette di averne 5 mila al mese e salvare il capitale.

Sì, assaporare il gusto di poter dire addio al capufficio, di urlare ai colleghi «lavoratori… tié», come Alberto Sordi nella celebre scena dei Vitelloni, di finirla per sempre con code in macchina, orari, ordini, stress e cedolini paga…

Per scovare il prezzo della felicità gli esperti della Merrill Lynch si sono dati tre parametri: la famiglia deve essere composta da una coppia di 40-50enni, con uno-due figli e con almeno una casa di proprietà (ed è così per il 70 per cento delle famiglie italiane); il patrimonio da calcolare deve garantire una rendita mensile netta di 5 mila euro (il doppio della spesa mensile di una famiglia media); il capitale non deve svalutarsi nel tempo.
Una situazione dunque di grande benessere, con una solida tranquillità per il futuro.

E la Ferrari nel garage…?? Purtroppo neanche con un patrimonio simile e con l’obiettivo di passare il resto della propria a “cazzeggiare” ci è permesso questo lusso. Al massimo vacanze dignitose e la familiare al posto della fuoriserie..

E in più bisogna anche accettare qualche rischio: la Merrill Lynch ha ipotizzato che, per rendere il 5 per cento, questo patrimonio debba venire investito in un portafoglio di titoli molto imgArt1 simile a quello utilizzato dai milionari europei: 25 per cento in azioni, 45 in obbligazioni, 20 in liquidità e il restante 10 per cento in prodotti più sofisticati come gli hedge fund.
Se fosse investito solo in obbligazioni, ci vorrebbero 7,8 milioni di euro per riuscire a ricavare quei 60 mila euro all’anno: non basterebbe neppure il superpremio di 5 milioni della lotteria nazionale.

Il Sogno Degli Italiani

Ma davvero avere 5 mila euro al mese di rendita è un obiettivo ragionevole per eliminare per sempre il lavoro dalla vita? Gli italiani pensano di sì. Mentre la Merrill Lynch elaborava le sue ipotesi, Panorama ha affidato alla Simulation Intelligence Sìmera un sondaggio parallelo.
Tre le domande. Primo, quale capitale minimo dovrebbe avere in banca per poter smettere di lavorare per sempre.
Secondo, quale cifra mensile dovrebbe ricevere per ottenere lo stesso risultato.
Terzo, quali desideri realizzerebbe. La maggioranza assoluta degli intervistati ha risposto che dovrebbe avere 5 mila euro al mese, esattamente la stessa rendita ipotizzata da Panorama e Merrill Lynch.

Tuttavia, la maggioranza degli intervistati ha ampiamente sottostimato il capitale necessario: si illude che basti 1 milione di euro, o addirittura meno, per ottenere quella rendita.
In realtà, con gli attuali tassi di inflazione dopo 10 anni il milione di euro sarebbe quasi dimezzato.
Che poi con quel gruzzolo gli italiani riescano pure a soddisfare il loro primo desiderio, comprare una casa più grande, è molto improbabile.

Quindi, fatti quattro conti, non ci resta che cominciare a risparmiare per i nostri 3 milioni!Fonte: KoolWeb

Purtroppo, l’unico metodo che mi viene in mente per raccogliere 3 milioni di euro subito è… un modo poco bello. E… non sono una ragazza! :eeeh:
Dovrò accontentarmi di vivere le mie 40 ore settimanali di “sano” lavoro… 😥

Emanuele aka P|xeL

Poveri loro…

De Gregori cantava “Povero me“… e senza dubbio, non poteva lamentarsi della sua vita.

Chissà però se certe persone possano pronunciare la parola “povero” senza sentirsi fuoriluogo…

Ogni tanto, mi lascio impressionare da certe cifre… e così, si scopre che Mateschitz (proprietario della Red Bull e coproprietario della scuderia “Toro Rosso“) è l’uomo attualmente più ricco in Formula 1. Più ricco persino di Bernie Ecclestone, patron della Formula 1.

Per trovare un pilota dobbiamo scendere fino all’ottavo posto per trovare Michael Schumacher con una fortuna stimata in 335 milioni di dollari.

Facendo 2 conversioni, otteniamo che il suo patrimonio corrisponde a 261.198.495 milioni di euro… che equivalgono a quasi 506 miliardi delle nostre vecchie lire.

Mi chiedo se esista un modo per spendere tutti quei soldi e riuscirne a godere a pieno…

Invidioso? No… piuttosto, povero me

Emanuele

La forza della pubblicità.

Osservate con attenzione questa immagine…

Omino bianco

Adesso, ditemi… di che colore è l’omino? No… senza riguardarla, siate onesti.

Ok… è nero. Nero nero. Completamente nero… e non ci sono dubbi.

Ma allora perchè, da anni, continuano a dirmi che si chiama OMINO BIANCO?!

E’ bianca la maglietta… è bianca la scritta, ma sicuramente, NON E’ BIANCO L’OMINO!!

Evviva la pubblicità… e la sua maledetta forza persuasiva. Vogliono convincerci che… il nero sia bianco. E viceversa. 😮

Emanuele aka P|xeL

Unico rimedio.

Una volta soli, Dafni e Cloe, che allora per la prima volta avevano udito il nome di Amore, si sentirono l’animo turbato dal desiderio e, ritornati alle loro case sul fra della notte, confrontavano ciò che avevano udito con ciò che essi stessi provavano: “Gli innamorati soffrono, e noi soffriamo; non si curano più di nulla, così pure noi non ce ne curiamo; non possono dormire, e questo ora avviene anche a noi; si sentono bruciare, e noi abbiamo dentro il fuoco; desiderano vedersi l’un l’altro, e proprio per tal motivo noi desideriamo che si faccia giorno. Certo questo nostro è amore e noi siamo innamorati, si tratta di amore e l’oggetto di questo amore è ciascuno di noi. Perchè soffriamo così? Perchè ci cerchiamo a vicenda? Converrà dunque ricorrere all’unico rimedio: baciarci, abbracciarci e starcene insieme”.

Da “Dafni e Cloe” di Longo sofista (età ellenistica).