Ethiopian Cuisine!

Oh mamma, mi piange il cuore! 🙁

Ristorante "La nocciola" (Londra)

Vedete l’immagine qui sopra?!

E’ il ristorante in cui lavorai per un’estate intera a 17 anni. Si trova vicino al centro di Londra (guardandolo non si direbbe…) e – cavoli – da anni immaginavo che quando sarei tornato a Londra, avrei fatto un salto li.

Non avevo mai pensato di controllare che fine avesse fatto su Google Street View… e oggi, ho avuto l’amara sorpresa!

Il ristorante “La nocciola” ha chiuso (e adesso Bruno – il proprietario – chissà che fine ha fatto…). Tramite Google ho scoperto inoltre che per un certo periodo c’è stato un ristorante chiamato “Pasta Paridiso” (dal nome sarà stato sicuramente di proprietà di qualcuno non italiano che tentava di sfruttare il nome del precedente…).

Sigh!

Davanti a quelle aiuole io, ogni giorno, verso le 11 aprivo il tabellone a V capovolta con le offerte dei piatti del giorno… e quella porta, diamine, aveva sempre difficoltà a chiudersi verso le 3 di notte la sera…

Ero tipo Fry di Futurama. L’ultima ruota del carro in quel ristorantino. Andavo persino a fare volantinaggio… però cavoli, fu una delle estati più belle che io possa ricordare!

Imparai li a destreggiarmi con i cappuccini, la macchina per l’espresso, i babà col liquore, i tocchetti di amaro…

Fu quello il posto in cui mi accorsi delle schifezze che giravano dietro i ristoranti. Dal cuoco che non era italiano (in un ristorante italiano!) al lavandino in cui lavavo piatti e posate che perdeva acqua da tutti i lati e finivo sempre per farmi il bagno anch’io, alle volte in cui finiva la lattuga, prendevo qualche sterlina dalla cassa, attraversavo la strada e di nascosto tornavo dentro con un po’ di spesa per la cucina…  😐

Fu bello. Era quasi un gioco per me… ci andavo anche fuori orario perché mi divertivo a mantenere quel posto pulito e sistemato.

C’era anche un cliente affezionato. Un italiano, pensionato, che viveva dall’altro lato della strada. Veniva quasi ogni sera… era un piacere scambiare due parole con lui e quando c’era meno gente ti invitava anche a sederti al tavolo per chiacchierare un po’ mentre fumava la sua sigaretta. Aveva vissuto nel nord Italia per anni e poi decise di continuare la sua attività a Londra.

Mamma mia… mi dispiace davvero tanto. Quel posto fu così bello per me che ho ancora il bigliettino da visita del ristorante conservato nel portafoglio.

Sigh!

Quant’era bello poi occuparsi del conto, fare le somme, portare la ricevuta con due o tre mentine (sceglievo io) e poi magari fare il pagamento con la carta di credito, seduto in uno stanzino giusto accanto al bar…

Si, perché in pratica quell’estate quel posto ruotò grazie a me. Nella sala (erano 12 tavoli) oltre a me rimaneva solo il proprietario che – ovviamente – si occupava il più delle volte delle ordinazioni e di portare i piatti “più eleganti”. Tutto il resto toccava a me.

Aprire le birre, preparare al volo i bicchieri e portarli nel minor tempo possibile… c’era quasi una gara – personale – nel riuscire a soddisfare tutte le richieste prima che ne arrivassero altre.

E Bruno poi… che aveva una stanza proprio li sopra che, quando gli chiesi se vivesse li, mi rispose con tanta sincerità “oh no, it’s just for sex!“. Che tipo…

Avrei altre mille storie da raccontarvi… come quella volta in cui una bellissima ragazza (occhi chiari, biondina e riccia) venne a chiedere se ci fosse possibilità di lavorare li… purtroppo Bruno le rispose di passare più tardi perché era occupato ma io dietro il bancone mi accorsi dal suo sguardo che aveva capito che non c’erano possibilità… così un minuto dopo che uscì, buttai la tovaglia con cui stavo asciugando i bicchieri e corsi fuori dal ristorante per cercarla. Cavoli… era l’occasione per lavorare con una ragazza carina e volevo spiegarle che doveva semplicemente ripassare nel pomeriggio… 😎 (purtroppo però non la ritrovai! :-D).

Proprio qualche giorno fa parlavo con Suzanna, una amica londinese (che adesso s’è appena laureata: cavolo come passa il tempo!) che mi chiede sempre di tornare li… chissà forse dovrei mettere questo desiderio come secondo regalo per una certa cosa… 🙄

Londra non è per niente un capitolo chiuso.

Emanuele

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  1. Pingback: Nice to meet you. - …time is what you make of it…

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