Vorrei iniziare a raccontarvi un po’ il lavoro svolto in questi mesi che non si è limitato ad un semplice restyling del vecchio template.
Ho anche studiato un po’ quella che vien definita user-experience di un visitatore sul blog.
La semplicità nella navigazione è importante, ma non è solo quella a contare. L’impatto visivo, la velocità di caricamento, l’organizzazione delle informazioni contano altrettanto.
E’ proprio di quest’ultima che parlerò in questo post, perché credo sia la base del lavoro che è nato dopo.
L’occhio umano, durante la ricerca di informazioni, si comporta come una macchina da scrivere. Non vaga a casaccio sulla pagina ma si concentra principalmente su alcune sezioni e viene attratto in maniera differente rispetto ad un giornale cartaceo, un libro o una rivista.
La visibilità delle informazioni così, soprattutto durante i primi istanti dopo l’ingresso in un sito, dipende principalmente dalla loro posizione all’interno della pagina.
Jakob Nielsen, esperto di usabilità nel web, ha pubblicato nel 2006 una ricerca sulle “zone calde”, ossia, i punti della pagina fissati maggiormente dai visitatori. Per far questo si è servito di qualche webcam ed un rilevatore a raggi infrarossi sistemati in maniera poco visibile ai volontari che si sono offerti durante il test (l’apparecchiatura non doveva disturbare l’esperienza delle persone coinvolte).
Ne è uscito fuori che il percorso seguito in percentuale maggiore dagli utenti era a forma di F.
L’occhio umano, durante la visita effettua dapprima una scansione in orizzontale della sezione superiore della pagina, poi scende verticalmente e muove lo sguardo nuovamente in orizzontale e, infine, scorre verticalmente andando a disegnare, appunto, una F.
Tutto ciò che sta dentro quel percorso viene dunque recepito per prima dal cervello. Ovviamente alcuni secondi dopo l’intera pagina viene scansionata ed entrano in gioco altri meccanismi che non erano oggetto dello studio.
Così, durante la scelta del layout, ho cercato di rispettare questa struttura.
Niente temi a 30 colonne con riquadri centrali, box inferiori, tabelle laterali, widget e cose del genere.
Pulizia significa anche questo. L’occhio deve essere catturato da ciò che conta.
L’header, un paio di link *utili* e poi il testo. Un blog d’altronde serve principalmente a diffondere contenuti organizzati strutturalmente in “post”. Sono proprio i post la mia “materia prima”, le informazioni che io voglio diffondere principalmente. I box iper-annidati lateralmente hanno poco senso. Cerchiamo di avere ben chiaro cosa vogliamo mostrare agli utenti e impostiamo la pagina di in base a questo.

Guardate ad esempio il sito della Apple (i cui studi sul layout sicuramente non son mancati considerata la cura maniacale dei designer della Mela morsicata…): due barre superiori contenenti le informazioni principali e i contenuti di metà pagina con la zona sinistra più carica di quella destra.
Questa istintiva scansione delle pagine penso sia anche dovuta dal verso della nostra scrittura. Immagino che giapponesi o arabi abbiano dei movimenti oculari leggermente diversi dai nostri ma… stiamo scrivendo un blog in una lingua europea, no?
Teniamo in considerazione il target d’utenza e lavoriamo di conseguenza.
Emanuele
PS: giovedì si continua! 😉











