Diciotto santi in Paradiso.

Io so che prima o poi cadrò. Lo do per certo, statisticamente confermato, ineluttabilmente previsto. Eppure la vita continua a mantenermi su una nube scintillante, con i piedi che faticano a toccare il pavimento persino quando provo a spingermi verso il basso.

In quest’Italia in cui la disoccupazione è sempre più prepotente, ingombrante, ignobile e degradante della dignità di tantissimi giovani a me viene proposta una via totalmente diversa e, per questo, cadrò.

Non ho mai scritto un curriculum in vita mia, ve lo raccontai: dopo la laurea non ne ebbi neanche il tempo. In questi mesi di silenzio su queste pagine tante cose sono successe e – il silenzio – non è stato sinonimo di piattezza ma, al contrario, i giorni son diventati sempre più pieni.

Durante l’inverno ho cambiato reparto: nuove sfide accolte al volo, forse lasciando persino di stucco chi me le comunicava. Sarà che mi piace esplorare, sarà che ho dentro ancora le mie giornate in Africa, coi pantaloncini e gli scarponi, ma l’idea di poter affrontare nuove sfide mi galvanizzava. Dopo pochissimo arrivò un’altra mansione, un ruolo di responsabilità all’interno dell’azienda. Il mio cognome scritto, insieme a pochi altri, nell’organigramma mi fa ancora sorridere, specie se dopo appena un anno dall’assunzione.

Ero contento, ma – vi dicevo – penso di avere diciotto santi in Paradiso. In queste ultime settimane è arrivata un’altra proposta: la possibilità di salire di livello, la possibilità di ricevere uno stipendio ancora migliore. Giorni belli ma stressanti per chi, come me, non è lo squalo che gode nel contrattare. Coccolato sino al punto da ritrovarmi invitato a cena fuori per discutere l’offerta e con la mia azienda che – ricevuta la notizia – sforna una controproposta ancora più interessante pur di tenermi. In un’Italia che arranca nell’offrire lavoro ai giovani io ho la fortuna di scegliere tra due belle proposte, tra due aziende che han voglia di investire su di me e che mi considerano una risorsa e non un numero. “C’è gente che pagherebbe venti cene pur di beccarsi un posto” mi ripeto sommessamente, con rispetto e umiltà.

Cadrò. Lo so, lo sento, me lo ricordo ogni giorno, mi sto preparando. I diciotto santi in Paradiso stanno facendo un lavoro magnifico ma non potranno sempre occuparsi di me così. Sono giorni, questi, in cui la gratitudine che puoi provare sembra sempre inadeguata e ti chiedi cosa hai fatto in passato per meritare tanto ma non trovi mai una ragione sufficientemente valida.

Io intanto continuo a divertirmi. Qualche giorno fa ero in un’industria per l’avviamento di una parte di impianto e dopo aver completato i test di rito, al momento di avviare la prima lavorazione – davanti due monitor – esclamavo “bene, adesso divertiamoci!” come un bambino che inizia una sfida a pallone nel cortile di casa. Che sia l’entusiasmo il motore di tutto questo?

Emanuele

8 commenti » Scrivi un commento

  1. Che sia l’entusiasmo il motore di tutto questo?

    Credo proprio di sì! Ai “santi” piace la gente entusiasta, molto di più di quella lagnosa!!! 😉

  2. Beh, l’entusiasmo credo che sia la cosa principale che muove tutto quando si è catturati da qualcosa e ci si è dentro fino al collo..
    però dai, che bella soddisfazione! 🙂
    bravo manu!
    😉

  3. Entusiamo, ma anche competenze! Sai creare competenze per l’azienda, e hai avuto la fortuna di avere la possibilità di mostrarle. IMHO 🙂

    Se non sono indiscreto, potrei chiederti in che ambito lavori? Pura e semplice curiosità 🙂
    Io sto finendo gli studi, ma durante gli stege ho trovato aziende che non facevano fare neanche le fotocopie. Ho dovuto solo scrivere la documentazione di una rete informatica (3 server in tutto), dicendomi “beh, tanto è inutile che vieni qua. La rete la conosci, stai a casa, se hai dubbi mandi le email” (avessero poi risposto, qualche volta! 🙂 )

  4. Giorgia, probabilmente è vero… però dev’esserci anche dell’altro. Chissà… 🙄
    Valentina, grazie. Speriamo duri così più a lungo possibile…
    Matteo, ciò che mi han fatto notare è che non bisogna mai considerare l’azienda come un ente “benefico” che ti fa “la grazia” di darti lo stipendio. Al contrario la risorsa sei tu e grazie a te l’azienda si arricchisce. Con questa visione, forse, si lavora più sereni…
    Io lo stage universitario lo feci calibrando bene la scelta proprio per non ritrovarmi a fare fotocopie o comunque in un posto che non valorizzasse la mia buona volontà. Lavoro nell’automazione industriale (sistemi SCADA, DCS, PLC…) per industrie farmaceutiche, chimiche, alimentari, petrolchimiche etc.
    Immagino che il tuo stage sia finito, se così non fosse prova a vedere se sei ancora in tempo per cambiare: farsi conoscere attraverso quell’opportunità (in un momento in cui, anche tu professionalmente, accetti di non esser pagato) nel mio caso è stata una scelta vincente.
    Ciao,
    Emanuele

  5. Ma che bello Emanuele!! Ma vuol dire che sei davvero bravo ci possono stare i santi ma sicuramente tu ci metti del tuo 🙂 Complimenti!!

    • Grazie Barbara, io non ho ancora capito dove inizi la mia competenza e dove si trovi il limite della Grazia. Però mi affido, mi sorprendo e cerco di meritare cotanta fortuna.
      Ciao,
      Emanuele

  6. Ciao Emanuele, questo è il tuo primo post che leggo e non ho resistito: dovevo scrivere subito un commento!
    Santi o non Santi le decisioni che ci portano al successo o alla caduta sono sempre opera nostra. Il tuo articolo, in mesi come questi, aiuta tantissimo. Fidati. Parola di stagista. Perchè vuol dire che in alcuni posti esiste ancora l’ormai dimenticata meritocrazia!
    In bocca al lupo!
    M.

    • Grazie per il commento Marta, è vero che tanto di quel che ho me lo son sudato e guadagnato però mi piace pensare sempre che una mano dall’Alto esista e – in qualche modo – ti ripaga in base a ciò che meriti. D’altro canto è controproducente credere che non esistano più posti in cui non si guardano solo interessi sporchi (raccomandazioni etc…) ma dove si riesce ad avanzare in base a quel che mostri di essere e di saper fare. Ti auguro di ritrovarti presto in ambienti simili!
      Ciao,
      Emanuele

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