Le gazelle.

Oggi pomeriggio sono uscito. Sono finito in centro (zona negozi) ed è stato un evento: mentre camminavo mi rendevo conto che era da almeno sei mesi che non uscivo per vestiti… così, ero quasi preso dalla voglia di comprare.

Dico quasi perché dopo 3 negozi mi son ricordato perché fossero passati sei mesi dall’ultima volta. 😐

Ah, ero con i miei e – si sa – non è il massimo uscire con la mamma per comprare cose. L’unico aspetto buono è che è disposta a spendere come se stesse eliminando la fame nel mondo.

Fortunatamente per lei ho comprato solo una magliettina (bellissima però :-P). E’ tutta gialla con Obelix disegnato davanti. 9 euro e 90 di piena soddisfazione! :joy:

In realtà ho visto la magliettina di SuperMan ma il negozio era chiuso. Però il prezzo si vedeva: 29 euro. In pratica, con quei soldi, ci compro anche la magliettina di Asterix e Idefix (e mi avanzano 10 euro per 4 gelati! 8-O). Boh… vedremo, è una cosa che desidero da millenni.

E tra le cose che desidero, da qualche tempo mi sta venendo voglia di comprarmi nuovamente le Gazelle. Le mitiche scarpe Adidas nate nel 1968. Ne ho un paio con cui ho fatto tutte le scuole superiori… e praticamente han fatto la guerra. Han visto cose che neanche gli anfibi dei militari in Iraq! 😎

Boh… tra l’altro, che colore? Perché se le prendo troppo eccentriche non posso metterle con tutto… e io so che ci sto comodissimo dentro…

Vedremo… intanto adesso vado a rasarmi la testa. C’è caldo e aspettavo da giorni questo momento, solo la barba ha avuto il sopravvento sulla tensione pre-esame. 🙂

Emanuele

Now my feet won’t touch the ground!

E’ andata. In realtà non sono contentissimo del voto, sia perché mi son confuso su cose che sapevo benissimo (addirittura speravo me le chiedesse!) sia perché in questi giorni sono entrato talmente in isolamento che se avesse potuto valutare l’impegno sono sicuro che avrei dovuto prendere molto di più. C’è il mio migliore amico (oh, lo scrivo così lo capisce…) che vuol parlarmi perché mi sente distante in questo periodo.

E’ un venti… e c’ho pensato un po’ prima di accettare. Sono uscito, ne ho discusso con qualche collega… alla fine son tornato dentro a farlo scrivere.

So che tanta gente ci perde anni, una collega (bravissima, ha preso un trenta meritatissimo) ha dedicato tutto l’anno solo a questa materia mentre io ne ho date tante altre. So che da 2 aule piene della prima prova, eravamo in appena 95 (un’aula) nella seconda e in 23 all’orale. Dei 23 siamo passati in 18 se non erro e io… la stavo firmando al primo tentativo.

Questa materia, proprio per questo, mi sembra un regalo. Quando passai il primo compito a Febbraio pensai proprio che era solo merito di una manina dall’alto. Avevo fatto tante altre materie e avevo studiato per quel compito solamente 15 giorni.

E questa manina l’ho sentita in questi giorni… e per questo non ho voluto abbandonarla e ho voluto crederci fino all’ultimo. Fino a stamattina quando, non riuscendo a dormire, mi son messo a ripassare ancora.

E’ una in meno… ed è una brutta bestia, la materia più grossa affrontata quest’anno. E’ una in meno al primo colpo.

Mi torna così in mente la seconda lettura di ieri. Quando durante la Messa l’ho ascoltata, ho pensato proprio alle difficoltà della vita e al perché esse debbano essere viste sempre in maniera positiva.

Fratelli, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

2Cor 12,7-10

E io mi sento per ora così… sto dando il massimo ma ovviamente ci sono anche le spine. E oggi la spina è quel voto che avrei desiderato un po’ più alto.

Pazienza, per oggi vacanza! Domani si riprende a studiare per il prossimo esame, magari con un po’ di tranquillità in più visto che è praticamente pronto… 🙂

Intanto i piedi vanno in alto e non toccano il suolo, perché in fondo mi sembra assurdo.

A fine maggio, dopo tutto il terremoto dovuto all’infarto di mio padre, mi son presentato da alcuni ragazzi che studiavano fisica da mesi. Mi son detto “io sono qui. Proviamoci!”. E da li ho iniziato a studiare ogni giorno senza sosta.

E così… sono io – al primo colpo – a superare una materia che tutti mi dicono “oh, è fisica…”. 🙂

Emanuele

PS: adesso il problema più grande della giornata è scegliere il gusto del gelato che oggi pomeriggio voglio prendermi (anche se ancora non so con chi! :-D)

Jumanji.

“M.V.S.U.P.!” “Ciao da me!” “Noooooooooooo!” “Manu!” “ΛΛ the school!” “Eat my shoe!” “Perché?!?” “Ciucciati il calzino!” “…Ciccia, ciccia, bromuro, bromuro…” “Fuck you!” “Grattachecca e fichetto!”

Oh che bello. Cercavo un temperino (visto che non ho avuto il tempo di andare a comprarlo… :-|) e ho ritrovato il mio portacolori delle scuole superiori!

Quelle in alto sono le frasi che gli avevo scritto sopra e visto che si stanno scolorendo ho deciso di salvarle qui. Per ognuna di esse ci sarebbero ore di storie dietro…

Comunque, nel portacolori ho ritrovato anche due penne del centro di lingua in cui studiai inglese per due estati consecutive (a Londra) quando avevo 15 e 16 anni.

Son volato indietro nel tempo semplicemente aprendo una zip! Spettacolare! :joy:

Emanuele

PS: che sito orrendo che ha quella scuola però! 😐

Al premier spettano 365 donne.

Non ho avuto il tempo di parlarne prima ma io tutta questa storia di Berlusconi, la minorenne, le escort, Villa Certosa non l’ho mica capita.

La gente è sbigottita, all’estero sono sorpresi e impressionati e parlano di Berlusconi come “pericolo per l’Italia”.

Ecco… ma io dico, è mai possibile che si metta alla gogna un Presidente del Consiglio, ma soprattutto un uomo, nel momento in cui fa la scelta più giusta della sua vita politica e personale?

Non ho avuto il tempo di dirlo ma io direi che dovrebbero spettargli di diritto almeno tre stangone. Russe, moldave, polacche, spagnole… scelga lui se ha gusti particolari.

E non devono essere calme e pudiche. Proprio cavalle. Di quelle che – a letto – se non le soddisfi per sei ore consecutive non si smuovono e ti rimettono sotto.

Oh signori, è il Presidente del Consiglio!

Dategliele ‘ste veline! Non destinatele tutti ai calciatori, che quelli poi fanno persino un corso per imparare a memoria le parole di rito per convolare a nozze. Silvio i discorsi pronti li impara da solo da anni!

Berlusconi ha fatto una scelta saggia e noi gli diciamo di vergognarsi. Gli diciamo che dovrebbe smetterla. Ma siamo impazziti tutti?!?

Io, al contrario, direi che, considerate le leggi personalissime che sono già state emanate, venga passata con un provvedimento in rapidissima anche questa: al premier spetta una cavallona ogni sera. Ogni giorno dell’anno.

Cavoli. Quanti ultrasettantenni conoscete a cui il cuore regge senza problemi uno stress simile? 🙂

Emanuele

Il GPL è sicuro: a Viareggio non è esploso nessun treno.

Premesso che sono dispiaciuto e addolorato per le vittime di questa tragedia, mi sembra il caso di fare un minimo di informazione e, pertanto, come scritto nel titolo, va ribadito che a Viareggio non è esploso alcun treno.

In questi giorni ascoltando il telegiornale o leggendo notizie su internet ho sentito ovunque la parola “esplodere”.

“Treno esploso: centro accoglienza in piazza comune Viareggio.”

Fonte: AGI

“Viareggio, treno esplode in stazione. E’ strage.  In fiamme auto e palazzi: 14 morti, 3 dispersi.”

Fonte Repubblica

“Esplode un treno a Viareggio.”

Fonte: Corriere

“Inferno a Viareggio, treno di Gpl deraglia alla stazione ed esplode: 16 morti, 3 dispersi e 30 feriti.”

Fonte: Adnkronos

E’ triste vedere che, nel marasma delle informazioni, nella solita corsa “a chi lo dice prima”, nessun giornalista si è preoccupato di conoscere e divulgare il reale andamento dei fatti evitando di creare disinformazione e terrorismo.

Partiamo da un concetto fondamentale: il GPL, come già detto, è un gas con densità molecolare maggiore di quella dell’aria. Per questo, se disperso in natura, tende a rimanere in basso. Per farvi comprendere meglio il concetto, provate a versare un po’ d’acqua in una damigiana d’olio. L’acqua (più pesante) andrà in basso mentre l’olio vi si disporrà sopra “galleggiando”. Afferrato questo concetto, andiamo avanti e iniziamo a dare un senso logico (e cronologico!) ai fatti.

A Viareggio, il convoglio che trasportava le cisterne di GPL ha deragliato e una delle cisterne – purtroppo – è finita su un picchetto di segnalazione, posto lungo la massicciata che l’ha perforata.

La perforazione però non ha innescato nessun incendio. Le Ferrovie dello Stato hanno rilasciato un comunicato tecnico in cui dichiarano:

Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l’esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni. Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate non aveva evidenziato alcuna anomalia.

Questo però i telegiornali si dimenticano di raccontarcelo e al contrario, iniziano tutti a puntare il dito verso questi combustibili mettendoli alla gogna come insicuri e pericolosi.

Facciamo dunque qualche premessa tecnica.

Come tantissimi gas, il Gpl sottoposto ad una certa pressione si condensa, passando dallo stato gassoso a quello liquido (liquefazione).

Nei treni, per ovvie ragioni di costi viene stoccato e trasportato in forma liquida (ma è così anche nelle bombole del gas di casa!) e per via della perdita si è trasformato nuovamente in forma gassosa, disperdendosi nell’ambiente circostante col comportamento descritto prima. Ovviamente le auto e i piani più bassi delle case limitrofe alla stazione, sono state le più soggette alla sua propagazione.

La gente fin da subito ha dichiarato di vedere i gradini di casa prender fuoco, e un alone celestino sul pavimento. Una casa è descritta dai vigili del fuoco come esplosa dall’interno.

A questo punto il quadro inizia ad esser chiaro.

Il GPL si è disperso nell’area in pochissimi secondi dopo il deragliamento perché spinto fuori dalla cisterna ad una certa pressione e, in qualche appartamento o auto ha incontrato un innesco: una scintilla, una fiamma di un fornello acceso. Un uomo con una sigaretta. A quel punto l’intera sostanza si è incendiata e, a catena, la fiamma ha raggiunto ogni posto in cui era arrivato il gas.

Ecco perché i gradini di casa si incendiavano quasi “magicamente“.

In questi giorni un po’ ovunque sto iniziando a sentire discussioni circa la sicurezza delle bombole GPL delle auto o (addirittura) di quelle a metano (facciamo un discorso a parte dopo).

Il GPL si è incendiato così come si sarebbe incendiata una cisterna piena di benzina: cammina, incontra un innesco e parte la combustione. Quante volte abbiamo visto al telegiornale (o RealTV, giusto per ricordare anche casi spettacolari) un’autocisterna che prendeva fuoco o una pompa di benzina finita al rogo?

L’esplosione di un vagone di GPL, se fosse avvenuto, avrebbe sprigionato un’energia tale che probabilmente un quartiere intero sarebbe scomparso.

Il GPL nelle auto è più sicuro della benzina, sia per le norme di sicurezza a cui è sottoposto (varie valvole di sicurezza, doppia camicia della bombola, componenti “sovradimensionati”) sia perché rinchiuso in un contenitore che – differentemente da quello a benzina non è di plastica e così, non basta un incidente automobilistico per perforarlo.

L’acciaio di cui è composto il contenitore è una lamina in lega speciale con un migliorato grado di deformabilità, che per normativa di legge, è spessa 3,5mm ed è capace di resistere a pressioni interne di 30 bar che equivalgono ad oltre 300.000kg di peso per metro quadrato. La bombola, insomma, è ben superiore alla resistenza delle lamiere della carrozzeria stessa dell’auto. In definitiva, prima di preoccuparci della “morte per esplosione della bombola GPL”, bisognerebbe preoccuparsi per la morte dovuta allo scontro stesso.

L’esplosione di una bombola di GPL può avvenire solo in un caso: la temperatura interna raggiunta è talmente elevata che la resistenza del ferro non è più sufficiente a trattenere la pressione raggiunta (ricordatevi che all’interno non vi è mica del comburente per bruciare tutto quel liquido…). Nelle auto però, sono presenti tre elettrovalvole costruite con funzionamento “chiuso se spento”. In pratica vanno alimentate sempre per essere aperte e in caso di incidente mortale dubito che il motore rimanga acceso. Inoltre, all’ingresso/uscita della bombola, vi è un termo-fusibile che fonde ad una certa temperatura e permette l’evacuazione del GPL, tramite uno sfiatatoio, molto prima che la bombola possa raggiungere i 30 bar di pressione interna.

Da test condotti è fuoriuscito  che il volume di fiamma sprigionato da una fuoriuscita di GPL è minore di quello sprigionato dalla perdita della benzina (che si espande forzatamente sul terreno circostante).

Come dicevo sopra, un discorso a parte va fatto per il metano. Questo gas, che si trova in natura (a differenza del GPL), è più leggero dell’aria e per questo tende a salire: se non fosse così, essendo in natura, saremmo già tutti morti o sapremmo sintetizzarlo o filtrarlo nei polmoni.

Per questo, in caso di perdita di metano da una bombola, il gas si disperde nell’aria e molto probabilmente non incontrerà un innesco che lo faccia incendiare.

Questa peculiarità lo rende ancora più sicuro sia della benzina che del GPL (con cui condivide il sistema di stoccaggio in auto) e anche per questo alle auto a metano è permessa la sosta nei sotterranei. Se il gas sale, chi è a terra non potrà respirarlo. La benzina invece inonda i parcheggi e la differenza ve la lascio immaginare.

Mi dispiace che si faccia disinformazione e terrorismo contro questi combustibili che rappresentano, al momento, una validissima alternativa per diminuire senza grossi investimenti il consumo e l’inquinamento prodotto dalle auto.

Il  prossimo futuro, per i trasporti sarà probabilmente l’idrogeno o l’elettricità ma finché gli interessi economici punteranno sul petrolio difficilmente li vedremo decollare.

Non lasciamoci convincere dai giornalisti che, ahimè, sono così bravi che sanno persino scrivere senza accendere il cervello.

Emanuele

Di nascosto.

Io non so ancora come andrà. So che sto facendo il possibile e so un’altra cosa bella: ho accanto a me due angioletti!

Me ne sto rendendo conto sempre di più in questi giorni e sono felice di condividere con loro almeno 7 ore e mezza delle mie giornate.

Non mi sento solo in questo tour de force e questo è importante e regala coraggio e serenità.

Stasera ho voglia di ringraziare Dio proprio di questo.

E’ bello vedere la mano di Dio nell’affetto naturale e gratuito di un ragazzo e una ragazza. 🙂

Mi sento protetto da loro.

Emanuele