Si.

Io: «Vuoi sposarmi?». Lei: «Ema, sai che queste cose devi domandarmele solo quando le penserai seriamente…». Io: «Sono serio. Sofia, vuoi sposarmi?».

Ma gli oggetti, dicevo. Gli oggetti, adesso, proiettato sull’istante in cui esisto, assumono un sapore che diventa imprescindibile. Mi ricordano ciò che ero. Ciò che pensavo potessi diventare, quando sarei stato grande. Mi portano a fare i conti con me stesso, a fare i conti con i sogni che a quell’età coltivavo.

(Via: Il blog di Mao)

Emanuele