Privacy e blog

Riprendere possesso dei propri dati, passa anche dai propri siti web.

Hai un blog? Ti sei mai domandato quanti servizi esterni hai integrato sul tuo sito per il bene di chissà cosa?

I bottoni di like, fav, ❤ dei vari social, oltre ad essere degli strumenti di voto, sono delle cimici utilizzate dai vari provider per monitorare le attività sul web “esterno” (il web interno, la “gabbia dorata” di ogni social, è monitorata in maniera molto più agevole e intensa. Ad esempio, Facebook registra anche i vostri movimenti del mouse sulla pagina).

Questo blog è Facebook Free da sempre e Google Free da circa una settimana.

La stesura di questa rubrica mi è servita da sprone per eliminare due strumenti di Google: Google Analytics e Google AdSense. Del secondo, dati gli introiti ormai relativamente bassi (il traffico sui blog si è decimato rispetto a 6-7 anni fa) non sentirò la mancanza. Di Analytics, il tool di monitoring degli accessi, non volevo fare del tutto a meno.

La domanda che mi sono posto durante la sua rimozione è stata: a me serve precisamente Google Analytics o un tool moderno di analisi degli accessi?

La risposta era scontata.

Ho colto così l’occasione per installare Matomo, una piattaforma di web analytics rispettosa della privacy e compliant con il GDPR e col Do Not Track. In pratica se impostate il vostro browser con il DNT attivo, la vostra visita qui non viene registrata e io vi vorrò bene ugualmente. 🙂

Matomo è divenuto velocemente il più grosso progetto OpenSource di web analytics al mondo ed è utilizzato anche nei siti della Commissione Europea che ne parla così:

“Europa Analytics is based on Matomo which is the leading open-source analytics platform that provides relevant and reliable insights into user behaviour. The data and information collected by Matomo is 100% owned and controlled by the European Commission. This guarantees compliance with strict privacy regulations and laws. Matomo is used by more than 1,000,000 websites worldwide, including large corporations, SMEs, governments & non-profit organisations.”​

Se avete un hosting che supporta Softaculous, l’installazione si effettua con pochi click e senza troppe difficoltà. Se amate consultare le vostre statistiche in mobilità, è disponibile anche l’app di Matomo.

Un altro aspetto spesso sottovalutato dai webmaster, è quello relativo ai contenuti multimediali dei blog (font, immagini, video). Personalmente ho sempre preferito evitare i Google Fonts e le CDN. Se da un lato possono velocizzare il caricamento dei contenuti (per il visitatore che capita qui la prima volta, per gli altri in realtà la cache del browser fa già un buon lavoro!), dall’altro (anch’essi, sigh!) sono metodi per monitorare la navigazione sul web.

Il web, vi sarà evidente, è diventato un ambiente di tracking incredibile. Strumenti apparentemente innocui (font, pulsanti di like) sono stati trasformati in strumenti di marketing. Perché regalare a questi giganti del web tali informazioni? Per cosa poi? Per guadagnare un numero incrementale chiamato “like” e gioire come bambini?

Io dei “like” me ne sono sempre bellamente fregato e da oggi se utilizzate un buon browser, potete star tranquilli che né Google né Facebook sapranno mai che siete capitati da queste parti.

Riprendiamoci i nostri dati.

Emanuele

3 commenti » Scrivi un commento

  1. Ciao Emanuele,
    ma cosa sarebbe lo script caricato da connect.facebook.net ? Ho visto che è importato in pagina, e anche firefox mi avvisa di averlo bloccato su questo sito (insieme a platform.twitter.com).
    Inoltre mi sembra vengano importati anche i google fonts, oltre ad altri script google

    • Ciao Matteo, provi a fare una nuova verifica? Dovrei aver risolto definitivamente. Rimane solo Twitter (che al momento perdono perché tra i big è “il meno big”), ma uno come te lo vedrei bene su Peepeth, social che sto iniziando ad usare con gran divertimento.
      Ciao,
      Emanuele

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