Sopportare.

Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia, che non saranno corretti né dall’esperienza né dalla buona volontà. Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l’infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un’altra persona. Ecco cosa ho imparato nel corso di settantacinque anni, qui, in mezzo ai boschi.

Tratto da: “Le Braci” di Sàndor Márai

Cosa penso del libro l’ho già scritto qui.

Emanuele

Tutta mia la città… un libro in bicicletta!

Copertina de "Tutta mia la città" di Roberto PeiaQualche giorno fa ho finito di leggere “Tutta mia la città”, un libro scritto da Roberto Peia che avevo comprato proprio durante la sua presentazione a Fa la cosa giusta.

Direi che chiunque dovrebbe leggerlo ma, a maggior ragione, credo che un milanese che si rispetti (ecologista? Amante della bicicletta? “Fissato”?) dovrebbe farlo.

“Tutta mia la città” oltre ad essere scritto in maniera molto scorrevole racconta delle avventure di Roberto, ma non solo lui, che ogni giorno si immerge tra le vie della città per svolgere un lavoro bellissimo e pesantissimo: il bike messenger. Lavoro figlio dei postini in bicicletta che negli anni ’80 ha avuto l’esplosione in America e poi nel nord Europa: consegne “express” all’interno della città in maniera eco-sostenibile.

Potete immaginare facilmente quante avventure abbia da raccontare una persona che ogni giorno vive nel traffico milanese su una bicicletta a scatto fisso (da qui il “fissato” scritto sopra… ;-)) percorrendo almeno 60-70km.

Il libro, un capitolo per volta, racconta un giorno diverso: l’incidente, l’inseguimento dei cani, la giornata sotto la neve o quella in cui va a fare una consegna da una segretaria che snobba al volo il bike messenger per il suo abbigliamento.

Ovviamente poi, visto che la musica è una specie di doping quando si pedala (ogni bravo ciclista lo sa), ogni giornata è corredata da un brano che possa caratterizzarla.

Dicevo che ogni milanese dovrebbe leggere il libro perché Roberto è un ex-giornalista che a causa della crisi si è inventato questo lavoro (qui il sito degli UBM Milanesi) e nel libro non mancano aneddoti storici sia sul mondo della bicicletta che su zone caratteristiche di Milano (ho scoperto dal libro del critical-mass notturno che si organizza ogni giovedì a Piazza Mercanti…).

Beh, penso d’aver scritto abbastanza; a me – e posso giurarvelo – ogni capitolo faceva venir voglia di prender la bicicletta e andare a fare qualche chilometro (nonostante magari stessi leggendo di sera).

Il mondo sarebbe decisamente più bello se la gente si abituasse ad usare la bicicletta con maggior forza. 🙂

Emanuele

PS: tra l’altro il leitmotiv del libro è “tutto torna… la vita è un circle… tutto gira, come una pedalata”, filosofia che condivido e che amo ricordare perché aiuta a superare qualsiasi momento si stia attraversando!

Con affetto.

La carta del cioccolato scricchiola. Elena la osserva, giornalmente, attraverso il vetro per alcuni minuti, prima di correre verso casa al ritorno dal corso serale di musica, con la cartelletta che rimbalzerà incessantemente sulla sua schiena fino all’uscio di casa. Quel giovane venditore incarta cioccolato, da anni, con la stessa solerzia che si pone quando si prepara un bimbo al suo battesimo. La vetrata che separa i ciottoli della strada dal negozio si appanna col fiato caldo che, involontariamente, Elena lascia fuoriuscire dalla bocca e dall’interno le luci del locale si infrangono su quell’alone ritornando colori confusi.

Così, il venditore di cioccolato, alle 7 e 50 di ogni pomeriggio, non può far altro che immaginare la vita che scorre lì fuori. Così, la dolce fanciulla, non potrà mai incrociarne lo sguardo.

Emanuele