L’uomo che credeva di non avere più tempo.

Bevuto! Allo stesso identico modo di come si fa con un bicchierino di Tequila. Ieri pomeriggio – il libro – è arrivato a casa e oggi è finito completamente nella mia testa. Trecentoottantaquattro pagine volate via in pochissime ore.

Una bella storia d’amore in cui tutto si avvolge attorno un tema che – ai giorni nostri – è sempre più tabù. Qualcosa che allontaniamo dalle nostre giornate senza – in realtà – poter affermare con certezza che sia un bene farlo.

Non direi mai di nessuna cosa: “l’ho persa”, ma “l’ho restituita”.
E’ morto tuo figlio? E’ stato solo restituito.
E’ morta tua moglie? E’ stata solo restituita.

Epitteto

L’uomo che credeva di non avere più tempo” è la storia di un uomo che impara a vivere solo dopo aver conosciuto la morte. Proprio lei che rappresenta la certezza più grande della nostra esistenza terrena.

Un libro che appassiona, sia per il tema, sia per la storia d’amore non tanto distante da quelle odierne.

Emanuele

9 commenti » Scrivi un commento

  1. Il finale un po’ mi ha messo tristezza, nelle ultime cinquanta pagine, inizi a capire che non era lui..
    Che dici, ci ho visto giusto? 😉

  2. Ora te ne consiglio due: Le braci o La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo. Sono molto diversi tra loro, ma sono entrambi stupendi. Io li ho amati entrambi. Il primo è di circa 300 pagine il secondo invece e sulle 400/500 pagine.

    • (ATTENZIONE: SPOILER) Dai si, alla fine un po’ si capiva ma non era un giallo e poi mi stava bene che si salvava… per 300 pagine precedenti s’era fatto un mazzo tanto, era tristissimo se fosse stato lui a lasciarci le penne!
      Comunque il secondo che mi hai consigliato mi intriga dal titolo però il fatto che sia fantastico come genere non so se mi convincerà… non vorrei che fosse troppo banale o distante dalla realtà. Il primo invece in libreria non m’ha convinto… non so perché, forse colpa della copertina. Dici che merita seriamente?
      Ciao e grazie ancora,
      Emanuele

  3. Non c’è parola adatta per descrivere l’epicità del romanzo Le Braci. L’ho letto tutto di un fiato, non riuscendo quasi mai a fermarmi perché la sensazione che trasmetteva coinvolge il lettore fino a livelli altissimi, in un crescendo di pensieri reconditi, verso l’odiato amato amico. Il protagonista ci porta dentro un mondo ormai lontano, dentro un’amicizia che un giorno finisce senza lasciar tracce, dettata forse da ombre nascoste dietro angoli bui.
    Dopo quarantun anni, due uomini che da giovani sono stati inseparabili tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un “duello senza spade” – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.
    Il libro di Màrai è particolare, è riuscito a costruire la storia di una vendetta che usa come sue armi le parole che come lame feriscono l’avversario senza lasciarli possibilità di difesa. Portando dietro di esso tutti i pensieri e le domande che quarantun anni di assenza hanno fomentato, fino alla parte finale del duello, dove ormai non conta più chi vince o chi perde, né i motivi che hanno spinto i duellanti a ingaggiare il duello, perché se arrivi a comprendere la verità: vuol dire che sono arrivate la vecchiaia e la morte.

  4. La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo è un libro pieno di sorprese che non ti aspetti minimamente. Una storia d’amore che è consumata attraverso il tempo, in un ciclo che si ripete senza mai finire. Harry viaggia nel tempo, ma non per sua scelta, soffre di un disturbo che altera la sua concezione del tempo. Così da ritrovarsi davanti a episodi del suo passato senza poterli modificare, o davanti a qualcosa che deve ancora avvenire. Viaggia senza controllo, quando meno se lo aspetta, sparisce lasciando come unica traccia del suo viaggio gli indumenti che per qualche regola non detta, non sono trasportati con sé nei suoi viaggi. Viaggiando attraverso il tempo incontra per la prima volta la sua futura moglie nel passato quando aveva sei anni, a dodici a quattordici e infine a diciotto anni, per poi sparire completamente e rincontrarsi nel presente. Clare e Harry si conoscono da una vita, consumando il loro amore attraverso il tempo. L’intera storia c’è narrata a volte da Clare che mette a fuoco il suo punto di vista di colei che è lasciata indietro dai continui viaggi del tempo di Harry.
    Da Harry che racconta la sua vita descritta da chi viaggia nel tempo senza speranze di potersi fermare.
    Un libro gestito magistralmente, un grande puzzle, in cui i viaggi del tempo non sono altro che dei grandi pezzi che serviranno per incastrare una complicata e senza tempo storia d’amore. Passato, presente e futuro all’interno del libro, hanno una sola dimensione, alternandosi in maniera sorprendente per creare quella suspense degna dei migliori libri di fantascienza. Un libro che consiglio, che rileggerei se potessi tornare. Come ho già detto la storia d’amore di Harry e Clare non conosce confini, supera il tempo e anche per certi versi la morte stessa, perché in qualsiasi istante, in qualsiasi tempo, Clare e Harry si conosce e stanno vivendo la loro storia d’amore.

  5. Pingback: El mondo xe grande: basta voler caminare. - …time is what you make of it…

  6. credimi e rifletti dopo aver letto che in fondo è solo una storia carina ma senza spessore.dentro ti sfiora appena…

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