Vivere alla grande (ho già vinto).

Lotteria - Vivere alla grandeSi è inesorabilmente instaurato un gioco pericoloso.

La qualità della vita è associata, sempre più spesso, al tenore di vita e questo paradigma erroneo spinge “chi non ha” a sentirsi sempre più inadeguato.

Avevo già detto la mia in occasione di Win for life e ieri, sentendo alla radio che è stata lanciata “Vivere alla grande” – una nuova lotteria con vitalizio per 20 anni -, ho provato nuovamente un profondo disgusto.

Io non ho ancora uno stipendio, non ho una rendita fissa e tutto ciò che riuscirò a costruire sarà frutto del mio sudore e del mio impegno: è questo il senso che io amo dare al vivere alla grande. Diventare un mantenuto è una perdita. E’ uno svilimento dei propri talenti.

Eppure loro continuano a sponsorizzare altri stili… e tutta questa fame di ricchezza delle persone la traduco in un triste e profondo senso di insoddisfazione di ciò che si è. Purtroppo anche i soldi sono una felicità effimera e dopo duemila anni di esempi di persone che inseguendo dio denaro hanno raccolto pugni di sabbia sembra che il concetto non sia ancora stato assimilato.

Vivere alla grande è ben altro e mi da fastidio che si giochi in modo così consapevole, subdolo e meschino con le parole.

Emanuele

7 commenti » Scrivi un commento

  1. Purtroppo, al momento, faccio parte della categoria “mantenuti”.
    Non ho mai aspirato a vivere cosi’, ma ora e’ cosi’.
    E sono d’accordo che e’ uno svilimento del proprio talento… pero’ anche lavorare dalle 8 di mattino alle 9 di sera dal lun al ven e’ uno “svilimento” per altri versi…
    ci vorrebbe la giusta misura!

    Io cmq non ho mai giocato a ste cose…. a “calcolo delle probabilita’” ci avevano insegnato che vince sempre lo stato 🙂

    • Eheh, è vero, chiudersi 8-9 ore non è appropriarsi della propria vita, però se si riesce a fare un lavoro che si svolge con passione, quelle ore sono “vita” e non guardi l’orario d’entrata e d’uscita. Certo, non è sempre possibile ma bisogna imparare a puntare verso quegli obbiettivi, non verso la ricchezza senza fatica. E’ un concetto che – tramandato ai più piccoli – costruirà un futuro fatto di persone che vogliono la pappa pronta (e già siamo così noi rispetto a 60 anni fa…).
      Riguardo il giocare, è verissimo, lo Stato non è certamente il benefattore della situazione! 🙂
      Ciao,
      Emanuele

  2. Allora, a calcolo delle probabilità ci insegnavano che per vincere (o meglio, non perdere) bisogna giocare tutte le possibili combinazioni. A quanto equivale questa spesa? Immaginiamo valga mille euro: lo stato ne rimborsa 333. É per questo che il lotto non è un gioco equo. Dopo questa inutile spiegazione, chiariamo un concetto (visto che anche sul mio sito si parlava di questo tipo di giochi): noi non siamo contro i giochi, vero Emanuè, noi siamo contro l’abuso che se ne fa! Mica vogliamo censurare la tombola natalizia? O il sette e mezzo? Per anni ho giocato a poker con gli amici, 5€ massimo a giocata, e si giocava per ore anche divertendosi. Poi sono spuntate come funghi delle trasmissioni un tv sul poker, poker room più o meno professionali, appassionati di ogni età: i miei amici ci sono andati dentro, a me a quel punto non interessava più perché a me non importava vincere, ma stare insieme a loro. Bah. Meglio il calcetto!

    • Esatto Michele. Mica giocare per divertimento è reato. Non amo giocare a carte ma capisco che farlo durante le feste natalizie può essere un bel modo per stare insieme quando fuori piove (se va bene!). Il punto è quando il gioco inizia a diventare altro. La gente gli va dietro come se possa risolvergli i problemi… e lo Stato non insegna a vivere inseguendo altri Valori.
      Ciao,
      Emanuele

  3. Qualche anno fa ho messo piede in un casinò… e mi sono divertita pure, specie quando ho vinto dieci volte tanto quello che avevo puntato alla roulette( la fortuna del principiante 😀 )..Ecco, io ci sono entrata per pura curiosità e proprio per l’estemporaneità della cosa mi sono divertita. Ma il vedere quanta gente era entrata lì dentro con intenti mooolto diversi dai miei, mi ha dato da pensare. Io ho riso un sacco quella sera, ma chi mi stava intorno e si giocava cifre astronomiche che magari vedeva svanire in un secondo e che continuava imperterrito come un automa a puntare e dipendeva oramai dal gioco , chiaramente lo viveva in maniera diversa.. “I soldi nella vita vanno guadagnati”: queste le parole che mi aspettavano a casa e che hanno smorzato tutta la mia euforia per la vincita …ma resta il fatto che il pericolo è l’eccesso e lo snaturare le cose o il dipendere dalle cose stesse…

    • Precisamente bastian contraria. 🙂
      E’ un peccato che però lo Stato non incentivi il gioco “sano” quanto quello che crea aspettative e dipendenza. La differenza è sottile e passa fin troppo inosservata…
      Ciao,
      Emanuele

  4. Immaginate per un momento di essere colui che gestisce le lotterie, oppure gratta e vinci, oppure tutti i sistemi che illudono la gente ( per un improvviso cambiamento della vita ).Nel momento che i biglietti ( vincenti ???????) vengono distribuiti, un sorriso appare sul volto di chi gestisce il sistema, e il proprio pensiero corre veloce, accompagnato da un sorriso, pensando a i cretini che corrono a comprare l’illusione. Purtroppo ce ne sono tanti, e lo stato che sembra garante, è solo il socio occulto per gli introiti che ne derivano, perchè sà come il gestore, che di cretini ce ne sono tanti, e finiranno nel comprare i biglietti, chi con amarezza, chi ancora illuso, tornerà, nella propria abitazione, ignorando che il gioco è vincente solo per il gestore e lo stato, che in pubblicità televisiva o radiofonica raccomanda di giocare con parsimonia. Ma in fondo il pensiero è sempre lo stesso. ” Giocate cretini, perchè i vostri soldi serviranno a salvare in parte le casse dello stato, ( già derubate, da i politici, che non aspettano altro, che rubare nuovamente ). Auguri a tutti, e buna amarezza.

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