Ahi ahi, brutto segno?

Stamattina ho iniziato la giornata con un funerale (ahimè…).

Poi pranzo, pisolino e pomeriggio passato a casa di un amico per preparare una paginetta-web con un modulo d’iscrizione ad una attività scout (si, scelta molto da nerd: modulo dinamico, url random per ogni squadriglia, identificazione automatica in base all’url… cose che nè i capi, nè i ragazzi hanno mai visto prima d’ora…) e adesso… adesso sarei dovuto andare in palestra!

Però sta arrivando il pollo allo spiedo e io… io non ci vedo più dalla fame.

E allora che fare? Cenare come al solito alle 22 o aspettare il pollo e dire addio alla palestra?

Stasera ho scelto la seconda opzione… l’odorino del pollo caldo mi avrebbe ucciso se fossi andato in palestra… però argh, mi sono accorto che è la prima volta da mesi che preferisco rinunciare a qualcosa per mangiare in orario!

Da domani si torna in palestra… costi quel che costi! Non mi piacciono i ritmi lenti!

Emanuele

Ogni volta che mi taglio i capelli ho paura!

Ho sfruttato la giornata di pausa (che in realtà è volata) per tagliarmi i capelli.

Non li ho rasati a zero (aspetto l’estate… ;-)), li ho semplicemente accorciati con la macchinetta.

Il vero problema però è tagliarmeli dietro. Non c’è mia sorella con la sua mano d’artista… e così devo chiedere aiuto a mia madre. :worry:

Ecco… mia madre con quella cosa che trema in mano… potrebbe anche uccidermi! Una volta ha fatto un buchino… questa volta mi è andata bene ma ho tremato tutto il tempo! :timid:

C’è qualcuno che conosce una tecnica per riuscirci da soli?! 😐

Bien, adesso ceno e scappo all’ennesima riunione scout!

Emanuele

Essssiii volaaaaaa!!!!

Nuovamente. Giornata infernale iniziata alle 8 del mattino.

Registro il 30 di alcune settimane fa… poi inizio a ripassare.

Ore e ore di attesa in sala parto per un orale che sembrava non voler arrivare mai.

Pranzo, continuo il ripasso, infinito.

Un pomeriggio passato dietro quei vetri, dentro quei corridoi lunghi e freddi.

Poi mi siedo. Cinque esercizi: tre di prolog, due di logica dei predicati.

Mezz’ora di orale, seduto davanti alla cattedra strapiena di fogli del professore.

25! Intelligenza artificiale è andata! :joy:

E io volo. Volo.

Scendo le scale. L’università è buia. Fuori è buio. Sono le 19 e 30.

Mi metto a correre. Apro le braccia come uno scemo.

Indosso l’iPod, parte Viva la vida.

E’ gioia. E’ Emanuele che – a primo colpo – s’è tolto un pensiero.

E’… è solo voglia di andare avanti così. Per sempre così!

Emanuele

Emmmmììì anch’ioooo!!

Ieri mia sorella e mio fratello sono andati a pattinare sul ghiaccio!!!

Mio fratello è anche caduto e gli han dato tre punti sul mento. 😡

Ora… caduta e punti a parte… che invidia! Voglio andarci da anni anch’io… quando succederà?!? 🙂

Vabbè, torno a studiare… 😐

Emanuele

Il sacrificio di tanti uomini.

Ieri ho rivisto “La vita è bella”.

Giorno 27 Gennaio ricorreva il giorno della Memoria. Il 27 Gennaio di 64 anni fa, i militari aprivano i cancelli di Auschwitz liberando gli ultimi superstiti alle atrocità commesse dall’uomo.

“La vita è bella” è incredibile.

Benigni quando l’ha ideato, sapeva di star toccando un argomento molto delicato. Sapeva che non doveva sminuire o ridere su una cosa tanto seria come quella.

E, da genio qual è, ha fatto uscir fuori un capolavoro. Ha saputo emozionarmi fino a strapparmi qualche lacrima.

Ha saputo dar voce però, non solo al lato brutto di quel periodo… ma anche alla fantasia che tante persone sicuramente non persero mai nonostante furono imprigionate e rese schiave nei lager.

L’atteggiamento positivo, la gran forza d’animo, la speranza.

Valori enormi che, son sicuro, quelle persone sapevano comunque trovare. Mi torna sempre, come esempio, quel testo di Etty Hillesum.

Anche se non è esistito un padre capace di trasformare quella cruda realtà in un grande gioco di ruolo, sono sicuro che migliaia di genitori fecero il massimo per i loro figli. Cercarono di proteggerli in tutti i modi. Si tolsero il pane dalla bocca.

Buongiorno, principessa! Stanotte t’ho sognata tutta la notte, andavamo al cinema, e avevi quel tailleur rosa che ti piace tanto, non penso che a te principessa, penso sempre a te!

Guido, dagli altoparlanti del campo di concentramento alla sua amata, nel film “La vita è bella”

Era l’amore a spingerli. Quell’amore che, fragile ma importante, sapeva superare le prove più dure.

Nel film, in una scena bellissima, Guido riesce a far sentire nel campo di concentramento una canzone. Dora riconoscendola si affaccia alla finestra. Guido fa lo stesso.

Erano distanti, incatenati in due realtà diverse… ma non per questo realmente divisi.

Sono tante le lettere d’amore di uomini e donne che cercarono, in quel periodo, di tenersi in contatto.

E così adesso mi chiedo: quanto l’uomo ha imparato da quell’abominio? Siamo realmente cambiati?

La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore.

Lev Trotsky

Ieri in un programma su Rai Tre, si parlava del problema dell’immigrazione. Un caso decisamente desolante era quello di una ragazza africana,  da 10 anni in Italia e laureata in Scienze Politiche all’università Cattolica, che tutt’ora deve presentarsi ogni 12 mesi per chiedere un “permesso di soggiorno”. Altrimenti, come se *non fosse degna*, dovrebbe tornare al suo paese.

E’ vero, non spediamo più le persone nei campi di concentramento classificando le razze secondo una scala d’importanza, ma ancora non capiamo quanto certe leggi invece di unire i popoli, sappiano dividerli. Quanto sappiano ferire le persone. Quanto sappiano farle sentire “meno accettate” dalla società in quanto provenienti da realtà più svantaggiate.

Eppure, nessuno sceglie dove nascere.

Né durante il secolo scorso. Né adesso.

Emanuele

La dignità è sotto un secchio.

Il progetto “Scopa e paletta” continua! 🙂

Giorno 25 non sono più andato a trovare Tony perché, a Palermo, c’era il diluvio universale e considerato ciò che avevamo in progetto di fare, sarebbe stato quasi impossibile.

Durante la settimana però ci siamo sentiti (mi ha fatto piacere che sia stato lui a cercarmi…) ed ho rinviato tutto a questa domenica.

Fortunatamente, nel frattempo, sono riuscito a coinvolgere due amici che sentendo la situazione non hanno saputo tirarsi indietro!

Oggi pomeriggio, alle 16, eravamo a casa di Tony che… ahimé, non aveva più voglia di far nulla.

Si è fatto trovare sotto le coperte e c’è voluto un bel po’ prima che capisse che era ora di alzarsi.

In realtà, di cose “da capire”, Tony ne avrebbe a centinaia. Una cosa mi ha tristemente colpito: un secchio con i propri escrementi accanto al letto.

Penso che sia sufficente questo a descrivere le condizioni in cui vive quest’uomo.

E non è la sporcizia ad impressionarmi. Non è la puzza a colpirmi.

E’ la mancanza di dignità. E’ l’assenza totale di rispetto verso ciò che si è.

E’ l’abnegazione verso ogni forma di vita, non agiata, ma quanto meno dignitosa e rispettabile.

Di lavoro a casa sua ce n’è tanto. Lui continua a dire di avere mille progetti che schematizza in testa… però concretamente, nessuno di questi si trasforma mai in azione.

Eravamo in quattro oggi. Eppure ci sono volute due ore per svuotare e pulire un balconcino di pochi metri quadri.

Tavole, specchi, vetri, porte, feci di gatto… c’era di tutto in quel piccolo spazio aperto.

Ma ogni angolo della casa in fondo è così. Persino una fruttiera in cucina conteneva solo mandarini ormai marci.

La voglia di fare è qualcosa che sembra essere scomparsa dal suo modo di vivere.

Non aveva neanche mangiato oggi. Era rimasto a letto tutto il giorno.

C’è solo voglia di non fare.

Ed è quella la cosa che voglio combattere io.

E’ quello il mio obiettivo. Non la casa pulita. Non gli specchi lucidati, non le lenzuola cambiate.

Quelli sono solo mezzi. Sono strumenti. Sono occasioni per fargli capire che nella vita bisogna agire, non si può star fermi.

Gli ostacoli, le difficoltà, vanno combattute. Con coraggio e con impegno.

Tony non ha saputo decidere cosa sia “prioritario” tra le duemila cose che dice di voler fare. Mi ha promesso però che in settimana si farà sentire nuovamente, ma io, indipendentemente da questo, gli ho segnato sul calendario un appuntamento per domenica prossima.

Spero che serva, spero che inizi a cambiare atteggiamento nei confronti di questa apatia più totale.

Se non deciderà il programma della prossima domenica, sarò io a decidere: gliel’ho già detto.

Non sono uno psicologo. Non sono un medico o un assistente sociale.

Gli porto quel poco che so fare, un po’ di sorrisi e tonnellate di “voglia di fare”.

Adesso scappo a Messa con i miei e stasera, dopo cena, finisco di rivedermi La vita è bella.

Si. La vita è bella! 🙂

Emanuele