Lo spam è una brutta bestia. Questo è palese e… persino i più giovani utenti di internet ne hanno ormai avuto a che fare.
Visto il suo rendimento (considerato il costo quasi nullo) lo spam non poteva fermarsi al mondo delle e-mail e, con la nascita esplosione dei blog, gli spammer hanno intuito immediatamente che potevano servirsi anche di questi per la loro pubblicità.
Sono nati di conseguenza tanti strumenti utili ai blogger per difendersi dallo spam. Uno dei metodi più comuni per bloccare gli spambot è quello di utilizzare dei CAPTCHA: quelle immagini (presenti attualmente anche in questo blog) composte da numeri e/o lettere teoricamente non riconoscibili tramite software.
Ovviamente, “fatta la legge, trovato l’inganno” e così è nato Pwntcha, un decoder di captcha che cerca di riconoscere automaticamente la sequenza alfa-numerica presente nelle immagini. Gli autori di pwntcha non stanno lavorando comunque per aiutare gli spammer ma vogliono solamente far notare quanto deboli siano certi tipi di captcha.
Agli spammer in ogni caso, non sembra interessare neanche questa soluzione e così si è creato un vero e proprio mercato nero di “spammer-umani” pronti, per poche lire, a spammare sui blog protetti da captcha. Come segnala Guardian Unlimited questi spammer-umani provengono in gran parte dalla Nigeria e sono disposti a fare questo sporco lavoro per pochissimi soldi.
Lo spammer intervistato dal giornalista preoccupato per il futuro del web, ha risposto con tranquillità: “Nulla di personale. E’ solamente business.”.
P|xeL

E’ straordinario come una,







