La quiete.

La qualità della forza di cui traboccava Chien-chan era la stessa che percepisco quando fioriscono le ipomee, quando il profumo del gelsomino si mescola al vento, quando la brezza marina accarezza i capelli. Qualcosa d’invisibile, ma che io sapevo riconoscere. … Leggi ancora →

Ma gli oggetti, dicevo. Gli oggetti, adesso, proiettato sull’istante in cui esisto, assumono un sapore che diventa imprescindibile. Mi ricordano ciò che ero. Ciò che pensavo potessi diventare, quando sarei stato grande. Mi portano a fare i conti con me stesso, a fare i conti con i sogni che a quell’età coltivavo.

(Via: Il blog di Mao)

Emanuele

Stamane ho fatto una cosa rivoluzionaria. Nel tragitto casa/ufficio in motorino mi sono fermato a tutte le strisce pedonali, frenando ad una decina di metri di distanza e arrestandomi completamente a un paio di metri. Perché e un po’ di numeri.

 

– “Perché”: perché lo dice il codice della strada. Ho rallentato presso ogni attraversamento e nel farlo mi sono reso conto che non ci sono attraversamenti “senza nessuno”, c’è sempre qualcuno che non si muove perché non vuole essere falciato. Rallentare tantissimo a dieci metri e fermarsi a due ribalta una dinamica che diamo per assodata: il pedone non deve prendere il tempo delle vetture, gli va concesso il tempo di decidere se attraversare o meno. Quando succede, attraversano.

 

– “Un po’ di numeri”:
» da casa all’ufficio ci sono 47 attraversamenti pedonali
» ho cronometrato una mattina qualunque e impiego 13 minuti, stamane 18 minuti e 49 secondi
» il 100% dei pedoni ti ringrazia
» il 100% degli automobilisti e motociclisti suona il clacson

 

Riflessione: gli ultimi due punti qui sopra dicono tutto quello che c’è da dire sulla questione.

(Via: Simone Tolomelli su Facebook)

Emanuele

Tempi moderni.

“Do your own divorce”. A Birmingham, nella biblioteca più grande d’europa c’è anche questo. Chissà quando troveremo in giro le “Stop and drop”, cabine suicidio self-service ipotizzate in Futurama. Emanuele