La bambagia fa male.

Qualche giorno fa ho ricevuto, da un amico, una delle solite catene di Sant’Antonio via e-mail.

Non l’ho inoltrata ma la copio qui e la prendo come spunto per la riflessione che segue sotto.

In un’intervista della Tv americana, Jane Clayson ha chiesto ad una ragazza orfana a causa della tragedia delle TwinTowers: “Dio come ha potuto permettere che avvenisse una sciagura del genere?”.
La risposta che ha ricevuto è… “interessante”:
“Io credo che Dio sia profondamente rattristato da questo, proprio come lo siamo noi, ma per anni noi gli abbiamo detto di andarsene dalle nostre scuole, di andarsene dal nostro governo, di andarsene dalle nostre vite.
Essendo Lui quel gentiluomo che è, io credo che con calma Egli si sia fatto da parte.
Come possiamo sperare di notare che Dio ci dona ogni giorno la Sua benedizione e la Sua protezione se Gli diciamo: “lasciaci soli”?
Considerando i recenti avvenimenti… attacchi terroristici, nelle scuole… ecc… penso che tutto sia cominciato quando 15 anni fa Madeline Murray O’Hare ha ottenuto che non fosse più consentita alcuna preghiera nelle nostre scuole americane e le abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto: “E’ meglio non leggere la Bibbia nelle scuole”… (la stessa Bibbia che dice, Tu non ucciderai, Tu non ruberai, ama il tuo prossimo come te stesso) e noi gli abbiamo detto OK.
Poi, il dottor Benjamin Spock ha detto che noi non dovremmo sculacciare i nostri figli se si comportano male perchè la loro personalità viene deviata e potremmo arrecare danno alla loro auto- stima, e noi abbiamo detto “un esperto sa di cosa sta parlando” e cosi abbiamo detto OK.
Poi, qualcuno ha detto che sarebbe opportuno che gli insegnanti e i presidi non punissero i nostri figli quando si comportano male, e noi abbiamo detto OK.
Poi alcuni politici hanno detto: “Non è importante ciò che facciamo nel privato purchè facciamo il nostro lavoro” e d’accordo con loro, noi abbiamo detto OK.
Poi qualcuno ha detto: “Il presepe non deve offendere le minoranze”,così nel famoso museo Madame Tussaud di Londra al posto di Maria e Giuseppe hanno messo la Spice girl Victoria e Beckam e noi abbiamo detto OK.
E poi qualcuno ha detto: “Stampiamo riviste con fotografie di donne nude e chiamiamo tutto ciò “salutare apprezzamento per la bellezza del corpo femminile””. E noi gli abbiamo detto OK.
Ora ci chiediamo come mai i nostri figli non hanno coscienza e non sanno distinguere ciò che e giusto da ciò che è sbagliato. Probabilmente, se ci pensiamo bene noi raccogliamo ciò che abbiamo seminato.
Buffo come sia semplice, per la gente, gettare Dio nell’immondizia e meravigliarsi perchè il mondo sta andando all’inferno.
Buffo come crediamo a quello che dicono i giornali, ma contestiamo ciò che dice la Bibbia.
Buffo come tutti vogliono andare in Paradiso, ma al tempo stesso non vogliono credere… pensare nè fare nulla di ciò che dice la Bibbia.
Buffo come tutto ciò che è indecente, scabroso, volgare ed osceno circoli liberamente nel cyberspazio, mentre le discussioni pubblicate su Dio siano state soppresse a scuola o sul posto di lavoro.
Buffo come a Natale nelle scuole la recita per i genitori non possa più essere sulla natività ed al suo posto venga proposta una favola di Walt Disney.
Buffo come si stia a casa dal lavoro per una festività religiosa… ma non si conosca nemmeno quale sia la ricorrenza.
Buffo come qualcuno possa infervorarsi tanto per Cristo la domenica, mentre è di fatto un cristiano invisibile durante il resto della settimana.
Buffo come posso essere più preoccupato di ciò che pensa la gente di me piuttosto che di ciò che Dio pensa di me.

Questa e-mail è arrivata (guarda i casi della vita…) proprio mentre le Iene mandavano in onda il servizio che potete vedere sotto. Si intitola: Guerra innocente.

Oltre alla drammaticità delle scene, oltre alla tristezza che certe situazioni che giornalmente accadono (mentre noi pranziamo, dormiamo, parliamo) arrecano al nostro animo, mi chiedevo… è giusto parlare di queste cose solo “in fascia protetta”?

Ci stiamo circondando di “fascie protette”. In ogni cosa. E l’e-mail di sopra puntava a far riflettere un po’ anche su questo.

E’ giusto non parlare con i più piccoli anche di queste cose? E’ giusto nascondergli le atrocità di cui l’uomo è capace e farli crescere in un mondo tutto rose e fiori?

Io questo post, per scelta, l’ho scritto prima ma ho voluto pubblicarlo, provocatoriamente “in fascia non protetta”. Sono convinto che vedere certe cose possa fare svegliare. Possa far riflettere.

Ed è riflettendo che si cresce… non è vivendo nel mondo dei balocchi, dove ogni cosa è risolta, dove i problemi si risolvono piangendo e dando calci alla mamma.

Bambini, ma lo sapete quello che accade nel mondo proprio mentre voi vi lamentate perché la vostra pleistescion è più vecchia di quella del vostro compagno di banco?

Non vogliamo traumatizzarli. E’ questa la risposta dei genitori più apprensivi. Rispettiamo la loro sensibilità. Eppure… conosco qualche persona (non faccio nomi, si dice il peccato ma non il peccatore…) che per via di un padre ed una madre così apprensivi secondo me ha tante qualità sprecate. Ed è, a 20 anni, una persona vuota. Non conosce il mondo, non sa parlartene e sembra un* bambin* durante ogni discorso che provi a prendere.

E’ da li che nascono poi gli errori. E’ giusto conoscere. E’ giusto aprire gli occhi, dopo aver inghiottito il colpo e riflettuto un po’, per riuscire a dire “io non ci sto, facciamo qualcosa”.

E’ così che si cresce con degli ideali. E’ così che si può sperare di cambiare il mondo.

Perché continuiamo a “proteggere” i nostri bambini da qualcosa che, quando salterà fuori, li coglierà impreparati?

Ci stupiamo che certe cose accadono. Non siamo però così onesti dall’ammettere che la colpa è solo nostra.

Emanuele

2 commenti » Scrivi un commento

  1. Caro Emanuele,
    non puoi capire quanto questo tuo vecchio post sia così vero, purtroppo.
    Quando ero piccola nel mio libro di lettura c’era la pagina dedicata a Martin Luther King, quella dedicata all’inquinamento, quella dedicata ai più poveri tra i poveri, etc…
    Quelle pagine erano da mal di pancia ma le ricordo sopra tutte le altre.
    Oggi, tra le pagine dei libri di lettura dei miei alunni, non c’è nulla di tutto ciò, e per me è assai difficile sapere qule argomento di attualità si può o non si può affrontare in classe per non urtare la sensibilità dei…genitori…
    E così loro,i bambini, protetti a casa e a scuola, crescono con difficoltà…
    Noi insegnanti, comunque, cerchiamo di sfondare questa tendenza al rincretinimento collettivo ma, ti assicuro, lo facciamo a nostro rischio e pericolo…forse esagero, ma credo tu abbia capito il senso di quello che ti voglio dire.
    Ciao

    • No robi, lo capisco benissimo. Il mondo è sempre più definito, pianificato. Non si può uscire da un binario che si rischia già di finire alla gogna (anche mediatica). Ne risente la scuola, ne risentono le attività scout (e per questo invidio chi fu scout negli anni 50, quando ancora l’avventura si respirava in maniera totalizzante) e, alla fine, chi ne risente di più è l’educando che viene privato di tante realtà “per paura che gli facciano male”. Eppure lo san tutti che la vita non è rose e fiori… e allora perché abituarli solo a quello? I giovani finiscono per arrendersi o sentirsi dei falliti quando incontrano qualche spina, perché nessuno gli ha spiegato che la vita è diversa da quel cotone in cui sono sempre stati avvolti. E’ un vero regalo questa particolare (e forse perversa) attenzione che si pone nei loro confronti?
      …solo sbucciandosi un ginocchio un bambino impara quanto brucia cadere…
      Ciao,
      Emanuele

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