Al mio papà (tanti auguri).

Oggi è il compleanno di mio papà e siccome di papà ce n’è uno solo (almeno per la stragrande maggioranza della popolazione :-|), ecco anche un post tutto per lui.

In queste settimane ho riflettuto molto e mi sono accorto di stare aspettando questo giorno da tempo. Quando era mai successo che gli amici sapessero del compleanno di mio padre tanto tempo prima?!

In realtà, dopo quella notte tante cose sono cambiate in lui ma una in particolare sembra non voglia cambiare mai ed è questo ciò che mi ha colpito.

Non so se lui lo sa ma – in quel periodo – i medici ci prepararono al peggio. Vennero a farci tanti discorsi, ci dissero persino che probabilmente non sarebbe tornato a camminare.

Io cercavo di sorridere sempre. L’avete visto anche dal blog, non lasciavo che questi discorsi entrassero nella mia testa tanto che neanche li raccontavo. Mi dicevo sempre “ok, ciò che succederà, lo affronterò”.

Lui è tornato in piedi.

A casa non tornò proprio coi suoi, ma pian piano le cose migliorarono. E’ stato quasi due mesi a Milano e anche per quello ci furono discorsi e discussioni. L’aereo fa male, gli sbalzi di pressione pure e l’assistenza medica e bla e bla e bla.

E io, nuovamente, non volevo crederci. Non potevo fermarmi a quelle parole, non volevo perdere la serenità e pensare che tutto stesse andando a rotoli. Feci i salti mortali. Studiai e divenni la sua ombra finché non partì.

Adesso, ad Agosto, è tornato solo.

Io da tutto questo e da queste due fasi ho iniziato a raccogliere qualche insegnamento che voglio condividere con voi.

Son cose che in fondo sai già ma che non decidi mai di riordinare nella testa fino a farle diventare frasi con un soggetto, un predicato e un complemento.

Come dicevo, ho visto lui… e ho visto me.

Se c’è una cosa che ci accomuna, probabilmente, è la forza interiore. Quella grinta che ti porta a non volerti dare mai per vinto.

L’ho fatto con l’università. Lo feci (per tanto tempo) con l’amore. Lui l’ha fatto per raggiungere tantissimi traguardi della sua vita.

Non dimenticherò mai la scena di quella notte. Le portine dell’ambulanza che si chiudevano e lui che usciva la lingua a me e mia madre.

In uno dei momenti più seri della sua vita, lui era li che scherzava e ci faceva forza.

E io credo proprio d’aver imparato ad esser così. Mi piace fare forza agli altri; mi piace, dare, Speranza o semplicemente fare una battuta quando chiunque direbbe che non è il momento.

Sarebbe bello vedere un mondo così. Non di persone come lui o come me (sai che noia…), ma di persone – giornalmente – impegnate nel regalare spensieratezza anche nei momenti seri.

Come diceva Baden-Powell, “un sorriso fa fare il doppio della strada di un brontolio”. Saper prendere le cose con leggerezza e donare quella sensazione a chi si ha intorno è un dono speciale.

Oggi è il suo compleanno e io sono felice. Tutte queste cose, prima o poi, lui le leggerà… e spero che capirà anche il bene che gli voglio (e che gli vogliamo), anche se spesso può non sembrare abbastanza.

Sarà una bella giornata… 🙂

Emanuele

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