Imperfect fruits?

Quest’anno il ciliegio ci ha lasciati a bocca asciutta. Colpa dei temporali che a Maggio han deciso di far cadere gran parte delle ciliegie, ancora verdi, piccole e delicate. Finora non avevo mai capito a pieno la disperazione dei produttori di frutta di fronte a certi eventi meterologici. Io le ciliegie le mangio e basta. Chi fa l’agricoltore però può letteralmente perdere una stagione di ricavi per via di temporali che non necessariamente devono assomigliare ad uragani.

Il mercato poi, impone frutta perfetta. Avete visto che nei supermercati non c’è più una mela col buco? Un’arancia ammaccata? Leggo che in America si stima che il 40% della frutta prodotta non verrà mai mangiata. La selezione, durante i vari passaggi dal produttore al consumatore ne butta via quasi la metà. Quando va bene viene recuperata per diventare frutta industriale. In America sono nate varie realtà che vendono “imperfect fruits” (cercate su Google!): cesti di frutta ancora buonissima dalla buccia rovinata. Mi sembra una cosa molto intelligente e mi sorprende che non sia ancora stata importata dalle nostre parti.

Susine

Settimana scorsa ho raccolto le susine. Quest’anno son riuscito a prenderne circa 43kg e ovviamente adesso è partito il classico giro di “consegne” omaggio ad amici e parenti. La mia frutta si nutre esclusivamente di sole e acqua piovana. Due anni fa ho lasciato che il susino fosse anche casa per delle tortore e non ho la minima intenzione di utilizzare alcun prodotto protettivo. Probabilmente la frutta non è vendibile, non è perfetta ma è buonissima.

Emanuele

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